Cappuccetto Rossoblu e il Lupo Biancoverde

Cappuccetto Rossoblu e il Lupo Biancoverde

Stadio Dall’Ara, minuto 74. Una simpaticissima famigliola, seduta nella fila sotto alla nostra, comincia a darsi dei gran cinque, esulta, “è fatta! è fatta!”. Una signora, sugli ottanta, insciarpata e imbandierata come il BolognaPoint (mi-ti-ca!) si volta: “Beh mo manca ancàura un quèrt d’aura!”. “Signora, non ci faranno mai due goal in sedici minuti!”. Ci infiliamo tutti le mani in tasca e facciamo un gran possesso palla al limite della pugnetta. Al goal di Kone si sfiora l’omicidio. Alla traversa di Castaldo svengo. Mi riprendo al boato del triplice fischio. La famigliola è sparita, forse è uscita, più probabilmente è stata murata nel gradone della Bulgarelli. Non voglio sapere. L’importante è che siamo in finale.

Ma che sofferenza. No ragazzi, così non si può, non dovrebbe essere permesso per legge far soffrire in questo modo ventimila persone. Dopo il due a tre il questore doveva fermare tutto. Bona lè, è finita. Ci scusiamo ma dobbiamo chiudere, si è fatta una certa. Nel tornare a casa mi fermo a confessarmi. Prima di arrivare mi rifermo, avevo dimenticato un paio di cosette… L’immagine della traversa continua a balenarmi nella mente, non mi fa prendere sonno. Per calmarmi la mia compagna decide di raccontarmi una favola. Che pazienza che ha…

C’era una volta una bambina tanto carina. Tutti se ne innamoravano, specialmente la nonna Mezzaseriea, che una volta le regalò un cappuccetto di velluto rossoblù. Poiché le stava tanto bene e lei non voleva mettere che quello, tutti la chiamavano Cappuccetto Rossoblu. Un giorno sua madre, la signora Tacopina in Saputo, le disse: “Vieni Cappuccetto Rossoblu, qui c’è una bella fetta di semifinale playoff, portala alla nonna Mezzaseriea. Mi raccomando va piano e sii ben cauta, perché poi c’é anche il ritorno”. “Farò tutto per bene”, promise Cappuccetto Rossoblu.

La nonna si era trasferita lontano, nei boschi di Avellino. Quando Cappuccetto Rossoblu giunse in Irpinia, incontrò il signor Lupo Biancoverde. Visto che lo conosceva, avendolo già incontrato un paio di volte, lo salutò con rispetto. “Buonasera Lupo Biancoverde. Sto andando dalla nonna Mezzaseriea che abita nel bosco”. Il Lupo pensò fra sé e sé: “Questa bambinetta è proprio un bocconcino prelibato, questa volta me la sbaffo”. Cappuccetto Rossoblu però giocò bene le sue carte e anche grazie ai voti fatti a SanSone, portò a casa la pellaccia. Il Lupo Biancoverde rimase a bocca asciutta e la bella bambina arrivò dalla nonna Mezzaseriea. Le donò la fetta di semifinale playoff e la convinse a tornare sotto i portici di Bologna.

Il Lupo Biancoverde era incavolato nero, gli avevano portato via la signora Mezzaseriea che si voleva tanto mangiare. Così decise di andarsela a riprendere in Emilia. Giunto alla porta di casa Tacopina in Saputo suonò. “Chi è?” “Sono la zia Guaralda, apritemi” rispose il Lupo. “Socmel zia Guaralda, hai una pluma infinita e stai sul culo a tutti, quindi stai fuori!”, rispose Cappuccetto Rossoblu. “Scherzo, sono la nonna Seriebi” finse il Lupo. “Ti do il tiro!” e la porta gli venne aperta. “Ehi nonna Seriebi, che orecchie grandi hai”. “Per sentire meglio i goal di Trotta”. “Ehi nonna, che occhi grandi hai”. “Per vedere meglio il bolide di Kone”. “Ehi nonna, che mani grandi hai”. “Per afferrare meglio il collo di Frattali…”. “Boia nonna, che alito fetido che hai! Vuoi dell’Acquafresh o del Cacia per fare due sciacqui?”. Appena detto ciò il Lupo ingoiò la povera Cappuccetto Rossoblu e la nonna Mezzaseriea. Ma proprio in quel momento, il cacciatore Bus Dalcul, che abitava al piano di spora e passava di lì dopo essere stato alla Coop, vide la scena. Balzò dentro e con un colpo di traversa tramortì il Lupo Biancoverde. Liberò le due malcapitate e rispedì il Lupo in Irpinia fra gli applausi di tutto il condominio.

Tutti erano felici e contenti. I cardiologi di Bologna perché mercoledì gli arrivò un sacchissimo di lavoro, la nonna Mezzaseriea perché mangiò la seconda fetta di semifinale playoff e Cappuccetto Rossoblu ringraziò il signor Bus Dalcul con una finale playoff.

E così mi sono addormentato nella speranza di poter sentire un’altra bella favola in salsa rossoblù la prossima settimana. Vorrei ringraziare l’amico Inno a cui ho dedicato l’articolo precedente. Amico Inno, mi sa che abbiamo ancora bisogno di te, le due botte di culo che ti avevo chiesto le abbiamo già spese. Vedi te…

#playoffiamolA #conquistiamolA #chesofferenzA #soloilbolognA

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