Funky Gallo

Funky Gallo

Brutti, bruttissimi. Troppo brutti per essere veri.

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Nel calcio ci sono corsi e ricorsi, ci sono cose che capitano in maniera costante, non c’è verso di invertire la tendenza. Ci sono campi maledetti in cui non porti a casa la pellaccia manco se è il tuo “anno Santo”. Ci sono giocatori che ti puniscono anche da squalificati in tribuna con una gamba rotta. Ci sono serate che non vorresti mai rivivere ed invece si ripropongono con cadenza sincopata, implacabile. Il Bologna la sua figura di merda annuale la deve fare. Bon, ci siamo tolti il dente, è fine agosto e c’è tutto il tempo di cancellare l’orribile giorno «no» del nostro campionato.

 

Pronti, via e Belotti prova subito a giocare con le mani: “Arbitro, ma come, l’anno scorso era consentito, ho fatto pure goal!”. Va beh, tralasciamo. Pulgar sembra in serata di spolvero: prima mette una palla in verticale per Taider che tira fuori di poco, poi bella apertura per Verdi che calcia a lato. E’ un buon Bologna. Molinaro tenta la percussione, si accentra, punta Krafth e come la Cagnotto prova a prendersi l’oro Olimpico: 8, 8.5, 9: «Bravo, ripassi per Tokyo». Dopo una uscita a vuoto di Mirante, al 28’ il Gallo Belotti canta per la prima volta. Certo, lasciarlo tutto solo in mezzo all’area non è l’idea più sensata che ti possa passare per la testa. Masina e Oikonomu sono assenti ingiustificati. Krejcí comincia a scaldarsi. Passa un amen dal vantaggio del Toro che Taider ruba un pallone in mezzo al campo e si invola. Prende il biglietto al casello di Torino Est, trova strada libera – non dovrebbe essere serata di rientri? – e  arrivato al limite dell’area lascia partire il diagonale del pareggio. Bene, bene, bene. Molto bene. Al minuto 36 Krafth fa un mezzo miracolo mettendo la punta del piede sul tiro di Martínez, ma un minuto dopo è ancora Belotti ad uccellare allegramente Oikonomou. No Oiko, così proprio non va! Krejcí continua a scaldarsi. La partita è un continuo capovolgimento di fronte, certo, se riuscissimo anche a creare qualche grattacapo al Toro non sarebbe male. Destro c’è ma non si vede e Rizzo, spostato sulla sinistra, le uniche palle che vede sono quelle che ha nei pantaloncini. Intanto Krejcí aumenta l’intensità del suo riscaldamento.

 

Rocchi dà il via al secondo tempo e si capisce subito che saranno quarantacinque minuti di passione. Pulgar è il primo a rendersene conto e tenta di azzoppare almeno un granata: non ci riesce ma si becca il giallo d’ordinanza. Due su due partite, forse meglio del primo Gaby Mudingayi. Minuto 52, De Silvestri fa quello che vuole a destra, la mette in mezzo e nell’area del Bologna si apre un vuoto da far invidia alla narrazione biblica del passaggio nel mar Rosso. Martínez tutto solo la tocca per il 3-1. Krejcí ormai sta prendendo fuoco e Donadoni decide di buttarlo nella mischia al posto di Rizzo. Entra anche Nagy per Dzemaili. Ah, c’era anche Dzemaili? Ma dai! Quelli dal Toro fanno letteralmente quello che vogliono. I rossoblù sembrano una nave in balia della tempesta, o accade un miracolo o si affonda. Destro potrebbe mettere un tappo alla falla, ma è veloce come una bistecca nel banco frigo del supermercato. Non benissimo. Di Francesco sostituisce Taider e le paratie cedono definitivamente. «Abbandonare la nave!». Baselli fa il quarto. Mirante è l’ultimo ad arrendersi: para il rigore battuto da Belotti per un fallo inconcepibile di Pulgar ma per la quinta rete è solo questione di tempo. Il Gallo canta per la terza volta e per il Bologna è tempo di piegare gli stracci e tornare a casa.

 

Onestamente il primo tempo non è stato male anche se abbiamo tirato in porta una volta. Il secondo, invece, è stato una mattanza. Il Torino poteva fare di noi quello che voleva, il match  poteva finire sei, sette, otto a uno e nessuno avrebbe avuto nulla da ridire. Da questa partita volevamo delle risposte: eccole. Il Bologna ha scelto di mettere in mostra tutti i suoi limiti, senza se e senza ma. Purtroppo là davanti continuiamo ad essere maledettamente inconsistenti, la coperta è cortissima, lo si sapeva ma non si è intervenuti. Il centrocampo si è sciolto ma è il reparto che mi preoccupa meno. In difesa serve un centrale affidabile: se Donadoni al posto di Oiko preferirebbe far giocare Maietta zoppo, febbricitante e con la congiuntivite, un motivo ci sarà… Poi una domanda: ma siamo sicuri che Mounier sia peggio di Verdi?

 

Dai ragazzi, non facciamo drammi, le vere tragedie in questi giorni sono ben altre. Prendiamo atto della situazione, acquistiamo quei tre, quattro giocatori che ci servono e nel caso un altro paio al mercato di gennaio. Bisogna ripartire subito dal Dall’Ara, farne la nostra roccaforte e non deprimerci. Bologna svegliati, il gallo ha cantato! Tre volte…

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