Verdi non si tocca: il Bfc valuti con attenzione le strategie di mercato

Verdi non si tocca: il Bfc valuti con attenzione le strategie di mercato

Budget basso, risorse da centellinare sul mercato e cessioni per fare cassa: cosa deve assolutamente il Bologna per evitare contraccolpi mediatici?

Si avvicina il mercato, e di conseguenza la fibrillazione cittadina su quel che sarà e su quel che rimarrà un sogno nel cassetto. Mentre la piazza si abbevera della nuova vicenda Ilicic, si narra di una offerta del Bfc da 1.3 a stagione per un giocatore che costerebbe almeno 7 milioni, ma il budget del club non consentirebbe tali spese a meno di un regalo made in Saputo, ci si interroga su quali elementi potranno essere ceduti.

E’ opinione comune in città che il Bologna sia costretto a fare cassa prima di acquistare, ma dipende da quali strategie seguirà per improntare la sessione estiva. Un conto è cedere Pulgar, un altro Verdi o Di Francesco. C’è un punto da chiarire immediatamente: il numero nove non andrà ceduto per nessun motivo. In primo luogo perché un giocatore di tale talento è fondamentale per la crescita della squadra, in seconda battuta perché Saputo non può permettersi la seconda cessione eccellente in due anni. Il contraccolpo mediatico sarebbe difficilmente arginabile, con conseguente partenza a ribasso della campagna abbonamenti. Su Verdi, inoltre, non balla nessun caso spinoso come fu per Diawara. E siccome il Bologna ha mancato di entusiasmo in questa stagione, inibirlo con un’altra cessione sarebbe una strategia del tutto sbagliata anche se remunerativa. Trattenere i big, inoltre, ridarebbe la percezione di un Bologna solido, determinato a migliorare, pronto ad alzare l’asticella. Tenere tutti gli uomini di attacco migliori (Verdi, Di Francesco, Destro e Krejci) aggiungendo una pedina di rinforzo, riconsegnerebbe alla piazza un club di nuovo in rampa di lancio dopo una stagione fatta più di bassi che di alti. Un minimo di ambizione serve sempre.

Ma è chiaro che qualcosina andrà ceduto, a meno che Saputo non decida di sforare dal budget programmato tre anni fa. Giocatori con mercato che potrebbero essere sacrificati? Oikonomou in primis. Il greco con Donadoni non giocherà mai, non si potranno mai ricavare i 9 milioni prospettati dopo la B di due stagioni fa, ma Marios può comunque portare nelle casse soldi utili per fare mercato. Altre pedine interessanti sarebbero Mbaye e Donsah, ma considerati gli investimenti fatti dal Bologna, e il processo di crescita non ancora finito dei due, la cosa più utile da fare è senza dubbio credere in loro non solo a parole ma anche nei fatti, concedendo a entrambi minuti importanti. Da valutare la situazione di Masina, da tanti considerato il tassello sacrificabile per il Bfc per fare cassa. Dopo una grande annata in B, Adam in Serie A più o meno è rimasto su determinati livelli, non progredendo come la piazza si aspettava due anni fa. E’ un buon giocatore, forse non un campione. Il dilemma è chiaro: cederlo o non cederlo? Discorso semplice, se il Bologna non avesse bisogno di incassare denaro bisognerebbe tenerlo, se invece sacrificare Masina vorrebbe dire trattenere Verdi o altri big, allora il discorso cambia. Non me ne voglia Adam, ma in questo Bologna è il numero nove ad avere un peso specifico maggiore. In sostanza, per il Bologna c’è la necessità di acquistare una pedina per reparto, ma l’aspetto importante sarà quello di non privarsi di colonne portanti della squadra. Serve un mercato di conferma, tenere big e apportare qualche modifica funzionale alla rosa. Per il Bologna una sorta di prova del nove.

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