No comment

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Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.

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16 Aprile 2026. Una caldissima notte fuori stagione è ormai calata su Bologna. E’ da questa mattina che il commissario Wilmer Massari sta torchiando il sospetto omicida della contessa Ermenegilda Lollini. E’ stanco, il pacchetto di sigarette sulla scrivania è ormai vuoto, la pazienza si è esaurita nella sala interrogatori. «Basta, è ora di rompere gli indugi. Le prove sono schiaccianti ma questo maledetto Ercole Minguzzi continua a trincerarsi dietro a quell’insopportabile “no comment”. Bisogna farlo parlare, non resta altro che usare l’Arma Segreta». A quella non può resistere, non lo fa nessuno. Sono esattamente dieci anni che il commissariato felsineo la usa per far parlare i delinquenti meno loquaci del pianeta e questo Minguzzi è davvero un tipo tenace, un killer con gli attributi quadrati. «Fate entrare il monitor e date il via alla proiezione». Passano 43 minuti, nessuno ha mai resistito tanto. Poi dalla sala interrogatori cominciano a sentirsi i primi cedimenti, un inizio di pianto, di frustrazione. Il Minguzzi cede di schianto, fanno tutti così. «Basta, vi prego! Basta! Interrompete questo strazio, non ce la faccio più. Sono stato io, lo ammetto. Ho ucciso io la contessa Ermenegilda, ho commesso io anche l’omicidio mai risolto del tabaccaio Gegio Bianchi. A quattro anni ho rubato delle cicles, a sette forato le gomme del mio vicino! Ammetto tutto ma interrompete questo Bologna-Torino, vi prego, è inguardabile!». L’Arma Segreta ha colpito ancora.

 

Ma torniamo al presente dopo questo viaggio nel futuro. Non intendo perdere neppure un minuto ad analizzare una prestazione indecente, in cui non riesco sinceramente a trovare un solo spunto degno di nota. Del resto ci hanno pensato quelli scesi in campo sabato a mettere in scena uno spettacolo avvilente. E’ stata una partita surreale interpretata da “giocatori” in questo momento ridicoli.

Mi sono preso un paio di giorni per pensare, per calmarmi e fare il punto della situazione. Nulla, non riesco a trovare una spiegazione plausibile ad una figura di merda del genere (scusate il francesismo, ma credo ci stia a pennello) davanti a diciannovemila persone più una. Si, perché sabato in tribuna c’era pure Joey Saputo accompagnato dalla famiglia al gran completo. Ottava sconfitta casalinga. Ennesima prestazione incolore, inconsistente. La società tenta di richiamare pubblico allo stadio e si offre questo spettacolo? E’ questo che mi manda fuori di testa. Due squadre che non hanno nulla da perdere, perché non giocano a calcio, non fanno una partita gagliarda, divertente, a viso aperto? Quelle partite che puoi vincere o perdere, che finiscono 4 a 3, che ti fanno uscire dallo stadio fra gli applausi e chi se ne frega chi vince. Quale sarebbe stato il problema? Il Bologna non aveva la forza di spostare il baricentro dieci metri più avanti rischiando di prendere goal in contropiede? Ah beh, invece portare a casa un punto o perderla in questo modo … davvero molto meglio.

 

Non credo più alla stanchezza fisica e mentale. Dai sono dei professionisti, non riescono a reggere quattro mesi ad alti livelli? Cambino mestiere. Quindi il problema è l’allenatore che non chiarisce la sua situazione? Qualcuno sarà sceso negli spogliatoi a chiedere spiegazioni, ad alzare la voce? Ho qualche dubbio vista la tristezza del dopo partita: una società con gli attributi, alle interviste post gara, non avrebbe mandato nessuno! Dovevano uscire tutti con le orecchie basse e ripetere una sola frase: “Chiediamo scusa ai diciannovemila spettatori che hanno pagato (PA-GA-TO!) un biglietto per assistere a questo spettacolo indegno. Non abbiamo altro da dire”. Punto. Questo doveva essere il mantra, niente parole al vento, niente “caldo”, niente “stanchezza”, niente “sfortuna”, niente “ci abbiamo provato”, niente “la prestazione c’è stata”. Ragazzi, non c’è stato niente! Al minuto 57, al palo di Giccherini, la gente era già talmente frustrata che non ha avuto neppure la forza di disperarsi. Gli unici momenti in cui il Dall’Ara ha avuto un sussulto sono stati per una ammonizione al quinto fallo di Bovo e per una nuvola che ha regalato due minuti di ombra. Ovazione per una nuvola!

 

“No commissario Wilmer Massari, io oggi non parlo della partita! Non mi estorcerà mai una «Voce del tifoso». No comment, no comment!”.

 

Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale, tranne la partita Bologna-Torino che è stata maledettamente reale.

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