E ancora un’altra estate finirà

E ancora un’altra estate finirà

Fermate il tormentone di J-AX & Fedez, ridatemi il jingle dell’acqua Cerelia!

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Finalmente anche questa estate senza calcio sta finendo. Gli Europei ci hanno aiutato, dato un po’ di ossigeno, ma l’astinenza cominciava a farsi sentire prepotentemente. Si torna in campo, si torna al Dall’Ara. Si torna a sentire il profumo del tifo, la tensione del prepartita, la gioia per una palla che rotola, l’esaltazione per una bella giocata, le urla per una rete che si scuote. Tornano le partite che contano, basta con le amichevoli senza i tre punti in palio. Basta parlare del ritorno di fiamma fra Borriello e Belen, stop al gossip dei vip in vacanza. Basta «col trattore in tangenziale, andiamo a comandare», mettiamo in pausa Alvarone Soler. Purtroppo ancora per un po’ ci ossessionerà questo insensato, infinito, estenuante calciomercato, ma è questione di poco e anche quello lo chiuderemo in soffitta. Finalmente si torna a parlare di calcio giocato, di cose serie…

 

Con grande disappunto mi tocca staccarmi dalle Olimpiadi e dai video di  Bobo Vieri e Gianluca Vacchi. Tocca andare al Dall’Ara, recupererò più tardi. La spropositata ressa all’entrata mi permette di registrare i primi umori dei tifosi, poi luce verde per tutti ai tornelli, anche per chi si presenta con uno scontrino della Coop al posto del biglietto dello stadio. Il leitmotiv che va per la maggiore fra i presenti è la questione punta, tirato fuori anche in momenti che non c’entrano nulla: «Servono più entrate!», «Certo, ma se prendessimo un’altra punta…». Per la serata di gala contro il Trapani, 12 Agosto, siamo in circa dodicimila: tanta roba.

 

Pronti, via e il Bologna decide di fare il Bologna. Finalmente giochiamo da squadra di serie A che incontra una di serie B e non gli fa vedere la palla. «Ma ci vorrebbe una punta!». I rossoblù tengono il pallino del gioco e gli avversari rincorrono. Tante belle giocate di prima, sovrapposizioni, cambi di gioco da una parte all’altra del campo per dare respiro alla manovra e aprire gli ospiti che ne schierano undici nella propria metà campo. Taider ci prova dalla lunga distanza ma sbaglia di un etto abbondante. Destro sale in cattedra e comincia a sfornare assist e belle giocate a ripetizioni. Lo scatto è quello da torneo Over 40, ma la strada imboccata da Mattia sembra quella giusta. Verdi si mangia un goal tutto solo davanti al portiere, «Ci vuole una punta!», Destro ciabatta una buona occasione e pure Krejci non finalizza adeguatamente un invitante pallone, «Certo! Serve una punta». Al minuto 41 il Bologna passa in vantaggio. Verdi la mette in mezzo dalla destra, Mattia fa una magia che dalla tribuna sembra un liscio clamoroso e Krejci la mette dentro senza farsi troppo pregare. «Per il Bologna ha segnato il numero 12,  Ladislav… », sul Dall’Ara cala il gelo. «Come cavolo si pronuncerà Krejci?!». «Crici!», «Croicev!», «Cruif!».  Volando consonanti a caso insieme a qualche dentiera, ma alla fine il risultato non è male visto che Ladislav risponde non troppo schifato.

 

Non c’è neanche il tempo per rimettersi a sedere che Taider decide di chiudere il match con un bel tocco che scavalca l’estremo difensore della Black & Decker. Il resto è pura accademia con Verdi che coglie la base del palo, Destro che non riesce proprio a trovare la via della porta e un Donsah che entra in campo e sbaglia una serie di palloni che non fallirei neppure io in infradito e bendato. «Ma la punta… non la prendiamo proprio?». Resta la tanta voglia di dare spettacolo da parte dei padroni di casa, con il Trapani che non vede l’ora che finisca. Ci sono poi un paio di toccanti momenti nel ricordo dello scomparso Diawara. Tutto molto bello. Triplice fischio e applausi copiosi. «Ah, se avessimo una punta!».

 

Non saprei sinceramente dare un valore all’avversario, quindi ogni giudizio è assolutamente da prendere con le molle. La difesa non è giudicabile ma non avendo cambiato nulla, dovrebbe essere affidabile. I nuovi innesti mi sono sembrati funzionali. Nagy sa sempre dove mettere la palla, difficilmente la tocca più di due volte e forse in certe circostanze la da via anche troppo velocemente. Sembra un po’ leggerino. Krejci ha dato l’idea di essere un giocatore pronto e sono molto curioso di vedere Taider con una preparazione completa nelle gambe. Pulgar mi è sembrato molto convinto e calato nel contesto, che sia lui il vero acquisto per il centrocampo? In definitiva direi che servono un paio di innesti e un colpo per scaldare ulteriormente la piazza.

 

«Si signora, ho capito che serve una punta, giuro che lo scrivo, ma adesso mi lasci andare a vedere il nuovo tg da Formentera di Bobone Vieri!».

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