Le lacrime di Boniciolli

Le lacrime di Boniciolli

E’ solo uno stupido sport. Ma è sempre bellissimo.

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Ieri sera, alle ore 23.00 circa, è andato in onda uno dei più bei momenti televisivo-sportivi a cui io abbia mai assistito. No, non sto parlando del goal di Perisic contro la Spagna. Bello eh, ma se lo avesse preso il buon Mirante saremmo ancora qui a dargli del coglione… e non mi sto neppure riferendo all’apparizione, quasi mistica, della simpaticissima Paola Ferrari, con i suoi spunti post partita sempre ficcanti, imperdibili e davvero interessantissimi.

 

Ieri sera la mia attenzione era focalizzata su quello che accadeva al PalaDozza. Biglietti bruciati in un amen come di consueto, quindi non mi resta che accomodarmi sul divano di casa. Di collegarmi con Sky non se ne parla, la cabala impone la sintonizzazione sul canale 99 per ascoltare la cronaca di Giacomo Bianchi con il cuore in gola, attendendo spasmodicamente ogni suo acuto per il canestro del giocatore di turno. Per tutti la partita doveva finire con punteggi bassi perché la Fortitudo potesse avere la possibilità di portare la serie a gara 5, invece i biancoblù ne mettono 94 a referto con buona pace dei veggenti di turno.

 

Ma il bello arriva nel post partita. In sala stampa si presenta coach Diana. Me ne frega zero, metto su Rai1. C’è la Ferrari… rimetto su coach Diana: piotòst che gninta l’é mei piotòst. «Bla bla bla.. ci giochiamo tutto in gara 5 davanti al nostro pubblico… bla bla bla bla, se ce lo avessero detto ad inizio campionato ci avremmo messo la firma…bla bla bla bla…». Si ok, dai è il momento di Boniciolli, levati. Il coach si presenta davanti ai microfoni bagnato come se si fosse fatto una doccia dimenticandosi di togliersi i vestiti. La faccia stravolta. Gli occhi lucidi. Mi aspetto che attacchi con il più classico «Prima di tutto voglio fare i complimenti a Brescia…», ma effettivamente ne hanno presi un sacco e una sporta e forse sarebbe stato di cattivo gusto.

 

«Anzitutto volevo dirvi, per stemperare la tensione perché sono un po’ stanchino, che ho chiesto una deroga per iscriversi ai giardini Margherita, perché a pensare che qualsiasi sia il risultato, venerdì saremmo all’ultima partita con questi ragazzi qua …  è una roba che …» … è una roba che… Mister? Boniciolli comincia a piangere come un bambino. Non ce la fa, vorrebbe ricacciare in gola quelle fottute lacrime ma non c’è verso. Ci prova, due sospiri, si schiarisce la voce ma i suoi occhi dicono tutto. «Dopo di che devo dire che giocare la partita più dura producendo la migliore pallacanestro dell’anno, giocando senza un americano e con Candi che domani avrà la maturità, con Amoroso col quale ho avuto uno scazzo terribile, credo che abbiamo fatto una roba pazzesca… pazzesca…» e giù lacrime. Questa volta incontenibili, irrefrenabili. Prova a continuare, ma le emozioni sono ancora vive, troppo forti e hanno il sopravvento: «No basta, non ce la faccio..». Prende e se ne va. Se ne va con i suoi pensieri nella testa, con mille parole che gli frullano nel cervello. Se ne va con i discorsi che si era preparato ma che nessuno sentirà mai. Se ne va lasciando nell’aria un’emozione indescrivibile. I giornalisti presenti applaudono a scena aperta una sedia ormai vuota. Io, come uno scemo, applaudo uno schermo che trasmette la stessa cadrega solitaria.

 

Ragazzi, queste sono le emozioni che ci regala lo sport! Non vi sto a sfrantecare gli zebedei su quello che vuol dire essere tifoso della Fortitudo, probabilmente neppure io lo so esattamente, ma sicuramente basta andare a vedere una qualsiasi partita dei biancoblù al Palazzo per capirlo. Quando però qualcuno vi dirà che questo è solo uno stupido sport, una insignificante partita di una squadra di basket, calcio, rugby – non imposta – fategli vedere la conferenza stampa di Boniciolli. Perché quello stupido sport, quella partita giocata da quella insignificante squadra è solo e soltanto autentica, limpida, pura emozione che chi non è tifoso non potrà mai capire. Ci dispiace per loro.

 

Grazie Matteo, è stato bellissimo.

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