Pensavo fosse un tracollo, invece era un calesse

Pensavo fosse un tracollo, invece era un calesse

Sono ancora in piazza a festeggiare la promozione, aspetto il 486’ passaggio del pullman scoperto con sopra i giocatori, quando ricevo una chiamata. “Sei pronto per la Lazio?”. “C’è un’amichevole?”. “No, la prima di campionato!”. “Come il campionato? Sono passati 74 giorni e già si ricomincia?”. “Eh si, siamo anche già stati eliminati dalla Coppa Italia dal Pavia”. “Perché Pavia ha una squadra di calcio?”. Non sono pronto, del resto manco il Bolo lo è!

 

Si ricominciA ed è Masina contro tutti. Il film dura poco e si trasforma in un Mirante contro Godzilla. Si sentono solo i cori dei tifosi del Bologna, ma la Lazio non è intimorita e rulla gli sbarbati rossoblù come se non ci fosse un domani. Al minuto 17 Biglia mette il suo sinonimo in rete (questa è difficile, lo so). 1-0, giusto così. Al 22′ Kishna supera di nuovo un Mirante che, con quel completino rosso, sembra più un Gabibbo che un purtio. 2-0, “Besugo di un besugo!”. Tanta Lazio, pochissimo Bologna: il centrocampo corre, corre, ma non la vede mai. Al minuto 42 però cambia tutto. Gran boccia di Brienza e dallo sgabuzzino di Casteldebole riappare Mancosu. Palla sotto la traversa. 2-1, c’è ancora una partita.

 

Visto che di sbarbi ce ne sono pochi, Rossi mette dentro anche Pulgar. Caspita, il ragazzo ha più inchiostro sulla pelle di un Dylan Dog! Al 9′ Cataldi fa una cagata pazzesca in stile Corazzata Potemkin: Mancosu si invola verso l’area laziale ma si allunga troppo il pallone e torna nello sgabuzzino di Casteldebole. Tutte le volte che (Are) Kishna, Candreva e Keita prendo palla sembrano Albertone Tomba a Calgary ’88, fortuna che Gabibbo Mirante questa sera ha messo i guantoni rinforzati. Il Bologna non riesce minimamente a rendersi pericoloso. Entra Destro per Fresca – era in campo anche Fresca?! Ma dai! – ma è Cataldi a tirare da casa sua: Mirante tiene aperto il match. Crisetig finisce la benzina, Rossi lo sostituisce con un under 18, Daiwara, del resto non ha altro. A Destro non arriva un pallone che sia uno. Al minuto 92 potrebbe capitare l’imponderabile, la sfangata da raccontare ai nipoti. Brienza tira in porta, tibia di un laziale, di nuovo Brienza, la palla si impenna, Brighi ci arriva di testa ma Berisha para da sotto la doccia (era lì dal 45’). Triplice fischio e tutti a casa.

 

Siamo sinceri, la partita poteva finire 4-1 per loro. È vero, dopo il 2-0 il Bologna è cresciuto, ma forse è la Lazio che ha cambiato canale e si è sintonizzata sulla Champions. Ma questi sono problemi loro. Il modulo non mi ha del tutto convinto, giocare a tre in mezzo al campo mi è parsa una scelta alquanto azzardata visti gli uomini a disposizione. Urgono rinforzi di peso, il reparto è sembrato un po’ in balia degli eventi e di conseguenza la difesa ha ballato la Taranta. Là davanti si è vista la differenza fra un giocatore di serie A – Brienza – e gli altri. Mettersi al servizio della squadra ed essere il capocannoniere di un precampionato giocato contro nessuno serve a poco. Urge sfoltire il reparto e ripopolarlo con gente di categoria. Terrei solo Mancosu, non si sa mai, magari scopriamo che sa far goal anche in rossoblù. Adesso la palla torna a Corvino.

 

Il campionato del Bologna comincerà alla terza giornata, quindi calma e sangue freddo. Sabato sarebbe comunque cosa buona muovere la classifica, essere un po’ più propositivi e vedere Destro dal primo minuto. Spero che per il debutto al Dall’Ara ci siano anche Joe & Joey, magari seduti uno accanto all’altro. Se poi riuscissero anche a scambiare due parole sarebbe il massimo.

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