La Guerra degli Sponsor: Mapei 22 milioni – FAAC 1 milione?

La Guerra degli Sponsor: Mapei 22 milioni – FAAC 1 milione?

Le sponsorizzazioni nel calcio italiano sono una pratica commerciale – relativa sia alle squadre di club e nazionali, oltreché campionati, coppe e singoli giocatori – permessa e regolamentata dalla fine degli anni settanta.
Il tutto, se vogliamo, potrebbe essere attribuito ad un evento che avvenne nel lontano 1978 precisamente l’8 Ottobre. La partita casalinga Udinese – Foggia vinta dai friulani 2 a 0 portò ad una multa per l’allora presidente dell’Udinese Calcio di 10 milioni di lire.
Il motivo?
Teofilo Sanson presidente nonché proprietario del club aveva fatto inserire nei pantaloncini della sua squadra il logo (ricamato nero su bianco) della sua azienda.
Aveva sfruttato le pieghe del Regolamento delle divise da gioco – che esclusivamente facevano riferimento alle sole maglie – con un cavillo quindi il patron dei friulani, poté appiccicare sui calzoncini della squadra il nome della sua attività di gelati, “Sanson”.

Ovviamente Teofilo Sanson non poteva immaginare che ai giorni nostri, la pratica della sponsorizzazione, sarebbe poi diventata una pratica usuale e quasi naturale; sì perché è proprio nel momento in cui una squadra non adotta uno sponsor che la notizia fa clamore e non viceversa.
Siamo ormai abituati a vedere le maglie del nostro campionato tappezzate da qualsiasi marchio, tra l’altro già dall’anno scorso è stato ufficializzato il quarto sponsor (posizionato nel retro della maglia).
Una curiosità che vi voglio riportare è quella dello sponsor sotto maglia; da quest’anno il Barcellona avrà come nuovo sponsor Intel. Il logo della multinazionale californiana non apparirà però sopra la maglia, bensì dentro. In questo modo ogni volta che un calciatore tirerà su la maglia (per esultare, per asciugarsi la fronte o altro) salterà fuori “Intel Inside”. È la prima volta che un logo pubblicitario appare all’interno della maglia di una squadra di calcio.

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Tornando invece ai fatti che ci riguardano da vicino, in Serie A nella stagione 2015/2016 saranno 6 le società che non avranno il partner ufficiale sulle maglie, diciamo quello stampato in evidenza.
Il fenomeno però non è nuovo perché già dall’anno scorso nella massima serie italiana, 7 società su 20 non possedevano un main sponsor.

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Fiorentina, Lazio, Genoa, Sampdoria, Roma e Palermo, sono queste le 6 squadre che sono rimaste orfane del logo principale.
Ci sono però delle osservazioni da fare su ogni squadra:

Fiorentina. La Fiorentina non ha concluso nelle settimane finali di agosto la chiusura della trattativa con uno sponsor importante che però è rimasto top secret. Di conseguenza la squadra toscana dovrà nuovamente fare a meno dei soldi derivanti dalla sponsorizzazione che l’anno scorso con Mazda toccavano quota 4 milioni. La maglia viola però potrebbe non rimanere vuota, perché come è capitato anche nelle scorse competizioni, la società potrebbe porvi nuovamente sopra il logo di “Save The Children” aiutando così la fondazione no-profit.
Sicuramente un bellissimo gesto.

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Genoa. Il Genoa a fine Agosto ha chiuso un importante colpo di mercato; questa notizia comparsa anche sul sito della società, in data primo settembre, non riguarda un giocatore ma bensì un contratto di sponsorizzazione: “LeasePlan Italia, brand leader nella gestione delle flotte auto aziendali, consolida il proprio impegno nel mondo dello sport e nella partnership con il Genoa Cfc, diventando third jersey sponsor del club di calcio più antico in Italia per la stagione sportiva 2015/16. In virtù dell’accordo siglato, il logo di LeasePlan comparirà, a partire dalla gara di Palermo, sul retro delle maglie di gioco sotto i numeri dei giocatori”.

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Sampdoria. Sulla sponda blu-cerchiata di Genova si è chiuso l’accordo con “Tempotest”, marchio dell’azienda Parà, senza però escludere possibili scenari molti interessanti. Infatti come è anche stato riportato dal Corriere Mercantile agli inizi di Luglio era molto vicino un nuovo accordo, che sarebbe valso come main sponsor. Si paventava la possibilità di abbracciare un marchio di sceicchi, “Qatar Airways, Saudia o Kuwait Airways, o ancora Etihad ed Emirates”.
La trattativa però è scemata col passare dell’estate.

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Roma. Per quanto riguarda la Roma già lo scorso anno tenne la maglia senza sponsor per non scendere sotto i 14-15 milioni di euro. Nelle ultime settimane, diminuito l’interessamento di “Etihad”, si sarebbero introdotti i turchi della “Turkish Airlines”, una trattativa davvero complicata che però porterebbe nelle casse della Roma circa 7,5 milioni di euro.
C’è da dire che le parti sono ancora molto distanti.
Come per la Fiorentina, anche qui però la maglia non rimarrebbe vuota, perché ormai da qualche anno la Roma ha avviato il progetto “Football Cares” e sulle maglie potrebbe rimanere per il secondo anno consecutivo il nome dell’iniziativa.

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Lazio. Rimanendo sempre a Roma, ma “indossando” i colori biancocelesti, per la Lazio si pronostica la nona stagione senza uno sponsor di maglia (escluse brevi eccezioni di qualche giornata); sarebbero in corso dei colloqui con l’Azerbaigian, come ha spiegato l’ambasciatore in Italia qualche giorno fa, ma la trattativa ancora è sul nascere, si attendono quindi sviluppi.

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Palermo. Nulla da segnalare in casa Palermo. Zamparini non si è mosso per accaparrarsi il main sponsor sulle maglie rosanero che per il terzo anno consecutive saranno orfane del logo principale.

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I migliori accordi di sponsorizzazione in Serie A. È interessante notare come la somma di tutte le tipologie di sponsorizzazioni presentabili sulle maglie (quindi principale e sponsor sul retro) contano per la Serie A 2015/2016 un totale di 91 milioni. L’anno scorso erano 82 ma la crescita è dovuta sostanzialmente a due squadre.
Sono infatti Milan e Juventus a tenere banco nel mondo della finanza calcistica.
Per entrambe sono entrati in vigore i rinnovi contrattuali con “Fiat” (marchio Jeep) e “Emirates”. I bianconeri sono passati da 13 a 17 milioni, i rossoneri da 12 a 17. Questi sono i compensi base. Poi ci sono i bonus. L’Inter, invece, è a fine ciclo: la partnership con “Pirelli” da 12 milioni annui termina a giugno e non si sa se verrà prolungata. Il Napoli si difende grazie ai suoi quasi 10 milioni dell’abbinamento confermato “Acqua Lete-Garofalo”.

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Il Caso Sassuolo. Ciò che succede al Mapei Stadium rimane tra la squadra nero-verde e il suo presidente. Il titolo è giusto, nessun errore; sono 22 i milioni che la società leader nella produzione di materiali chimici per l’edilizia elargisce alla squadra in qualità di main sponsor e per il “naming” dello stadio.
Questo fatto tecnicamente porterebbe al comando della nostra classifica dei proventi, il Sassuolo.
Ma è una cifra fuori mercato. Come è ben noto Squinzi non è solo il proprietario della squadra ma anche dell’azienda in questione, di conseguenza il patron suddivide le sue elargizioni tra versamenti in conto capitale e per l’appunto, sponsorizzazione.
Per dirlo in parole povere: “Chiamatela sponsorizzazione, aumento del capitale o fondi per il mercato estivo, non importa, l’importante è che i soldi continuino ad entrare”.
E di soldi tramite questo contratto nel corso degli anni, sono entrati. Un impiego di risorse economiche che è cresciuto di pari passo con l’entità degli investimenti per potenziare l’organico: nel 2013 l’esercizio ammontava a 15 milioni.
Il Sassuolo quindi è un caso a parte.

 

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Casa Bologna. Bologna e FAAC inaugurano una nuova era di sponsorizzazione.
L’accordo prevede che l’azienda di Zola Predosa versi una base fissa di 500mila euro per mettere il proprio marchio sulle maglie rossoblù, più bonus legati ai risultati che la squadra otterrà sul campo e al piazzamento finale in classifica.
La cifra potrebbe salire fino a 1,1 milioni di euro. Il tutto per la stagione 2015-16. Ma il contratto prevede una clausola di prolungamento per il prossimo campionato, al termine del quale le parti potrebbero decidere di prolungare la sponsorizzazione per una ulteriore stagione.

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Illumia Spa, gruppo attivo nella vendita di energia elettrica e gas, sarà invece il nuovo “back jersey partner” del Bologna ovvero si presenterà sul retro delle maglie della squadra rossoblù.
Illumia, inoltre, sarà il nuovo fornitore energetico dello stadio Dall’Ara.

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Ma non solo FAAC e Illumia sono entrate a far parte della società rossoblù anche l’azienda vinicola di Umberto Cesari sarà il nuovo partner e lo ha comunicato in data 11 Settembre la società: “Umberto Cesari, azienda bolognese leader nella produzione vinicola italiana, sarà, a partire da questa stagione 2015-2016, partner del Bologna Fc 1909 nonché fornitore ufficiale ed esclusivo di vini per le aree ospitalità dello stadio Dall’Ara”.
Fa sicuramente piacere vedere aziende bolognesi che credono nel progetto del Bologna 2.0 e che aiuteranno la squadra in questa stagione grazie agli accordi economici stipulati.
Bologna che aiuta Bologna.
Fantastico. #weareone per davvero.

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