Bologna come Sassuolo?

Bologna come Sassuolo?

Zero punti in tre partite di campionato per il Bologna, una statistica che fa riflettere, getta qualche preoccupazione, ma che non deve far salire i campanelli d’allarme oltre il livello di guardia. Ci sono dei precedenti importanti da sottolineare, perché non è solo un male del Bologna partire a rilento con una squadra giovane e un mercato terminato sul filo di lana. Invidiamo tanto il Sassuolo, ad esempio, ma i neroverdi hanno dovuto vivere una prima stagione di Serie A col fiato sul collo, una partenza orrenda, un mercato estivo insufficiente e uno di riparazione, giocoforza, sontuoso (tarato sull’obiettivo salvezza). Andiamo con ordine. Il Sassuolo ottiene la promozione a maggio 2013, effettua diversi cambiamenti in rosa e durante l’estate arrivano Acerbi, Rossini, Rosati, Alexe, Kurtic, Farias, Schelotto, Marrone, Floro Flores e Pucino. Alcuni si rivelano acquisti azzeccati, altri decisamente no. Infatti determinati giocatori spariscono dai radar, mentre Rosati e Schelotto a gennaio vengono spediti altrove. Ma sull’inverno, ci arriveremo più tardi. L’inizio dei neroverdi è da brividi: quattro sconfitte filate con 15 gol subiti, clamorosi furono i 7 rifilati dall’Inter di Mazzarri al Mapei Stadium. Le sentenze sono chiare: il Sassuolo è spacciato, farà dieci punti e piomberà di nuovo in Serie B. Niente di più sbagliato. Proseguiamo. Il primo punticino arriva alla quinta giornata con il pareggio a Napoli, poi un altro punto la giornata seguente in casa con la Lazio. La prima vittoria? Lo sapete, Sassuolo-Bologna due a uno, decide Floro Flores con un tiro deviato, decide anche Pegolo con qualche parata e gli avanti rossoblù con qualche gol sbagliato. Della serie: quando qualcuno è in difficoltà ci pensa il Bologna. Non è questo, però, il succo dello Spunto di oggi, anche perché ci vorrebbe una enciclopedia per riportare tutte le squadre rivitalizzate dalla truppa rossoblù.

Le puntate dell’Odissea neroverde proseguono con un’altra serie di quattro sconfitte tra la quindicesima e la diciottesima giornata, quando la truppa di Di Francesco rimane ferma a 14 punti ad una partita dal giro di boa. Considerando la quota salvezza stimata a 40, o quella delle ultime stagioni tarata circa a 35 punti, girare a 14 significa una proiezione di 28, largamente insufficiente anche solo per vedere da lontano l’obiettivo. La svolta arriva all’ultima di andata con il rocambolesco 4-3 ai danni del Milan, tre punti fondamentali per tenere il Sassuolo attaccato al treno buono. Certo, ci sarà poi Malesani e la sua striscia di sconfitte, ma se i neroverdi non avessero ottenuto quei tre punti probabilmente non sarebbero riusciti nell’impresa di rimontare nel girone di ritorno il distacco accumulato. Dopo diverse traversie, e il ritorno di Di Francesco, il Sassuolo chiuse quartultimo con 34 punti, sufficienti per salvarsi. Il tutto anche grazie al mercato di gennaio in cui sono arrivati Sansone, Rosi, Biondini, Brighi, Floccari e Cannavaro.

Traendo le conclusioni di questo report, si possono segnalare alcuni aspetti fondamentali. 1. Partire lenti non significa compromettere un intero campionato, ci si pone in una situazione di rischio ma il tempo per risalire c’è ancora tutto. Pensate che il Sassuolo concluse il girone di andata con 11 sconfitte e 41 gol subiti. 2. Una squadra giovane ha bisogno di tempo per esprimersi, trovare le alchimie, conoscersi, instaurare determinati automatismi che il Bologna ancora non ha. Inoltre, se costruisci una rosa di questo tipo significa mettere in conto alcuni errori di gioventù. E’ toccato a Falco contro il Sassuolo, a Rizzo lunedì sera. 3. Delio Rossi sta assemblando da pochissimi giorni il nuovo gruppo, ha cambiato già due volte schema ed è normale non essere perfetti. Potrebbe forse incidere di più con le sostituzioni, ma dobbiamo concedere al mister ancora un po’ di tempo per lavorare, consapevoli che una sconfitta contro il Frosinone lo porrebbe a forte rischio. 4. Si nota una evidente disparità di condizione atletica all’interno della squadra, alcuni giocatori sono più pimpanti, altri decisamente meno. E’ una situazione altalenante che produrrà prestazioni condite di alti e bassi ancora per diverso tempo. Per limitare questa problematica il Bologna deve diventare grande più in fretta, maturare, limitare gli errori, fare in modo che le partite si pareggino quando lo si merita. In sintesi: non fare sciocchezze. Perché quella di Rizzo a Marassi non è di certo dovuta a stanchezza o gambe pesanti. 5. Al netto del mercato di gennaio del Sassuolo di due stagioni fa, questo Bologna possiede un potenziale interessante che non dovrebbe necessitare di massicci interventi invernali, escludendo infortuni o altre problematiche. La sensazione è che il Bfc possa sbocciare, ma che questo processo di esplosione sia ancora limitato da tutta una serie di scorie giovanili purtroppo ben visibili e percettibili; errori che, inevitabilmente, non consentono al Bfc di portare a casa punti. Ad ogni modo, se servisse, Saputo è pronto ad investire in inverno per cementare la salvezza. Serve, nell’immediato, un piccolo step, in attesa degli enormi passi avanti che questa rosa sembra avere in dote, potenziale inespresso utilissimo nelle fasi calde del campionato.

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