Toloi Dona-doni, il Bologna ne approfitta e vince 3-0

Toloi Dona-doni, il Bologna ne approfitta e vince 3-0

Seconda vittoria in 8 giorni per il Bologna che, al debutto di Roberto Donadoni sulla panchina rossoblù, si risolleva rifilando un rotondo 3-0 all’Atalanta. Di Giaccherini, Destro e Brienza – tutti e tre alla prima rete in maglia rossoblù – i gol che nella ripresa hanno permesso al Bologna di conquistare tre punti pesantissimi, che riportano i rossoblù ad appena una lunghezza dalla quart’ultima piazza occupata dal Frosinone.

Poche le novità nell’11 iniziale per Donadoni, che si affida al 4-3-3 faticosamente disegnato da Delio Rossi in questo travagliato inizio di stagione. Sono tre le novità rispetto alla partita di martedì sera contro l’Inter: Mirante ritrova il posto tra i pali dopo l’infortunio alla mano destra, Taider viene preferito a Rizzo a centrocampo e Destro ritrova il posto da titolare come terminale del tridente formato dall’ex Roma, Giaccherini e Mounier. Tanto turnover invece per Reja, che schiera l’Atalanta con il consueto 4-3-3, dando però spazio a Stendardo, Bellini, D’Alessandro e Denis al posto rispettivamente di Toloi, Dramè (infortunato), Moralez e Pinilla.

Il Bologna parte con il piede giusto, arrivando al tiro in due occasioni nei primi dieci minuti: al 4′ Giaccherini raccoglie una respinta della difesa orobica e conclude dal limite, senza impensierire più di tanto Sportiello, mentre al 10′ l’estremo difensore neroblù si deve impegnare di più per respingere una conclusione da posizione defilata di Destro sporcata da Bellini. Passa appena un minuto e il Bologna rischia grosso quando il cross dalla destra di D’Alessandro, “innescato” da un errore in disimpegno di Rossettini, non viene sfruttato a dovere dal Papu Gomez, che da pochi passi spedisce sopra la traversa un comodo colpo di testa. L’occasione ha l’effetto di placare un po’ la spinta del Bologna, che soffre a metà campo, soprattutto a causa della luna storta di Taider, e in difesa, dove Ferrari (in evidente difficoltà fisica) e Masina vengono messi costantemente in affanno dalle due ali bergamasche.

Al 21′, comunque, il Bologna costruisce l’azione più pericolosa del proprio primo tempo: Destro (più volitivo e pimpante del solito) imbecca in area Giaccherini, il cui cross rasoterra viene prima toccato da Mounier e poi sparacchiato lontano dai pali da Taider, disturbato al momento della conclusione da Masiello. Col passare dei minuti, gli uomini di Reja sembrano trovare le misure agli avversari, rendendosi pericolosi prima al 33′, quando Ferrari è bravo a fermare Gomez al momento della conclusione, poi (più concretamente) al 36′: Gastaldello è troppo arretrato rispetto alla linea difensiva rossoblù e lascia agli avversari lo spazio per far male; se ne accorge D’Alessandro, il cui filtrante rasoterra raggiunge Kurtic dopo l’intelligente velo di Denis; la conclusione mancina dello sloveno, a tu per tu con Mirante, viene respinta di piede dall’estremo portiere rossoblù, che salva i compagni dall’ennesimo psicodramma stagionale. A 3′ dall’intervallo, l’Atalanta protesta per un mani di Ferrari in area, ma l’intervento dell’esterno destro rossoblù è regolare, perché la palla carambola sul braccio dopo aver battuto sul fianco. Dopo 45′ tutto sommato piacevoli il risultato è fermo sullo 0-0 e tutto sommato al Bologna può andar bene, visti i pericoli corsi nella seconda metà del primo tempo.

Al ritorno dall’intervallo, tra le fila del Bologna non c’è Ferrari; al suo posto Donadoni sceglie Maietta, stoicamente in campo nonostante i problemi al menisco che lo affliggono da tempo, che prende il posto di Rossettini nel cuore della difesa, con il difensore ex-Cagliari spostato sull’out di destra. La prima occasione, al 49′, capita proprio sulla testa di Rossettini, che non sfrutta a dovere il servizio di Mounier da palla inattiva. L’appuntamento con il gol è rimandato di appena due minuti: è il 51′ quando Toloi, in campo dall’inizio della ripresa al posto dell’acciaccato Masiello, sbaglia grossolanamente un alleggerimento difensivo, servendo involontariamente una palla d’oro a Giaccherini; l’esterno rossoblù, alla terza consecutiva da titolare, è bravissimo a liberarsi di Stendardo e ha concludere sul primo palo, alle spalle di Sportiello, portando così in vantaggio il Bologna. Sulle ali dell’entusiasmo, il Bologna impiega appena 400 secondi per trovare la rete del raddoppio: Masina si rende protagonista di una discesa irresistibile sulla sinistra prima di mettere al centro per Destro che, dal limite dell’area, trova l’angolino alla destra di Sportiello, in leggero ritardo anche a causa di una lieve deviazione di Paletta. Il Dall’Ara esplode per l’attesissima prima rete del proprio bomber, sbloccatosi finalmente all’undicesima presenza in maglia rossoblù e sommerso dall’abbraccio dei propri compagni.

Il Bologna potrebbe limitarsi a controllare, ma non è quello che vuole Donadoni, che al 59′, appena un minuto dopo il gol, lancia un messaggio chiaro ai propri uomini inserendo Brienza al posto di un Donsah non ancora al top. L’intento dichiarato, quello di non coprirsi, è recepito al meglio dalla squadra, che non soffre la reazione rabbiosa della Dea, teoricamente rinforzata dagli ingressi in campi di Pinilla (per Denis) e di Moralez (per Kurtic), e gestisce senza particolari affanni fino ai minuti finali, anche grazie a una condizione fisica davvero ottima. All’85’ c’è tempo anche per la ciliegina sulla torta: a metterla è Brienza che, tutto solo, infila nel sette un bolide dai 25 metri. Anche per il trequartista brianzolo, come per Destro e Giaccherini, si tratta del primo gol con la maglia del Bologna, che nei novanta minuti contro l’Atalanta ha messo a segno il 50% delle reti stagionale, riuscendo al contempo a mantenere inviolata per la seconda volta la propria porta.

Migliore inizio per Donadoni non poteva proprio esserci. Il tecnico bergamasco ha raccolto da Rossi una squadra in salute dal punto di vista atletico, ma tremendamente bisognosa di quella fiducia che il precedente allenatore non era riuscito a trasmettere ai propri uomini. Oltre a questa, Donadoni ha dato alla squadra maggiore lucidità nella lettura della partita, azzeccando di fatto tutti i cambi effettuati. Per sbloccarsi definitivamente, comunque, serviva anche un po’ di quella fortuna che, dopo i playoff promozione, sembrava aver abbandonato Delio Rossi. Donadoni pare essere riuscito anche in questo, ma adesso sarà importante sfruttare l’onda positiva, dando continuità alle prestazioni e ai risultati dell’ultimo periodo nella delicata trasferta di sabato a Verona.

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