Amen

Amen

E allora avanti popolo, che spera in un miracolo…

Commenta per primo!

Adesso basta, non posso più tacere, il vaso è colmo! E’ ora di dire basta, al bando i buonisti, quelli positivi a tutti i costi, i tifosi a cui va bene tutto. No ragazzi, non si può continuare così, in questo modo a me non va più bene. Io ne ero conscio da tempo e ieri sera anche gran parte del Dall’Ara se ne è accorto, ha mugugnato, ha urlato il suo dissenso. E’ uno schifo, uno schiaffo ai valori morali di noi tifosi e a tutti quelli che giocano e amano il calcio. Bisogna assolutamente intervenire, mettere uno stop, fare le barricate e, se è necessario, far volare qualche ceffone. Quando un giocatore decide di sposare il Bologna deve firmare un contratto morale verso noi tifosi, noi che amiamo questa maglia, questi colori. Si devono rendere conto che non vogliamo più vedere certe cose, certi atti di violenza crudele e raccapricciante contro la nostra storia, il nostro blasone. Sono dei professionisti, si comportino come tali. Firmino una Magna Carta Rossoblù nella quale, al punto uno, deve essere specificato: “Io Tal Deitali, fin quando indosserò questa gloriosa casacca rossoblù, mi impegno a non battere mai, e ribadisco mai, un corner corto”.

 

Basta! Non ne possiamo più di quel cavolo di passaggino insensato di un metro al compagno vicino alla bandierina. Vogliamo i bei vecchi palloni direttamente scodellati al centro dell’area, sul dischetto del rigore. Lì dove può accadere di tutto, dove non c’è legge, dove non deve più esistere il fallo di confusione. Rivogliamo gli inverecondi mischioni in stile anni ottanta, quando in quel luogo di culto pallonaro, non c’era neppure l’erba ma soltanto fango, sudore e botte da orbi. Gomiti alti, colpi proibiti e soprattutto incornate feroci e senza appello per i portieri. “Basta, và vì da lè”, si è sentito urlare ieri sera da tifosi esausti, spazientiti, disgustati da quell’inutile giocatore posizionato a qualche metro dal corner. Ci possiamo abituare a tutto, al calcio moderno con i suoi orpelli, gli anticipi, i posticipi e i posticipi dei posticipi. Ma il “corner corto” no, a quello non ci abitueremo mai!

 

Con questo potrei chiudere la mia disamina sulla partita di ieri sera, perché in verità, una partita non c’è mai stata. Più che un match di calcio è stato una passata di maltrattato pallone inscatolato in novanta minuti di nulla. Oltre che ai nostri zebedei, sono state triturate pure le nostre certezze, quattro mesi di risultati, grinta, pressing e voglia di rivalsa. !Puf! Tutto sparito chissà dove. Non c’è più un giocatore che salti l’uomo, Giak e Munier sembrano due cubi di marmo, tipo quelli messi in Piazza Ravegnana. Se poi qualcuno riesce in quell’impresa impossibile chiamata dribbling, subito dopo sprofonda nel baratro dell’errore gratuito. E’ un Bologna molle, svuotato, senza idee. Là davanti arrivano zero palloni e quando arrivano, le punte assomigliano ad un plotone di fucilieri che sparano tappi di sughero e hanno pure la cordina per non perdere il proiettile. Due occasioni, un tiro in porta in novanta minuti contro l’ultimissimo Verona che si presenta in campo con una divisa sinceramente imbarazzante.. ditemi che è un pigiama! Per chiudere il cerchio, la difesa ha cominciato a incassare goal ad ogni partita. Non è colpa di nessuno e di tutti. Non voglio ne pensare, ne credere, che manchi l’impegno. Probabilmente siamo partiti troppo male, poi abbiamo proseguito troppo bene, e adesso stiamo pagando, troppo. I giocatori sono appagati? Quello che è successo in società in queste settimane non ha aiutato? Non saprei, ma bisogna riattaccare la spina. Il problema è che non troviamo più la presa della corrente.

 

Ieri sera non si è salvato nessuno, neppure il mister. La storia della sua permanenza sta diventando stucchevole e mi pare sinceramente inutile chiedergli ad ogni respiro se resterà a Bologna. “Non vedo perché no”, facciamocelo bastare e proviamo ad andare oltre, a chiedere a Donadoni alternative a questo gioco asfittico, inconcludente, prevedibile e divertente come collegare i puntini numerati della Settimana Enigmistica.

 

Triplice fischio, il Dall’Ara si svuota e nella mia testa martella un ritornello: “Astemi in coma etilico per l’infelicità, la messa ormai é finita, figli andate in pace. Cala il vento, nessun dissenso, di nuovo tutto tace”. Amen.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy