L’impero del fastidio

L’impero del fastidio

di Rosanna D’Atri

Lunedì mattina, entro in macchina per andare a lavoro, partono le note degli Aabu con “L’impero del fastidio” e penso: Sì, sono infastidita e so esattamente con chi prendermela. Ah no, Destro ieri si è fatto anche male, per una volta posso risparmiarlo. Vediamo, a chi potrei dare la colpa dell’ennesima sconfitta? Beh, ovvio, sul gradino più alto del podio sale a furor di popolo la coppia Marinelli/Fabbri, che prestazione, che professionalità e che vista da falco per l’addizionale. Sono certa che se lo facessero partecipare alle prossime Olimpiadi sbaraglierebbe chiunque si mettesse tra lui e il bersaglio, la capacità di individuare esattamente il momento in cui il costato di Pulgar si trasforma in un arto non può che denotare una certa predisposizione… a ricevere insulti di ogni genere, a farti ricordare il perché viviamo nel 2017 e siamo totalmente avulsi all’uso della tecnologia, al perché quest’anno non ne azzeccano una in favore del BFC, al perché ogni volta oltre al danno, deve esserci sempre quella maledetta beffa.

La beffa, protagonista dei dieci minuti finali di ieri al Ferraris. Ti fischiano il rigore contro, pareggio, poi che succede? Una squadra seria, dopo un torto subito del genere e contro una Doria imprecisa che non avrebbe fatto gol neanche con le mani, tre gol li fa e non li subisce. Almeno non perde, punto, non c’è altro da dire. Sento montare il fastidio ancor di più perché alla beffa, noi, le abbiamo spianato la strada. Primo tempo buono, aggressivi e convinti dei nostri (limitati) mezzi, botta di Dzemaili di quelle che ti fanno saltare e abbracciare la prima persona che hai di fianco, poi ti ricordi che andrà in Canada a fine stagione e ritorna il fastidio. Contro la sfortuna che vede entrambi i capitani di giornata abbandonare per infortunio, giocando in dieci perché con Destro, non posso farcela a non dire nulla in realtà, siamo sempre uno in meno e quando si è fatto male (anche lui) siamo comunque rimasti uno in meno perché questo Sadiq, è fastidiosamente imbarazzante. Poi arriva l’apoteosi del fastidio, la traversa di Verdi e tutti gli sforzi a difesa del fronte vanificati nel giro di 10 minuti perché siamo una squadra senza palle, che si sgretola come fossimo pasta friabile. Fastidio, fastidio, fastidio.

Natale è passato, Pasqua è lontana, per i regali possiamo aspettare ancora qualche mese. Saremo anche sotto carnevale ma questo scherzo deve finire, basta alibi che tirano sempre in ballo il difficile momento a livello psicologico, basta essere trattati peggio di una squadra di terza categoria, basta con la scusa del progetto e che siamo già salvi. Appunto, siamo salvi e non abbiamo niente da perdere oltre la faccia e questo, purtroppo, ci viene decisamente bene ultimamente.

Che fastidio, un impero di fastidio.

 

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