Orgoglio e pregiudizio

Orgoglio e pregiudizio

Un venerdì da leoni contro i primi della classe

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Tutte le partite sono uguali, si giocano in undici contro undici con una palla che rotola in mezzo al campo. Tutte le partite valgono tre punti. Balle, o come direbbe Fantozzi “.. una cagata pazzesca!”. Ci sono match che valgono di più, in palio c’è mezza stagione, l’orgoglio di una tifoseria. Quando incontri i “gobbi”, sul piatto non ci sono dei miseri punti, no, c’è la storia, la gloria. E’ come batterti contro un sentimento che monta dentro al sol pensiero di vedere quelle undici maglie zebrate. Se non sei tifoso del Bologna non potrai mai capire cosa significhino Del Piero, Nedved, Krasic, Zambrotta e le loro compagnie di ladroni. No, quella con i bianconeri non era, non è, e non sarà mai una partita qualsiasi, per Bologna questa è “La partita”.

 

Entriamo al Dall’Ara accolti da un vento freddo ed insistente, rispetto a fuori ci saranno dieci gradi in meno. Ma questa sera non ci spaventa nulla, figuriamoci se siamo intimoriti da un refolo che ti porta via le orecchie! Formazioni, sciarpata e spettacolo pirotecnico. Tutto è pronto, si parte! Maietta serve Mirante che decide di far venire un infarto a mezzo stadio: dribbling secco su Zaza e benvenuti a Bologna! Lichtsteiner non la prende bene e comincia a brontolare. I bianconeri partono meglio, poi i rossoblù crescono e si assestano. La partita si gioca in trenta metri. Le squadre sono corte e in mezzo al campo se le danno di santa ragione. Del resto queste partite non si giocano in punta di piedi, certi incontri si portano a casa se non si ha paura di buttarsi nella mischia, di entrare deciso, di sporcarsi la maglia. Al minuto 21, Destro ci prova dai venticinque metri, Buffon è attento e ci mette i pugni. Donsah, sulla ribattuta, ferisce un paio di tifosi nei distinti laterali. Sarà l’unico tiro in porta di tutta la partita, non lo sapevamo, altrimenti lo avremmo festeggiato in ben altro modo. Comunque Lichtsteiner protesta. Il match non regala grandi emozioni ma è gradevole da vedere. Anche nella seconda frazione il copione resta invariato. I bianconeri provano a fare la partita, i rossoblù contengono e ripartono, Lichtsteiner dissente palesemente. Al minuto 66 Allegri butta nella mischia Dybala, quindici minuti dopo Donadoni risponde togliendo Taider e mettendo Brienza. Questo o è matto o conosce davvero bene i suoi polli. Propenderei per la seconda versione visto che poco dopo, il buon Ciccio, pesca il classico coniglio dal cilindro e serve a Giak la più ghiotta occasione dell’incontro. Ho detto ghiotta, non facile. Emanuele incrocia ma non trova la porta. I zebrati negli ultimi minuti spingono con maggior veemenza ma dopo tre minuti di recupero, un signor Irrati al limite della perfezione, mette fine al match fra la disapprovazione di Lichtsteiner.

 

Il Bologna ferma per la seconda volta in questo campionato la prima della classe. Lo fa senza fare le barricate, ma ribattendo colpo su colpo, giocando a calcio e facendosi rispettare. Davvero bravi tutti, non era certo facile giocare ad armi pari contro una schiacciasassi, la squadra che ha vinto le ultime quindici partite. Fa paura solo a dirlo! Da centrocampo in giù siamo stati perfetti, non abbiamo lasciato nulla, concentrati per tutti i novanta minuti. Gli avversari non hanno mai (MAI) tirato nello specchio della porta. Mirante, per entrare nel tabellino della partita, ha parato due palloni destinati all’oblio. Che genio del male! Forse l’unica cosa che ci è mancata è stato un briciolo di convinzione in più là davanti. Non abbiamo avuto la forza di salire più compatti per mettere un po’ più pressione alla difesa bianconera. Ma ribadisco che non era facile, perdere anche solo per un attimo le giuste distanze avrebbe voluto dire esporsi alle loro mortifere ripartenze. Insomma, tutti in piedi ed applausi a scena aperta per i rossoblù.

 

Usciamo dal Dall’Ara cantando, felici e contenti come se avessimo in saccoccia i tre punti più belli della stagione, esaltati dal nostro Bolognetto che si è trasformato in un Bologna capace di giocarsela contro chiunque. Capace di fermare le capoliste. Capace di renderci fieri di lui come promesso da Joey.

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