E Mimmo è mucha cosa, e Mimmo è tanta roba

E Mimmo è mucha cosa, e Mimmo è tanta roba

Finalmente un bel Bologna da trasferta. Poi con un Mimmo così…
di Matteo Rimondi

Lo so, lo so, vi sono mancato. Ma non è colpa mia, è che Tutto Bologna Web, una volta all’anno, ha l’esigenza di fare un sondaggio per capire il coefficiente di permeabilità del brand Bologna f.c. nel mondo. E a chi capita sempre la patata bollente? Anche quest’anno mi chiama il super-mega-giga-direttore Massari nel suo ufficio, mi fa sedere sul fantozziano pouf e questa volta penso sia davvero finita. Invece, dopo un lungo preambolo, ecco la richiesta: “Dopo New York il sondaggio lo dovresti andare a fare in California, te la senti?”. “E va beh, se nessuno vuole andare, e lo capisco visto il viaggio terrificante e gli orrendi luoghi, andrò io.. Mi spiace perdere tre partite, ma qualcuno dovrà pur farlo questo sporco lavoro!”.

 

Le partite contro Cagliari e Napoli le passo con dei veri americani. Ok, il calcio ormai lo conoscono, ma la cosa che proprio non gli va giù è il fatto che gli spettatori europei non si strafoghino di chicken wing, cheeseburger, double cheeseburger, double bacon  cheeseburger, tacos, nachos e burritos. Io invece ho da ridire sul fatto che loro abbiano uno sport che si chiama football ma lo giocano con le mani. Insomma, non ci capiamo e a loro del Bologna non frega proprio niente. Caro Tutto Bologna Web, il coefficiente di permeabilità del Bfc in California è zero, facciamocene una ragione. Constatato questo, la partita contro la Sampdoria decido di passarla intervistando i pupazzi degli Universal Studios, nel luogo migliore visti gli effetti speciali sfoderati da Verdi. Ho in mano la bacchetta di Harry Potter – 50 dollaroni e diventi un maghetto provetto – e mi arriva un messaggio con un video allegato. Agito la bacchetta, play, strabuzzo gli occhi: «Vacca che busso!». Sgancio i 50 verdoni, la bacchetta funziona egregiamente, la prendo!

 

Sabato è tempo di tornare a casa, anche perché i fondi della carta di credito targata TBW stanno finendo. Domenica mi sveglio pensando siano le 7:30, accendo la tv e vedo Sabrina Orlandi. Urca! E’ già tempo di Inter-Bologna e la mia compagna è alla lavatrice numero 21 di 46. L’arbitro sta dando il via alle ostilità: «Cara, vado a prendere le sigarette!». «Non fumi…». «Ho deciso di cominciare!». Sembro Clint Eastwood in “Fuga da Alcatraz”, tre settimane di astinenza rossoblù sono troppe, nulla mi può fermare.

 

Il Bologna dei primi minuti è davvero una gran bella squadra. Siamo alti, pressiamo, rubiamo palla e ripartiamo. Al minuto 14 Kondogbia si fa scippare un pallone sanguinoso a centrocampo, Verdi se ne beve due al limite dell’area e offre un cioccolatino a Destro che con una ciabattata orrenda supera Handanovic. Goal brutto? Come dice Capitan Malagoli – non lo conoscete ma fidatevi, è uno che di goal se ne intende – «Vale uno come se lo fai in rovesciata». Inter 0 Bologna 1, ed è quello che conta. Purtroppo al 28° De Boer si rende conto che Kondogbia ha lo stesso feeling con il pallone che con la letteratura kazaka e al suo posto mette su un ragazzino, Gnoukouri, che doveva venire qui ed invece è rimasto lì. L’Inter cresce, ci mette sotto e mi sembra pure normale. Perisic prima prende la mira, poi infila il goal del pareggio. A voler proprio essere pignoli, l’azione parte da un fallo inesistente su palla recuperata dal Bologna e forse Kraft poteva coprire meglio. Resta comunque il fatto che l’interista fa una gran pera. E’ il minuto 37 e i giri di lancetta che ci separano dall’intervallo sono i peggiori del match. Da Costa fa una paratona su Candreva e per tutto il resto c’è Maietta. Nel secondo tempo i meneghini tengono il pallino del gioco ma creano sinceramente poco in zona goal. Il leitmotiv è: cross di Candreva, Mimmo respinge, cross di Perisic, Mimmo respinge, tiro di qualcuno, Mimmo respinge. La partita si infiamma negli ultimi minuti quando l’Inter mette dentro due delle diciottomila punte a sua disposizione e in mezzo al campo si crea un vuoto che per dimensioni assomiglia tanto al Grand Canyon. Il Bologna ci si infila e potrebbe far male. Prima Verdi viene murato da una selva di gambe e sulla ripartenza Icardi – Oiko è andato a farsi uno spritz sui navigli – cicca un’occasione clamorosa tutto solo davanti ad Angelone che finge sicurezza. Poi è ancora Verdi ad innescare Dzemaili con un colpo di tacco ma Handanovic ci mette la mano. Sono lì che mi struggo per le occasioni fallite quando vedo un nerazzurro tutto solo a due metri dalla porta rossoblù. Stacca di testa, la palla gli arriva sulla capoccia… mentre stramazzo al suolo leggo il nome sulla maglia: Ra-noc-chi-a. Da Costa apre le braccia come a dire «regaz, tutto sotto controllo» ma è chiaro che dalle braghette esce tanta «puzza puzza puzza». Triplice fischio, tutti a casa. Che spavento!

 

Bella prova della banda Donadoni. La partita poteva finire in tutti i modi, il pareggio è forse il risultato più giusto. Ma quello che davvero importa è la crescita della squadra che adesso sembra compatta e coesa anche fuori dalle mura amiche. Poi se lì dietro c’è Mimmo, io sono tranquillo. Come cantavano Luca e Paolo: «E Mimmo è mucha cosa, e Mimmo è tanta roba» (più o meno).

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