Per me è no

Per me è no

Due mesi di nulla, la pazienza tanto richiesta è finita

Questo Bologna non tira in porta, non spinge, non fa filtro a centrocampo e con una regolarità spaventosa prende goal. Potrebbe andar peggio? Si, praticamente tutte le partite regaliamo un uomo all’avversario e siamo pure un pelo sfigati.

Nelle ultime settimane ho preferito glissare sull’attualità rossoblù. Non sapevo se vedere il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, cedere allo sconforto o essere comunque ottimista e credere ancora nel progetto, negli ampi margini di crescita della squadra, nei tanti giovani, nei giocatori validi che compongono questa rosa. Però dopo la prestazione di ieri sera, gli ennesimi novanta minuti fatti di nulla, contro un avversario al limite della presentabilità in serie A, direi che bisogna parlare di crisi, crisi nerissima.

Sono due mesi che questa squadra ha smarrito qualsiasi concetto calcistico. È la settimana del compleanno, arriva il Genoa e la luce si spegne come la ragione di capitan Gastaldello. Poi mettiamoci tutto: la sfiga, gli infortuni, i momenti di pura follia, gli svarioni difensivi e un attacco che senza Destro non punge, gli arbitri, le rane, la pioggia di fuoco e ghiaccio e l’invasione delle cavallette. Come intermezzo a tutto ciò, un bellissimo primo tempo con il Sassuolo, la vittoria contro il Palermo – che personalmente mi aveva convinto zero – e la partita di Coppa Italia che aveva dato qualche segnale incoraggiante, ma che evidentemente è stato il classico colpo della pistola scarica.

A tutto questo aggiungerei le dichiarazioni di Bigon, che non parlava da sei mesi e se per altri sei ricade nel mutismo è meglio. Una sferzata di ottimismo, una bomba di buonumore e gioia di tifare: «Un punto più dell’anno scorso e stappo lo champagne». Wow! Mi viene però un dubbio: non è che si riferisse al suo ultimo anno a Verona? – Per la cronaca, 28 punti – Poi ieri sera ha bissato: «Mercato di gennaio? I budget sono indicati e precisi dalla società. Cerchiamo di far bene con il gruppo che abbiamo». E vai! Festa, gaudio… champagne! Lasciamo poi perdere le ultime interviste post partita di Donadoni che mi ricordano tanto quelle di Lopeziana memoria.

Ma in questo bel periodo è scoppiata pure la grana Sadiq, una questione imbarazzante passata un po’ sotto traccia. A inizio mercato hai bisogno di una punta, lo sanno pure i mattoni della Garisenda. Non la prendi. Aspetti, aspetti, aspetti e punti tutto sul giocatore nigeriano manco fosse CR7. Aspetti, aspetti, aspetti e finalmente arriva. Rotto. Aspetti, aspetti, aspetti, gioca una partita, si rompe nuovamente e scopri che si deve operare per il primo infortunio che si è procurato durante un ultimo inspiegabile allenamento con la Roma, quando il giocatore era già del Bologna. Bisognerebbe anche fare un approfondimento sugli “affari” (per chi?) sull’asse Roma-Bologna e soprattutto su chi li ha voluti…

Per i processi è sicuramente presto, per ora dichiariamo tutti colpevoli come stimolo a far meglio. È invece il momento per ricompattarsi e tentare di uscire da questa situazione che ha tolto entusiasmo all’ambiente. Questo non vuol dire che non si debbano sollevare critiche. Questo Bologna DEVE essere criticato perché siamo il Bologna e se già non ci andava bene fare un solo punto in più dell’anno scorso, immaginate farne uno in meno. Bigon se ne faccia una ragione.

Non si può chiedere sempre e solo pazienza ai tifosi, adesso sono i tifosi a chiedere qualcosa al Bologna: una squadra che giochi un minimo a calcio e che faccia risultato contro Empoli e Pescara.

MATTEO RIMONDI

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