Bologna Two-Face

Bologna Two-Face

Le due facce della stessa squadra

Questo Bologna è tutto e il suo esatto contrario. E’ un po’ come Two-Face, l’acerrimo nemico di Batman che da una parte del volto è il buon Harvey Dent, ma se si cambia la prospettiva di qualche grado, rivela la sua vera identità di supercriminale senza scrupoli. Ecco a voi il Bologna, una squadra che può essere bella e inguardabile, ti può far divertire e incazzare smodatamente, passare dalla meritata vittoria alla figuraccia senza appello.

Pronti, via. Alla lettura della formazione comincio a tirare delle testate al povero Lollo che siede davanti a me: «Donadoni è un pazzo, rischiamo di far peggio dell’anno scorso!». Mai pensiero fu più sbagliato. Questo Bologna gioca bene, tiene palla, è compatto, non concede nulla. Mi sembra incredibile. Palacio è davvero tanta roba, le prende tutte, spizza mille palloni, apre il campo, corre come se non ci fosse un domani. Destro invece non ne tocca una che sia una, ma mi dicono dalla regia che si sbatte tanto. Sarà…

Il Napoli subisce la verve rossoblù: Verdi spara a lato di cinque maledetti centimetri ed è sempre quell’unità di misura a negargli – e negarci – la gioia su punizione. Difra  indovina un gran diagonale, dalla curva Reina sembra battuto, Masina sembra in fuorigioco e la bandierina del guardalinee è una certezza. Destro tocca la sua unica palla di serata – ma si è sbattuto tanto eh -, il pizzaiolo con i guantoni respinge. Siamo quattro occasioni a zero e comincio ad avere una sensazione come di… lo prendiamo in quel posto anche questa volta. Passano i minuti e il Bologna cala visibilmente: minuto 66, «Fatal error. Press any key to continue». Ah, press pure any key… 0 a 3 e tanti saluti al bel gioco, alla compattezza e alla velleità di battere finalmente una grande.

A questo punto siamo alle solite: hai giocato bene e hai raccolto zero perchè fai una fatica titanica a tirare in porta. Perché quello là davanti «si sbatte tanto» ma non la tocca mai – ma mettere Palacio al suo posto? -. Perchè spendi per presentare due centrali nuovi di zecca e invece gioca Maietta, che dura in campo come un gatto in tangenziale. Perché la vaccata la fai sempre. Perché una partita di calcio dura novanta minuti e non sessanta. Non può essere un caso se su tre partite hai subito sempre goal negli ultimi minuti: Torino –  annullato ma buono -, Benevento – santa Var, ma hai sofferto come un vegano ad una grigliata – e ieri sera tre pere.

«Se giochiamo così le vinciamo tutte». Si, le vinciamo tutte se alla fine del primo tempo hai fatto quattro goal mettendo in ghiaccio il risultato. Ieri sera era un 4-2-3-1 per modo di dire, perché Verdi e Difra si sono fatti un gran cu.. mazzo giocando da esterni di centrocampo, quindi hai schierato due centrocampisti e due giocatori fuori ruolo. Tutto ciò, secondo me, è produttivo se a fine partita hai creato venti occasioni da goal, altrimenti non ha un gran senso. Purtroppo la sensazione è che le lacune palesate dalla squadra l’anno scorso non siano state colmate. E non è una questione psicologica!

Vedremo, intanto per sessanta minuti abbiamo assistito una partita di calcio e ci siamo divertiti. Alla terza giornata proviamo a vedere il bicchiere mezzo pieno. A bere la metà rimasta siamo sempre in tempo.

Forza Bologna.

MATTEO RIMONDI

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy