Gazzoni: “Calciopoli? Chiedo 113 milioni”

Gazzoni: “Calciopoli? Chiedo 113 milioni”

La vicenda Calciopoli lo ha segnato profondamente, una storia che ha falsato interi campionati e portato il Bologna ad una retrocessione dolorosissima, sia dal punto di vista sportivo ma soprattutto economico. A farne le spese ovviamente il presidente del Bologna di allora Giuseppe Gazzoni Frascara, il quale però crede fermamente in un risarcimento. Lo ha ammesso lui stesso oggi in una intervista apparsa sul Resto del Carlino: “La cifra complessiva è di 113 milioni di euro – ha affermato Gazzoni – dentro ci sono 17 milioni di danni personali, altri 17 per il dissesto della finanziaria di famiglia, 15 per aver ceduto ad un solo euro, insieme al Bologna, anche la finanziaria, poi ci sono i 32 già chiesti da Victoria a cui vanno aggiunti i 13 di svalutazione e i 19 di interessi. L’Atalanta, ad esempio, ha chiesto altri 68 milioni. Non mi aspetto nulla, molte cause risarcitorie finiscono in transazione, posso accettarne una che oscilli fra un terzo e la metà della cifra richiesta”. Tanti soldi, anche se le ferite rimarranno: “Fui chiamato pubblicamente fallito e nei bari sotto casa qualcuno non salutava neanche più. Ho vissuto nell’ansia per lungo tempo, poi sono arrivate le riabilitazioni morali e ora credo di aver diritto anche al risarcimento”.

Gazzoni

In tutto questo, la Juve non avrebbe stanziato nulla in caso fosse chiamata a risarcire: “Credo lo abbiano fatto perché nessuno è in grado di quantificare la cifra da accantonare, ma non è un problema mio anche se desta stupore visto che sia Victoria che Atalanta hanno presentato le loro richieste”. Non solo Calciopoli, perché Gazzoni, a suo tempo, sollevò il problema delle plusvalenze: “Tanti anni nel calcio mi insegnano qualcosa, ad esempio che per ridare sorriso a chi è arrabbiato si può acquistare un giocatore qualsiasi, ma non è il mio caso. Ho aperto io il vaso di Pandora, anche per quanto riguarda le plusvalenze, non sono così sicuro di nom aver pagato anche quella denuncia con la retrocessione del 2005”. A chi sostiene invece che le colpe furono di quel Bologna, crollato nel ritorno, Gazzoni risponde così: “Retrocedemmo con 42 punti, da allora nessuno è andato in B con quella quota. Magari qualche colpa a noi si può imputare, ma sono tutte calcistiche mentre qui si parla di squalifiche mirate, punizioni ribaltate e designazioni arbitrali pilotate”. Un Gazzoni che compie oggi 80 anni, si guarda indietro e pensa che tutto sommato qualche soddisfazione se l’è tolta: “La nomina di Cavaliere del Lavoro nel 1991 conferita da Gazzoni, poi la foto di Roberto Baggio in maglia rossoblù, sono felice di aver portato un pallone d’oro a Bologna”. Infine, un commento su Bologna 2010, la vecchia proprietà è parte in causa in questo risarcimento: “Victoria rappresentava il Bologna, mentre alcuni dirigenti che nulla avevano a che fare con quella stirai pensano di avere i miei stessi diritti. La nuova proprietà al momento dell’acquisizione lasciò questi diritti a Guaraldi, ma solo il mio Bologna subì un danno. Come può una società nata nel 2010 avere dei diritti su un danno subito nel 2005?”.

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