Personalità, questa illustre sconosciuta

Personalità, questa illustre sconosciuta

di Rosanna D’Atri

Stavolta non abbiamo proprio niente da recriminare, a cui attaccarci, errori superiori a cui dare la colpa stavolta, siamo noi quelli da incolpare per aver chiuso il girone di andata con un atteggiamento degno di una squadra che in realtà, non meriterebbe neanche tutta questa attenzione oggi.

La delusione è tanta, le aspettative lo erano e i progressi non si sono visti tanto che le giustificazioni usate fin ora anche dalla sottoscritta sono finite. Mi vengono in mente le parole di carissimi amici che leggendo i giornali sono sempre ipercritici nei confronti dei giornalisti che esprimono dei pareri, beh ragazzi, a volte è veramente dura sostenere e difendere a spada tratta l’indifendibile e voglio fare alcuni esempi. Come faccio, stamattina, a difendere Oikonomou dopo l’atteggiamento e la partita disastrosa che ha fatto ieri? Fosse la prima, allora potrei provarci, purtroppo per lui e per noi però è un film visto e rivisto tipo “Una poltrona per due” o “Sister Act” nelle vacanze natalizie. Come faccio a difendere Torosidis che sul terzo gol ha commesso un errore che neanche uno di voi il mercoledì sera al campetto farebbe? Come faccio a difendere  Dzemaili, uno dei pochi con esperienza, che non tira mai da fuori pur essendo dotato cercando una soluzione alternativa? Come faccio a difendere Destro? Linciatemi pure ma non se ne può più, questo ragazzo deve dimostrare di valere, di avere personalità e di essere in grado di fare la differenza in una squadra che ha bisogno come il pane del suo “presunto” talento.

Stamattina ne ho per tutti, sarà il primo vero Lunedì post vacanze, resta il fatto che è inaccettabile pensare di andare in campo e prendere gol dopo 7 minuti che la squadra avversaria si chiami Juventus o no. È inaccettabile che dei ragazzi che dovrebbero prendere il pallone a morsi per la voglia di dimostrare di essere da serie A, che dovrebbero meritare di indossare una maglia come quella del Bologna, che dovrebbero onorare tutte quelle persone che tra sacrifici economici e di salute (anche noi prendiamo acqua, vento e freddo ma a differenza loro non siamo pagati per farlo) li seguono sempre, vadano in campo con un atteggiamento che non prevede neanche per sbaglio il concetto di personalità.

La partita giocata ieri sera è quasi un insulto alla memoria di Ezio Pascutti, i venti minuti giocati “alla pari” sono fumo negli occhi e se non lo vogliamo capire e usarli come giustificazione, vuol dire che ci meritiamo una squadra che la personalità non sa neanche dove sta di casa.

Caro Donadoni, basta con le chiacchiere, adesso è tempo di far tirare fuori gli attributi a tutti e se un giorno grandi giocatori vorranno venire a giocare a Bologna ne saremo felici e ci penseremo, per ora dobbiamo far diventare grandi quelli che abbiamo altrimenti il girone di ritorno si trasformerà nel peggiore dei gironi dell’inferno.

Ah, buon anno a tutti.

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