Impresentabili

Impresentabili

Dopo Pavia e L’Aquila è il turno del Cittadella

Si riaprono i cancelli del Dall’Ara e l’inebriante profumo di calcio giocato torna a riempire i polmoni dei novemila accorsi alla prima uscita ufficiale. La serata è fresca, stellata e si è anche fermato quel fastidioso vento che per tutta la giornata ha accarezzato le nostre amate torri. Insomma, è tutto perfetto.

Quasi tutto, perché il Bologna che scende in campo non vale neppure i due euro e cinquanta del biglietto. Due giri di lancetta e il Cittadella mette insieme un’azione avvolgente – tutta di prima – in stile Barcellona. Per fortuna che davanti hanno Schenetti e non Messi, un cicca palloni a botta sicura. Neppure il tempo di riprendersi dallo scampato pericolo che Verdi si becca un rosso diretto quantomeno rivedibile. La sensazione di déjà vu è fortissima. Visto che il Bologna è una squadra di serie A, anche in inferiorità numerica, dovrebbe giocarsela contro una compagine di B, invece i rossoblù sono nulli, inesistenti, impresentabili. Il Cittadella ne fa tre e ne sbaglia un altro a porta vuota, alla fine del primo tempo potrebbe essere 0 a 5! Si potrebbe discutere sul secondo goal, segnato con il guardalinee che sbandiera il fuorigioco per un quarto d’ora, mentre Abisso lascia giocare per un tocco di Pulgar. Ma cosa ci stiamo a raccontare, i primi 45 minuti sembrano una gag di “Scherzi a parte”. Nella ripresa il Cittadella prova a farsi un autogol, così per fare qualcosa, poi amministra una partita giocata contro nessuno: il Bologna in novanta minuti – e un mese e mezzo di ritiro – produce un colpo di testa di Destro con parata plastica del portiere a favore dei fotografi e una conclusione su rimpallo al 90+2.

Partite giocate in inferiorità numerica, caterve di goal subiti, zero gioco, zero tiri in porta e il nostro fortino sempre più terreno di conquista per cani e porci (spero non si offendano i Veneti). La serata termina in bellezza con i giocatori “vogliosi” di salutare la curva e cacciati in malo modo. Immancabile poi la storia delle motivazioni e del carattere nelle interviste del dopo-gara. Io non ho ancora capito da dove devono arrivare ste benedette motivazioni… facciamo una colletta e compriamole! Insomma, tutto già visto, grazie e arrivederci.

Il Dall’Ara si svuota. Resta solo l’eco dei sacrosanti fisici agli sconfitti e degli applausi ai vincitori. I tifosi scendono in stile zombie i gradoni, ma un coro persiste nelle loro menti: “MERITIAMO DI PIÙ’”. Davvero meritiamo di più, tutti e da troppo tempo, ed invece abbiamo assistito all’ennesima prestazione ridicola. Sorry Joy, ma di queste figuracce ne abbiamo piene le tasche, meritiamo di più.

Forza Bologna, sempre.

MATTEO RIMONDI

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