E’ mancato solo il goal

E’ mancato solo il goal

A trovare la via della rete ci hanno provato un po’ tutti, ma il gps era evidentemente difettoso.

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Il calcio è un gioco semplice. Hanno tentato di aumentarne la difficoltà con mille regole e tattiche avveniristiche – la zona, la bizona, il 5-5-5 – ma in realtà c’è solo una grande, maestosa, solenne legge non scritta che vale molto più della somma di tutte le altre: giocare a calcio significa fare goal. Semplice no?! Si, va bene, possibilmente bisogna anche prenderne uno in meno degli avversari, ma questo è secondario se la palla non varca mai quella maledetta linea di gesso e non vedi la disperazione sul volto dei rivali di turno. Se non la sbatti dentro, tutte le tattiche sono inutili, hai solo sprecato energie, maledetti quei novanta minuti che ogni domenica noi tifosi consacriamo a quel rito pagano dedicato alla divinità del Goal.

 

Il Bologna sceso in campo ieri al Castellani è stato tutto sommato un buon Bologna. Squadra compatta e ritrovata con la voglia di giocare e chiudere matematicamente i conti. I rossoblù serrano la linea difensiva e il duo Brighi-Diawara si incolla a turno come Post-it a Saponara togliendogli anche l’aria. Così facendo a Maccarone e Pucciarelli non arriva manco il profumo di un pallone giocabile. Gastaldello e compagni recuperano la sfera e ripartono, fanno un buon giropalla anche se sulla trequarti sbagliano un po’ troppo. Leggendo le statistiche il match sembra dominato dai felsinei: quasi pari il possesso palla, tiri verso la porta 11 a 3, tiri nello specchio 6 a 1, corner 3 a 0. Ma le statistiche non sempre dicono tutto. Ecco perché alla fin dei conti, i mille che ieri hanno seguito la squadra in terra toscana, oltre a fare il tradizionale segno della croce all’entrata delle formazioni, potevano anche fare anche un’altra cosa: mettersi l’anima in pace.

 

A trovare la via della rete ci hanno provato un po’ tutti, ma il gps era evidentemente difettoso. Mounier, debole e centrale. Giaccherini, conclusione smorzata da Diousse. Brighi dai 25 metri, spettatore ferito in curva. Giaccherini, flicchino che non impensierisce Pelagotti. Brienza, di poco fuori. Brighi, manco a dirlo, out. Al minuto 50 arriva anche il primo tiro di Floccari: Pelagotti fa bella figura e i fotografi una discreta foto. Ancora Floccari e ancora l’estremo empolese a deviare in corner. Sergione è davvero scatenato ma spara a lato da due passi. L’unico ad infervorarsi smodatamente per le prodezze rossoblù è la seconda voce di Sky: «.. ma che bel tiro di Floccari!», «Che bravo Brighi!», «Non gli si poteva certo chiedere di più!». Ma ha sparato fuori da un metro e mezzo.. non gli si poteva proprio chiedere di più? Sicuro? Al minuto 73 Brighi improvvisa il valzer de “La bella lavanderina” in piena area di rigore: «Fai un salto, fanne un altro, fai la giravolta, falla un’altra volta», ma purtroppo si ferma lì, ad un amen dalla gloria. Ci sarebbero anche le due occasioni per i padroni di casa. Sulla prima, l’unico tiro in porta dell’Empoli, ce la facciamo letteralmente nelle braghe, fortuna che il sempre attento Mirante ci mette l’ennesima pezza del suo gran bel campionato. Poi quel rigore non dato che fa pari e patta con quello negato al Bologna all’andata. Un po’ per uno non fa male a nessuno..

 

Al triplice fischio lo zero a zero fa tutti felici. I padroni di casa fanno festa grande per la salvezza e un campionato di tutto rispetto, noi, invece, la festa la faremo sabato al Dall’Ara, sempre che si riescano a finire i conti sulle innumerevoli classifiche avulse. Ideuzza: se infilassimo tre pere al Milan e chiudessimo così tutte le ipotesi? – Toccatona scaramantica permessa, ma non esagerate! -. Certo, anche a ‘sto giro, resta un po’ di amaro in bocca, come molte altre volte nel corso di questo sinusoidale andamento di campionato rossoblù.

 

«Prendo la linea dal Castellani di Empoli! Ehm.. niente.. quasi goal del Bologna».

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