Pulgar-(ti), ancora!

Pulgar-(ti), ancora!

di Rosanna D’Atri

Ormai lo sanno anche i muri: passaggio di Insigne per il taglio di Callejon, gol del Napoli. Da 3 anni, nella settimana di preparazione alle sfide contro i partenopei, i vari allenatori si sgolano in campo e fanno perdere diottrie ai propri giocatori a furia di vedere video che immortalano l’esatto momento in cui la palla esce dai piedi del giocatore azzurro. Chissà dov’era Masina questa settimana, o negli ultimi anni, quando professionisti pagati per far evitare questo tipo di errori spiegavano la giocata.

Difficile prendersela con qualcun altro perché, al netto della perfezione dei piedi degli avversari, il gol arrivato per questa chiusura sbagliata ha tagliato le gambe ad un Bologna fin lì capace di imbrigliare il gioco di Sarri. Non credo di esagerare, e se così fosse i “maigoduti” se ne faranno una ragione. Il BFC al 66’ del secondo tempo poteva tranquillamente aver segnato 3 gol perché la coppia Verdi/Palacio ha illuminato la serata e squarciato le nubi che stazionavano sopra il Dall’Ara. Ed è tutto dire pensando al valore assoluto e di squadra dei campani. Da quel momento in poi si è chiusa la vena e lo 0-3 finale è figlio di una serie d’imprecisioni, di mancanza di condizione – vedi l’uscita forzata di Palacio e Maietta – e di discussioni degne delle sfide da campetto di periferia. Quest’anno mi sono imposta di non prendermela sempre con lo stesso giocatore, continuare a parlare dei deficit di Destro è noioso per chi legge e fidatevi, anche per chi scrive quindi il mio obiettivo odierno è senza dubbio Pulgar.

Se qualcuno stabilisce l’ordine di battuta di rigori e punizioni, perché mai devi fare il sovversivo e impedire a uno dei pochi con i piedi buoni e caldi – solo un miracolo di Reina ha impedito a Simone Verdi di fare centro sotto la Bulgarelli – di sfruttare l’occasione? Il Signor Pulgar, non ha solo baipassato lo specchio della porta ma ha tirato una scarpata che persino la statua della Madonna di San Luca è stata costretta a un movimento alla Matrix per evitare la palla. Poi, forse preoccupato per le ritorsioni della Chiesa Cattolica, si è fatto beffeggiare innescando il raddoppio. Dio ci salvi dalle prossime assunzioni di responsabilità del cileno.

Capitolo a parte, De Maio. Sarà anche un buon giocatore ma se deve entrare in campo con il muso di chi ha preso male l’esclusione dal primo minuto, farà meglio a stare in tribuna e non solo in panchina perché di gente che sbuffa e poi in campo fa solo danni, non ne abbiamo bisogno vista la situazione già precaria di suo. Certo è che se lasci a un Napoli spento la possibilità di giocare anche solo 15 minuti, non puoi aspettarti che si esimano dal trafiggerti ma nemmeno che la squadra si disunisca dopo che il colpo di testa di Callejon vanifica tutto il buono fatto per un’ora. Dovremmo essere contenti di averne presi solo 3 e non 7? No, questa volta l’abbiamo persa noi, non l’hanno vinta loro.

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