Cinque minuti e poi

Cinque minuti e poi

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Chi ha detto che il calcio è il gioco più bello del mondo? Il calcio è gioia, divertimento, spettacolo. Tutte stronzate. Il calcio è brutto, fa schifo. Se poi sei tifoso del Bologna è l’ostentazione del masochismo. Ma non puoi farci nulla. Dici “basta, non ne voglio più, sono a tappo”. Poi arriva il sabato e ti comincia a friggere il cervello. La domenica mattina senti le farfalle nello stomaco e senza neppure accorgertene ti ritrovi lì, come un pirla, a seguire i rossoblù. Non hai scelta, è così e basta. E così, domenica alle ore 18.00 mi ritrovo di nuovo lì, a sperare in qualcosa di impossibile, imponderabile.

Allacciate le cinture. Si parte. Bello lo Juventus Stadium, davvero un gran bell’impianto dove giocare a calcio. Chissà a chi l’avranno rubato?! Mah. I ragazzi si stanno ancora guardando intorno quando Morata, sull’out di sinistra, si beve la difesa come un Crodino all’aperitivo. Mirante ci mette una pezza. Masina, bel pallone morbido per Mounier. Rete! Bello, bello, bello! Questo è sempre nel posto giusto al momento giusto. Non è un caso. Se fosse il 90esimo sarebbe il delitto perfetto. Fischia la fine! Basta! Peccato che di minuti ne manchino 85 più recupero. Ci si dovrebbe chiudere, ripartire e fare male. Invece ci chiudiamo e spariamo palloni in Valle d’Aosta. Run Forrest, run! La palla l’hanno sempre loro. Siamo tutti nella nostra metà campo ma i gobbi ci vanno via in velocità. Inpusébbil! Minuto 33: cross di Khedira deviato da Gastaldello, Morata la insacca tutto solo al limite dell’area piccola. Marios, Ferrari, Masina? “Svampati signò!”. Adesso a Torino rubano pure i giocatori durante la partita?!

Magari nel secondo tempo.. Il secondo tempo non esiste. Siamo in riserva pesa, siamo stanchi, siamo sulle gambe. Siamo morti. Cuadrado svernicia Gastaldello, in cinque metri gliene prende dieci. Morata sciabatta tutto solo in mezzo all’area, brivido. Se “goal sbagliato goal subito”, ne dovremmo fare 10. Si, infatti. Lo spagnolo vede la Cagnotto in tribuna e ha un’ideona. Che faccio, mi tuffo? Facci, facci pure. Oppalà. Su le palette: 7, 7, 8, 7.5. Rigore.  2-1. Finita? Purtroppo no. Al 63esimo la terza rete di Khedira è la pietra tombale sul match, ma il problema è che manca ancora una vita al novantesimo. Che si fa? Burrachino? Le zebre scorrazzano nella savana piemontese e i rossoblù la palla la vedono solo quando la prende in mano l’arbitro per il triplice fischio. Sono le venti, tre pere le abbiamo già mangiate, manca solo il dolce. Buon appetito.

Non ho le forze per prendermela neppure con l’arbitro. Non ce la faccio. Rigore dubbio e fra il 40° e il 56°, sedici minuti, cinque gialli. Tutto troppo scontato. Se me la devo prendere con la giacchetta nera è perché i nostri qualcosa ci hanno messo. Invece oggi è uno zero su tutti i fronti. Il Bologna ha giocato i primi cinque minuti, o forse non ha mai cominciato a giocare. Ci attacchiamo a Mirante, Marios, Diawara e Mounier: se volete possiamo anche infilargli una scopa dove non batte il sole e fargli ramazzare Casteldebole. Sono quelli intorno che si devono dare una mossa. Oppure non sono sfruttati al meglio. Brienza, era in campo? Destro, qualcuno l’ha visto? Pulgar non pervenuto. Rizzo? Assente! Appena gli altri spingono un po’ affondiamo come il Titanic scalfito dall’iceberg. E non c’è ritorno. Il capitano Delio J. Smith Rossi mi sembra che ci stia capendo poco, ha perso la rotta. “Capitano, iceberg! Andiamo a sbattere!” “Sempre dritto, motore al massimo!”.

Carissimo Delio, questa squadra consuma un pieno in 45 minuti, quando invece dovrebbe arrivare a fine partita. Potremmo sostituire il preparatore atletico con Bill Right, il consulente per la riduzione costi della Volkswagen. Mi sa che in questo periodo è libero e si accontenta. “… i tifosi del Bologna vogliono… l’AvventurA!”.

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