That’s all folks

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Via a ottanta noiosissimi giorni, nell’attesa che un pallone torni a rotolare

Triplice fischio di Bologna-Juventus, triplice fischio che sancisce la fine di una stagione di me.. al di sotto delle aspettative, con finale di me.. al di sotto delle aspettative. Ne avrei per tutti: per quelli scesi in campo dando il minimo sindacale, per quelli che prendono sempre goal al 90+qualcosa, per quelli che stanno in panchina e non riescono a dare le giuste motivazioni, per quelli che siedono dietro le scrivanie. Prendo fiato, due bei respironi profondi e decido di far sedimentare la delusione.

Nel calcio i numeri non sono tutto, ma in questa stagione sono forieri di grandi verità. 41 punti (-1 rispetto alla passata stagione) in un campionato finito a dicembre. 19 partite perse, 11 vittorie e 8 pareggi su un totale di 38 giocate. Metà campionato cestinato, 9 volte il Dall’Ara espugnato. Un disastro. 58 goal subiti (+13) e 40 segnati (+7, statistica mitigata dalle ultime partite casalinghe con formazioni che avevano ben poco da chiedere, non esaltiamoci). 10 giornate con almeno 3 reti al passivo. Ma forse i numeri che fanno più male sono quelli legati alle imbarcate prese contro le prime 8 squadre del campionato. 2 punti fatti, 7 goal all’attivo e ben 37 al passivo: era meglio non presentarsi e prendere il classico 3-0 a tavolino. Sempre di numeri parliamo se ricordiamo il 5-1 a Torino (seconda giornata, qualche dubbio ci doveva venire), il 7-1 contro il Napoli, la sconfitta casalinga in 11 contro 8 e 1\2 con il Milan, la prima (e unica) rete di Gabigoal in Italia e per non farci mancare proprio nulla, il goal subito al 93’ da uno nato nel 2000. Record su record demoliti e champagnino rimesso in ghiaccio.

Detto questo, continuo con le prove di rilassamento, mi si schiarisce la mente e non vedo solo nero… diciamo cinquanta sfumature di grigio. Il Bologna è una società solida con una buona base di giocatori di proprietà, questo non lo dobbiamo dimenticare. Alcuni hanno deluso, Rizzo e Donsah su tutti, ma sono stati messi importantissimi minuti di Serie A nelle gambe, e nella testa, di tanti giovani interessanti. Okwonkwo, Krejci, Nagy, Krafth, Mbaye, Verdi, Di Francesco e Pulgar non saranno fenomeni, ma neppure degli scarponi e speriamo che l’anno prossimo possano fare il salto di qualità. Se poi Destro riuscirà a fare una preparazione come Dio comanda, magari ci darà nuove emozioni, specie se affiancato da uno che non sia Sadiq – preghiamo che l’Altissimo ci scampi da altri stratosferici affari con la Roma -. Alcuni giocatori torneranno a casa, Viviani se parte adesso arriva a Natale, altri verranno ceduti. Capitolo allenatore: io sono per la continuità, ma Donadoni non lo avrei confermato per mille motivi. La società la pensa diversamente: viva Donadoni! a patto che gli si faccia una squadra di suo gradimento. Credo, soprattutto spero, che ci sia stato un chiarimento nelle segrete stanze e che in questo mercato si parli la stessa lingua.

Domenica c’è stata poi la conferenza di fine anno di Saputo. Ho goduto tantissimo nelle parti in cui ha parlato in inglese: «Faremo una squadra da champions. C’è uno tsunami di dollaroni in arrivo. Sappiamo cosa manca, abbiamo già bloccato Ronaldo – Cristiano, ha voluto puntualizzare il chairman -, Eden Hazard e Costacurta per la difesa» … ecco, sul nome di Billy qualche dubbio mi è venuto. Ci ha poi pensato Fenucci con la traduzione a far crollare tutta la mia libido. Scherzi a parte, un paio di cose il presidente le ha dette chiaramente: « [..] una cosa è la passione e un’altra la razionalità. Bisogna fare le giuste scelte per avere dei risultati nel lungo periodo [..] dobbiamo colmare le lacune con giocatori che rendano la squadra più competitiva [..] Ogni domenica è stata difficile da guardare [..] Pensavo di avere una squadra migliore».

A questo punto o Saputo è diventato un «maigoduto», oppure anche lui si è reso contro che è stata una stagione di me.. al di sotto delle aspettative. Stiamo tranquilli, Joey non si offende per le critiche, ma lo potrebbe fare se lo si continua a paragonare a Guaraldi o Menarini. Lui è un «imprenditore che ragiona su tempi più lunghi», e lo sta dimostrando coi fatti. Gli altri no, e purtroppo l’hanno già dimostrato.

Forza Bologna! Nonostante tutto io ho già voglia di tornare al Dall’Ara… voi no?

MATTEO RIMONDI

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