Che fatica, ma è vittoria! Mirabolante Mirante, chirurgico Rossettini: a Genova 3 punti pesantissimi

Che fatica, ma è vittoria! Mirabolante Mirante, chirurgico Rossettini: a Genova 3 punti pesantissimi

Seconda vittoria consecutiva per il Bologna, che dopo Modena e Verona sbanca anche Genova, al termine di una prestazione fatta di sofferenza, abnegazione e opportunismo. Decisive le prodezze di Mirante e l’incornata vincente di Rossettini nel secondo minuto di recupero.

Seconda vittoria consecutiva per il Bologna, che dopo Modena e Verona sbanca anche Genova, al termine di una prestazione fatta di sofferenza, abnegazione e opportunismo. Nei primi due terzi di gara, infatti, il Genoa è andato più volte vicino al gol del vantaggio, ma l’imprecisione degli attaccanti di casa e la giornata di grazia di uno strepitoso Mirante hanno permesso agli uomini di Donadoni di mantenere il risultato sullo 0-0 fino ai minuti di recupero, quando Rossettini, alla seconda marcatura consecutiva dopo l’incornata di settimana scorsa contro il Napoli, ha messo a segno un gol da 3 punti, sfruttando al meglio un corner al bacio di Mounier. Una gioia immensa per tutto il popolo rossoblù e in particolare per i mille che hanno seguito la squadra fino a Genova; un urlo di gioia al termine di una partita vissuta quasi tutta in apnea.

Tante le assenze per entrambe le formazioni rossoblù: Gasperini, che deve fare a meno dello squalificato Pavoletti e dei lungodegenti Marchese e Dzemaili, è costretto a rinunciare dal primo minuto a Perotti, inizialmente in panchina a causa di qualche guaio fisico accusato in settimana; Donadoni sostituisce lo squalificato Masina con Morleo, di nuovo in campo a 6 mesi dall’ultima volta (Bologna-Pescara, finale di ritorno dei playoff promozione), confermando per il resto la formazione schierata contro il Napoli: a centrocampo Taider e Brienza sono preferiti a Donsah (non in perfette condizioni) e Brighi, mentre ai fianchi di Destro agiscono Mounier e Rizzo, stante l’indisponibilità di Giaccherini.

Non bastassero tutte queste assenze, alla mezzora di gioco Donadoni è costretto a rinunciare anche a Rizzo (a cui la sua Genova, evidentemente, non porta una gran fortuna), fermato da un risentimento muscolare ai flessori della coscia sinistra e sostituito da Brighi, con avanzamento di Brienza in posizione di ala. Se fino a quel momento il Bologna aveva concesso poco ai padroni di casa, pericolosi in un paio di circostanze con Gakpè e Pandev, dall’uscita di Rizzo in poi l’area di rigore di Mirante è cinta d’assedio dai grifoni: per fortuna, l’estremo difensore rossoblù è un muro su cui si infrangono le conclusioni di Pandev (al 32′ è il macedone a essere impreciso, mentre un minuto più tardi è l’ex Parma e Samp a essere prodigioso) e di De Maio, il cui colpo di testa viene neutralizzato da Mirante. Grazie al proprio portiere, il Bologna arriva all’intervallo salvando la pellaccia, nonostante la netta superiorità della mediana avversaria e i tanti spazi concessi a Tachsidis, Laxalt, Gakpè e Pandev sul fronte destro della difesa ospite.

A inizio ripresa, Donadoni è costretto a rinunciare anche a Gastaldello, frastornato da una pallonata al capo subita negli ultimi minuti del primo tempo; al suo posto Donadoni sceglie Ferrari, schierato sull’out di destra al posto di Rossettini, dirottato al centro della difesa. Dopo 8′ minuti, Gasperini decide di giocarsi il tutto per tutto, inserendo Perotti al posto di Tino Costa, trasformando il 3-5-2 utilizzato fino a quel momento in un più offensivo 3-4-3, con El Monito a spingere sulla fascia di competenza di Ferrari e Gakpè dirottato sul lato opposto. Nei primi minuti successivi all’ingresso in campo dell’argentino, la mossa sembra funzionare: al 56′ Burdisso spreca un’altra ottima occasione sugli sviluppi di un calcio d’angolo, calciando troppo centrale da posizione favorevole, mentre in un altro paio di circostanze – al 58′ e al 59′ – la difesa del Bologna riesce a cavarsela, grazie prima al proprio portiere (decisivo in uscita su un rinvio sbilenco di Morleo), poi all’imprecisione di Gakpè, che calcia a lato da ottima posizione.

Alla lunga, però, la mossa del tecnico del Grifone si rivela sbagliata: il motore del Genoa, a tutta da più di mezzora, inizia a calare i propri giri, anche a causa dell’inferiorità numerica a cui sono costretti Rincon e Tachsidis. Al 61′, il Bologna conclude per la prima volta nei pali della porta di Perin, che deve impegnarsi per respingere l’incornata di Rossettini su corner di Brienza (una sorta di prova generale di quel che sarà) e più in generale il Bologna ha molte meno difficoltà a controllare le sfuriate genoane nella propria metà campo, nonostante Donadoni sia costretto a ricorrere al 70′, quando Morleo – in preda ai crampi – lascia il proprio posto a M’Baye. Il compito si fa ancora più semplice al 79′, quando Perotti stende Diawara (fino a quel momento troppo nervoso) con una gomitata, proprio sotto gli occhi di Di Bello: rosso diretto inevitavile e Bologna in superiorità numerica per l’ultimo quarto d’ora.

L’occasione giusta sembra capitare all’87’: Burdisso non s’intende con Perin, Destro si avventa sul pallone ma l’estremo difensore rossoblù riesce a respingere; sulla palla si avventa Mounier, che dal limite dell’area non riesce a inquadrare la porta, gettando alle ortiche la palla del possibile vantaggio. Poco male, perché appena cinque minuti più tardi, nel secondo dei 4 minuti di recupero, il Bologna trova il gol del vantaggio grazie a Rossettini, che insacca alle spalle di un incolpevole Perin grazie a un peritorio stacco aereo del difensore ex Siena e Cagliari, su cross di Mounier. Nel corso dei festeggiamenti, Di Bello espelle Diawara per quella che il direttore di gara interpreta come un’esultanza irrispettosa nei confronti di casa (ma che il giovane centrocampista rossoblù riferirà essere una risposta ironica alle offese ricevute dal pubblico di casa). Guai per Donadoni, che dovrà fare i conti con un’altra assenza pesante, oltre a quelle certe di Maietta e Giaccherini e a quella probabile di Rizzo, ma la gioia per la vittoria conquistata all’ultimo respiro è troppo grande per essere rovinata da questo tipo di problemi.

Sono dunque 7 i punti conquistati dal Bologna nelle ultime quattro partite, quelle del ciclo terribile contro Roma, Torino, Napoli e Genoa; e sono 13 (su 18 disponibili) quelli collezionati da Donadoni nelle sei partite passate sulla panchina rossoblù. Un ruollino di marcia impressionante, specie se raffrontato a quello delle prime 10 partite, in cui il Bologna aveva raccimolato la miseria di 6 punti. Finalmente possiamo permetterci di guardare la classifica senza cadere in profonda depressione, ma per non ricadere nell’oblio bisognerà continuare su questa strada. A partire da sabato prossimo, quando – nebbia permettendo – il Bologna se la vedrà con l’Empoli, in una partita molto più complessa di quanto possa sembrare.

Il match report e gli highlights di Genoa-Bologna.

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