Scusate, mi sono addormentato..

Scusate, mi sono addormentato..

~~Ma chi se ne frega di sto Bologna! Io ho altri interessi! Secondo voi non riesco a stare una settimana senza i rossoblù? Ma va là! Anzi, sapete cosa vi dico: basta con il calcio, è ora di cambiare sport! Sono negli USA, qui sì che sanno come godersi un evento. Vado a vedere il baseball, quello è uno sport sano. Infatti, dopo due ore di nulla stile Bologna-Latina, due bidoni di alette di pollo, tre hot-dog e cinque birre per buttare giù il tutto – avevo l’all inclusive, vuoi non sfruttarlo? – mi  risveglio in uno stadio completamente vuoto con accanto il custode. Ok, il baseball non fa per me, provo con l’hockey. Ma potete spiegarmi come fa un tipo bardato come se non ci fosse un domani, guanti enormi, casco, paragambe e una mazza a prendere goal in una porta che praticamente è più piccola di lui?! Manco il peggior Sterchele riuscirebbe nell’impresa. No, con l’hockey non ci siamo. Il basket. Ecco uno sport che fa per me. Schiacciate, spettacolo, musica e i giocatori che si auto-accusano quando fanno fallo. Trovato! Però, c’è un però. L’dea che questi spilungoni enormi riescano a fare “goal” in un cesto poco più grande della palla da distanze siderali, quando Mancosu e Cacia non riescono a sbatterla dentro da zero centimetri, in una porta grande sempre, mi infastidisce. E dovrebbe infastidire pure loro..

Ok, mi arrendo, senza il Bolo non riesco a stare. Così sabato mattina mi fiondo al Piccolo Caffè, tana per eccellenza del tifo rossoblù newyorkese. Già me lo vedo: il locale pieno all’inverosimile, fumogeni, bandiere, canti e socmel a non finire. Eccolo in tutta la sua bellezza: lo schermo, le sciarpe, le bandiere. Ma è vuoto! Come vuoto? Ragazzi, ma dove siete finiti? Sono le 9.30, sta per finire il primo tempo! Una sciarpa campeggia sulla tv: “Assenti Giustificati”. Socmel, proprio oggi?! Mi rimane WhatsApp. “Papà, come va il Bolo?”. “Papà?”. “Oh, perché non mi rispondi?”. “Lo vedo che ti arrivano i messaggi.. stiamo perdendo?”. Arriva finalmente la risposta, trenta minuti dopo la fine della partita: “1-1.. scusa, mi sono addormentato. Partita bellissima..”.

Ho visto gli highlights, il nulla. Lo stesso nulla di Vicenza, Modena, Crotone e Varese fuori casa, dei cinque pareggi in fila al Dall’Ara, ma ci sarebbero anche altri esempi. Ritmi da bradipo, gioco zero, zero occasioni, solo passaggi che non portano a nulla. Quello che lascia davvero perplessi è l’atteggiamento. Questa squadra non prova neppure a giocare a calcio, come se stesse vincendo tre a zero a cinque dalla fine. Tanto prima o poi il goal lo facciamo. Siamo superiori, siamo il Bologna. A volte lo sghetto è riuscito, più per demeriti altrui che meriti nostri, ma quando gli altri non sbagliano il tutto finisce fra gli sbadigli. Taco ci ha provato con l’orgoglio: zero. La società al gran completo al seguito della squadra: troppa pressione. Cambiato allenatore: virgola. Anche la “scusa” dei giocatori che non hanno stimoli perché tanto vanno via tutti, secondo me non regge. Queste prestazioni le vediamo da inizio campionato. Forse è vero che manca un leader che prenda per mano la squadra. Mah…

Continuiamo a dire che ci vuole una scossa. Sì, proviamo ad infilare le dita di qualcuno in una presa della dueeventi. La Dea del calcio ha cambiato casa. Ci ha lasciati, come il secondo posto prima e il terzo adesso. Voglio vedere il Frosinone satollo e ubriaco che vince a Vicenza, sempre che i rossoblù facciano i tre punti con il Lanciano, perché non darei nulla per scontato. Vediamo di non cannare anche venerdì sera, please!

Oh regaz, ma che bello è il softball?!

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