Baggio, Brescia-Bologna e il suo mancato ritorno a Casteldebole

Baggio, Brescia-Bologna e il suo mancato ritorno a Casteldebole

Cosa hanno in comune Bologna e Brescia? Entrambe hanno potuto ammirare dal vivo la fantasia, il tocco di palla, la rapidità e il cacio del “Divin Codino”.

A Bologna arrivò nell’estate 1997 dopo che sia Capello sia Ancelotti, rispettivamente ai tempi allenatori di Milan e Parma, non mostrarono interesse per lui. 22 Goal messi a segno in 30 partite, convocazione al Mondiale e il Bologna che si qualifica per la Coppa Intertoto, una stagione in rossoblù che lasciò il segno, la stagione del record di marcature per Baggio condita essenzialmente dalle sue incomprensioni con l’allenatore di turno, Renzo Ulivieri.

Due di questi 22 goal furono proprio contro il Brescia dell’allora giovanissimo Andrea Pirlo, Bologna 2 Brescia 1,  con doppietta di Baggio e rete di Paganin per i rossoblù, goal proprio di Pirlo per le rondinelle. Da Allora il Bologna non ha più vinto a Brescia, delle 7 partite giocate ne ha perse 4 e pareggiate tre. 

Una sconfitta particolarmente amara fu quella subita a maggio 2002 quando i rossoblù, guidati da Guidolin, persero 3a0 contro il Brescia di Carlo Mazzone. In quel Bologna c’erano Pagliuca, Zaccardo, Zauli, Signori e Cruz, nel Brescia c’erano Bachini, Toni…e lui, Baggio. 

In Lombardia resta per 4 stagioni, dal 2000 al 2004, giocando 95 partite e mettendo a segno 45 goal. Con il Brescia vive anni intensi, ricchi di soddisfazioni e di qualche infortunio, chiudendo la sua carriera il 16 maggio 2004 in Milan-Brescia, ultima giornata della stagione 2003-2004. Alla sua sua uscita, a cinque minuti dalla fine della gara, tutto lo stadio si alza in piedi per un lungo applauso e al termine del campionato, il Brescia ritira in suo onore la maglia numero 10. 

Bologna e Brescia sono due città dalle quali Roberto Baggio non si è mai staccato. Casteldebole è rimasta casa sua e in Lombardia lo lega l’altra sua grande passione, la caccia.

E l’anno passato Baggio è stato ad un passo dal tornarci davvero a Casteldoble, questa volta come allenatore. L’accordo era già stato trovato, lui aveva detto un si carico di gioia, l’unico ostacolo era rappresentato dalle alte pretese economiche del suo manager Vittorio Petrone. Poi qualcosa è cambiato. Il Bologna riuscì a vincere la partita contro il Genoa e Guaraldi, già frenato dai motivi economici, non se la sentì più di esonenare Pioli. Un duro colpo per Baggio, il quale decise poi di rifutare la nuova proposta che arrivò dallo stesso presidente rossoblù poco tempo dopo. 

Sabato Brescia e Bologna si sfidano di nuovo, i rossoblù sperano che il trend si inverta e che finalmente arrivi la vittoria contro le rondinelle, l’ultima conquistata proprio con Baggio in campo.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy