La Voce del Tifoso di Matteo Rimondi – Profumo di futuro

La Voce del Tifoso di Matteo Rimondi – Profumo di futuro

di Matteo Rimondi

Un altro anno è passato, scandito da un nugolo di parentesi della durata di novanta minuti ricche di pathos. Tremende delusioni, gioie eccessive, qualche lacrima, baci, abbracci, braccia al cielo, voci roche, gole spellate, giramenti di palle ed euforie smodate. Insomma, emozioni irrazionali che regolano il nostro animo di tifosi, che solo undici giocatori con la stessa maglia e una palla che rotola, ci possono regalare.

 

Come ogni capodanno che si rispetti, arriva il momento di tirare le somme. Questo 2015 non è certo stato avaro di emozioni per noi tifosi rossobù. L’anno parte bene con il Bologna al secondo posto della cadetteria e tante speranze di promozione diretta. Insomma, «Questo Bologna “mi piace”». Il faraonico mercato di gennaio – Gastaldello, Sansone, il codice fiscale Krsticic e Mancosu, giocatori che sembravano fuori categoria – e l’inaspettata lenta discesa in classifica. Le sconfitte di Carpi e Frosinone, due pugnalate, un «Addio ai sogni di gloriA». Via l’ingellato Diego Lopez, dentro il ruminante Delio Rossi. Non cambia molto, capiamo che il nostro destino è soffrire. Non che non lo sapessimo già. La fine della regular season certifica la quarta posizione: si spalancano le porte dei play-off, un purgatorio senza certezze. Qualcuno vocifera: «L’hanno fatto per noi!» tifosi, per farci divertire ancora. Il 2 giugno comincia la favola di «Cappuccetto Rossoblù e il Lupo Biancoverde». Sansone segna in Irpinia, poi la sofferenza al Dall’Ara in quell’infernale pomeriggio. Segnano Acquafresca e Cacia, loro ne fanno tre e mezzo, ma il mezzo non vale. L’Avellino esce fra gli applausi ma in finale ci andiamo noi e il Pescara. Si scende in Abruzzo: !sdeng! e poco altro. Il 9 giugno è la notte in cui o si fa la storia o si “muore”: una traversa ci salva nel primo tempo, poi Sansone ci fa sognare. Il secondo tempo è un calvario: il pareggio, l’espulsione di M’Baye, Sansone che manca il raddoppio e quello “sdeng”, un rumore di «Quando il fato che si mette di traversa». Poi è solo Serie A. Esplode la gioia smodata e incontenibile di una intera città. Siamo tornati dove ci compete, al primo colpo, anche – se non soprattutto – grazie a quella Santa Traversa. Di quella B non ne potevamo già più, era come una camicia troppo stretta in una serata troppo calda: vorresti solo fare «!Straaap!». Tutta la città sentiva una sorta di bisogno fisico di altri palcoscenici, più consoni a questa società pronta a darci un futuro. Ecco, finalmente Bologna sentiva un «Profumo di futuro».

 

«La lunga estate calda» ci regala qualche gioia e parecchie delusioni. Inutile girarci intorno, ci aspettavamo un mercato diverso. Qualcuno vociferava l’arrivo di Leo Messi e Cristiano Ronaldo, Pantaleo li aveva in mano ma se li è lasciati sfuggire per due lire, del resto «La scelta del bomber» non è mai facile. Nessuno vuole venire a Bologna. Fenucci è cotto, Corvino bollito, Rossi si droga, Tacopina è cattivo e Saputo un puffarolo. Si parte per il ritiro con mezza squadra, molti sanno che è una sorta di vacanza pagata dal Bfc. Qualcuno comincia ad aggregarsi alla truppa, l’agglomerato di giocatori comincia a prende una forma. Poi alla stazione arriva Mattia Destro ed è festa grande. «We are one». 22 agosto, giù il gettone, comincia la nuova avventura in Serie A. Lazio + Sassuolo + Sampdoria + Frosinone (!sdeng!) + Fiorentina + Udinese + Juventus + Palermo + Carpi + Inter. Fatemi fare due conti.. 6 punti e tanti rimpianti. Ultimo posto in classifica: «Non ci resta che piangere». Delio il masticatore fa !puf! e si materializza Donadoni. «Bibidi bobidi bu», sette partite, tredici punti e la meravigliosa vittoria contro il Napoli: «Sogno o son Destro?».  Il Bologna torna ad essere una squadra di calcio che tira in porta, particolare non da poco. Fenucci è un genio di Wall Street, Corvino una volpe del deserto, Donadoni l’allenatore per antonomasia e Saputo lo amiamo tutti e ce lo limoneremo duro da mani a sera. Tacopina invece è approdato al Venezia. Ciao Joe e grazie di tutto. Certo che in questa città abbiamo un equilibrio di un certo genere!

 

Alla fine di questi 365 giorni, sportivamente vissuti ad un ritmo vertiginoso, ricordiamoci che poi è solo calcio. Forse non ne vale la pena di arrabbiarsi, restare muti per giorni per una sconfitta o esaltarsi per intere settimane per una risicata vittoria. E’ solo un passatempo, uno spettacolo, intrattenimento. Magari ogni tanto provate a ricordarcelo, a farci ragionare. Tanto già sapete come andrà a finire anche il prossimo anno: saremo sempre lì con quel simbolo sul cuore, irresponsabilmente innamorati dei nostri colori. Perché alla fine, non è solo calcio: è «La maglia del Bologna (sette giorni su sette)».

 

«OH OH OH OH», il Buon Natale ve l’ho già augurato, quindi, Buon 2016 rossoblù!

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