Mingazzini: “Spezia? squadra di carattere”

Mingazzini: “Spezia? squadra di carattere”

A 34 anni suonati, Nicola Mingazzini continua a calcare i campi della Lega Pro (girone B), dove con la maglia della Lucchese sta centrando la salvezza. Gli piacerebbe giocare un altro anno li, vicino casa: quella Spezia dove ha conosciuto il calcio che conta e la sua donna. Poi per il centrocampista faentino arrivarono l’Atalanta e la prima promozione in A e nel 2006 il Bologna con cui l’anno dopo replicò l’impresa.

Spezia è casa. Bologna cos’è? “Bologna è l’esperienza professionale più importante. Quattro anni e mezzo indimenticabili in una città meravigliosa e con ricordi stupendi.

Il ricordo più bello della stagione 2007-2008. “La vittoria col Mantova, alla penultima di campionato: non giocai nemmeno titolare, ma ricordo un’atmosfera incredibile, con un’invasioni dei tifosi che sembrava di giocare a Bologna.”

Due gare prima, col ko 3-0 a Grosseto, sembra tutto svanito. “Eravamo stanchi, sembrava cacciassero Arrigoni: fu un momento duro. Ho rivisto quella partita nella sconfitta che il Bologna di Lopez”

Qual’è l’analogia più allarmante? “La condizione atletica dei rossoblù: al Cabassi, dopo la prima mezz’ora, mi è parso che i giocatori avessero finito la benzina.”

Cosa lasciano sconfitte così? “Ti mettono ansia, vedi i sacrifici di un’intera stagione che rischiano di andare in frantumi. In questi momenti servono i nervi saldi e un gruppo unito”.

Le avversarie si avvicinano. “A sette gare dalla fine, un punto sul Frosinone e due sul Vicenza sono troppo poco. I rossoblù devono guardarsi dai veneti: hanno qualità, entusiasmo e giocano senza la pressione che ha il Bologna”

E’ temibile lo Spezia? “E’ una squadra matta, ma forte: manca di continuità, ma ha grande carattere. E’ da temere”

Un giocatore da marcare stretto? “Ne dico due: Catellani e Situm”

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