!Staaap!

!Staaap!

Vigliacca d’una vigliacca, che caldo a Bologna! Mi spalmo su uno sdraio, all’ombra di un albero, in una piscina dell’appennino. Venticello leggero, ottimo. Apro un noto quotidiano cittadino e mi cala una gran tristezza. Si starebbe rompendo la coppia J&J: no, dai! Passo ad altro, troppo caldo per le sfighe. Speciale Guerin Sportivo sulla promozione del Bologna, sfoglio distrattamente qualche pagina, poi mi blocco. Non riesco a staccare lo sguardo da una foto, è ipnotica. Ho un sorriso ebete sulle labbra e le mani rivettate al giornale. Non ci posso credere! La mia compagna mi guarda. “Oh, ma la pianti di guardare il culo della vicina?”. “Eh?! No, non stavo guardando le chiappe della signorina. Giuro!”.

 

Ma che foto è? Si sono sbagliati e hanno messo in stampa Sofia Vergara in topless? No ragazzi, meglio! Va beh, tendo in filino ad esagerare quando parlo del Bfc. Insomma, in quelle due pagine del Guerino c’è un signore in giacca e cravatta. Completo blu, camicia bianca, cravatta rigorosamente del Bolo. Sai che roba! No, aspetta! Siamo negli spogliatoi subito dopo il triplice fischio. L’individuo è attorniato dai giocatori festanti che lo guardano fra il divertito e l’incredulo. Ho capito, cosa può fare di così incredibile? A tàl dèg, un po’ di suspense! Ha la faccia stravolta dalla fatica, è paonazzo dallo sforzo, deve aver sofferto le pene dell’inferno. A guardarlo bene potrebbe essere uno preso a caso dalla Bulgarelli. Ma dai, cosa c’è di strano? Il fatto che si tratti di Joe Tacopina che come un novello Hulk si straccia la camicia, può bastare? Socmel se basta!

 

L’immagine è strepitosa. Potentissima. Un simbolo di quel nove giugno. Chi quella notte non avrebbe voluto fare la stessa cosa? Chi non avrebbe voluto indossare una camicia per potersela stracciare di dosso in segno di liberazione? Traversa del Pescara – sempre sia lodata -, triplice fischio. !Staaap! Bottoni che volano ovunque, Serie A, siiiii!

 

Qualcuno mi dirà che è finta, è tutto studiato. Gli americani sono dei comunicatori nati. Si sono inventati  lo sbarco sulla luna, immagina se non sono buoni di fare una foto simile. Può essere, ma guardate la faccia dei giocatori di fronte a lui, guardate l’espressione di Troianiello. Ma poi, chi se ne frega. Chiedimi se sono felice. Lo sono! Perché se un affermato avvocato di New York si innamora in questo modo di Bologna e del Bologna e riesce a portare Joey Saputo, io sono al settimo cielo. Mi fa sentire un po’ speciale, fa sentire un po’ speciale tutta Bologna.

 

Giro qualche altra pagina. C’è Saputo. Giacca e cravatta, festeggia felice con i giocatori a centrocampo. Faccia rilassata, camicia stirata. Tutti i bottoni al loro posto. Perfetto. E allora mi dico che questi due sono veramente complementari, due facce della stessa medaglia. Clark Kent e Superman, Bruce Wayne e Batman, Peter Parker e Spider-Man. Uno, il presidente tifoso, il supereroe. Infonde una carica indicibile, sempre disponibile per un selfie o una stretta di mano, una battuta. L’altro, il chairman, l’uomo dai superpoteri, con i baiùc. Calmo, composto, controllato. Non si lascia sovrastare dalle emozioni, mai una parola fuori posto. Il supereroe ci fa sognare, i fumetti li compriamo per Superman, ma sappiamo benissimo che l’uomo d’acciaio non esisterebbe senza Clark Kent, il Bologna non sarebbe nulla senza Saputo. Spero proprio che lo strappo nella coppia si possa ricucire, come la camicia di Joe.

 

Chiudo il giornale, è tempo di mettere il culo a mollo. Adesso che ci guardo bene, la vicina non è niente male…

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