Salah quel che Salah

Salah quel che Salah

Queste non sono le partite che dobbiamo vincere, però…

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Diciamo che queste non sono le partite che dobbiamo vincere. Diciamo che giocavamo con una difesa inedita, inesperta e senza un capo (né una coda). Diciamo che perdiamo i pezzi manco fossimo una scatola di Lego in mano ad un bambino distratto. Diciamo che non ci fischiano i rigori neppure sul tre a zero, figuriamoci se cacciano il portiere avversario con la partita ancora in bilico. Diciamo che il risultato di ieri sera è certamente il frutto del castigo di Dio per le unioni civili. Si insomma, possiamo dire tutto e il suo contrario, resta il fatto che torniamo a casa dall’Olimpico con le ossa rotte e una prestazione quantomeno rivedibile al termine di un ciclo di partite che ci lascia solo rimpianti e incertezze.

«Non concediamo ripartenze alla Roma», questo credo sia stato il mantra settimanale di Donadoni. Infatti il Bologna si schiera con un inedito 4-4-2 che, in teoria, dovrebbe dare maggiore copertura alla difesa. Però se Taider gioca per 65 minuti a “ciapa-no”, Viviani non scende proprio in campo e Nagy decide di partecipare a un torneo di palla avvelenata, c’è poco da fare, il solo Dzemaili non può reggere tutto il peso del reparto. «Tranquillo mister, non concedere ripartenze alla Roma, capito!». Infatti: vai di ripartenze come se non ci fosse un domani! Giochiamo la palla nella nostra trequarti, la perdiamo e questi ci infilano come una lama calda nel burro. Salah e Perotti fanno quello che vogliono nelle praterie lasciate dai rossoblù e i nostri difensori vengono puntati e sverniciati regolarmente. A fine primo tempo la maglia di Krafth è senza sponsor, portato via dalle folate romaniste, «FAAC» è l’unica cosa che Emil riesce a pensare quando si ritrova di fronte gli esterni giallorossi lanciati come treni in corsa. Ferrari al centro della difesa è a suo agio come la biografia di Icardi tra i tomi degli illuministi in una biblioteca, e alla seconda occasione la Roma passa. Game, set, match.

Si, al minuto 13 la partita sembra già segnata, perché là davanti Krejci continua a divorarsi goal neppure fosse il conduttore di “Man vs Food” mentre Sadiq si batte, prova a lottare, a fare reparto da solo, ma avrebbe bisogno di una spalla. Poi arriva Szc.. Szczę…Szczęs…. il portiere della Roma, e pure lui timbra mutua. Ma perché il nigeriano è sempre per terra? Parte e… !bum! è steso sul prato. Si gira… !sbam! è a quattro di bastoni sull’erba. Ronaldo diceva che «la potenza è niente senza il controllo», sarà questo il problema? Tralasciando i primi due minuti il Bologna non produce nulla, anche se la difesa della Roma pare avere la mobilità della mostra di salami da Tamburini. Speriamo che Destro torni in uno stato di forma accettabile dopo la sosta, altrimenti «anche oggi segniamo domani», e le prossime partite sono invece quelle da vincere.

Ma io il bicchiere lo voglio vedere mezzo pieno. Primo: abbiamo fermato Edin Dzeko! Lasciamo stare che Salah ne ha infilati tre, sono solo quisquilie. Secondo: non ci hanno fischiato un rigore sul tre a zero e Szc.. Szczę…Szczęs…. il portiere della Roma, non è stato espulso per l’intervento su Sadiq, però l’arbitro non ha esibito neppure un cartellino al Bologna! E’ anche vero che non riuscivamo a prenderli manco per dargli dei calci, ma forse la prossima volta ci fischiano anche quello che ci spetta. Terzo: … ehm … adesso non mi sovviene, ci penso un po’ e ve lo dico….

Alla fine di questa rilassante serata, mi restano solo le belle parole di Tiziana Rivale:

Salah Salah quel che Salah

del nostro Bologna che sarà

prendiamo oggi quel che da

e quel che avanza per domani – Palermo e Atalanta – basterà.

Speriamo…

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