Ventiquattro

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Il Bologna ci mette un giorno per decidere di confermare il proprio tecnico, ma senza blindarlo: in mezzo rumors, contatti e un esonero che pareva vicinissimo

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Qualche anno fa veniva trasmessa in tv una serie che si chiamava ’24’. L’attore protagonista era Kiefer Sutherland che interpretava un agente dell’unità anti terrorismo a cui era stato affidato il compito di salvare la vita di un senatore degli Stati Uniti possibile vittima di un attentato entro 24 ore. Esattamente lo stesso tempo che ci ha messo ieri il Bologna per salvare il proprio tecnico Pippo Inzaghi dall’esonero, con la differenza che per Sutherland era una corsa contro il tempo, per il club rossoblù è stata invece una lunga riflessione.

Si è chiusa dunque con una nota di Joey Saputo la settimana surreale in casa Bologna. Il tutto parte nel post Marassi con Fenucci che ordina il ritiro salvo poi sospenderlo a metà settimana, tra l’altro l’Ad aveva indicato nei giocatori i principali colpevoli assolvendo Inzaghi. Si arriva a Empoli con l’idea di fare punti importanti e la sensazione che il tecnico salterà in caso contrario, d’altronde proprio lui prima della doppia trasferta aveva ammesso: “So che dobbiamo vincerne almeno una”. Il Castellani sancisce invece un’altra brutta sconfitta, i tifosi si arrabbiano e prima rimandano indietro la squadra e poi piazzano un paio di striscioni eloquenti a Casteldebole e allo stadio. Nel frattempo, Bigon non sforna certezze sul futuro di Pippo Inzaghi e quando la mattina seguente non arriva una conferma definitiva l’aria dell’esonero si fa sempre più incombente. Così tanto che nella seduta di scarico Inzaghi parla alla squadra forse presagendo il futuro che lo aspetta. Con più passano le ore e il Bologna tace, con più si rafforza l’idea del cambio in panchina, tanto che nel pomeriggio vengono confermati i contatti con altri allenatori, notizia più o meno chiara a tutti i giornalisti. Sembra l’epilogo scontato, ma come un fulmine a ciel sereno Saputo spiazza tutti, conferma il tecnico, promette investimenti a gennaio e punta il dito sul lavoro della dirigenza ritenuto fino a qui insufficiente. In sintesi, per Saputo Inzaghi merita la riconferma, ma evidentemente la sua dirigenza deve aver lavorato male.

Ora, tralasciando la forma, che probabilmente non ha incidenza (un video di Saputo non avrebbe cambiato le cose), resta la decisione presa. Inzaghi è stato confermato ma non blindato, perché l’orizzonte temporale è quello della fine del girone di andata: Saputo ha chiesto nelle prossime quattro partite i punti necessari a togliersi dalla brutta posizione di classifica. Se non arriveranno che succederà? Inzaghi salterà? Secondo aspetto: se il Bologna non farà punti importanti nelle prossime quattro fino a che punto sarà compromessa la salvezza? Bene la promessa del chairman di investire sul mercato, ma se il Bologna arriva a gennaio staccato sensibilmente dal quartultimo posto tutte le speranze e le promesse rischiano di diventare vane. Il timore è che Casteldebole, così strutturata, non sia pronta e abituata a gestire una situazione così tremendamente difficile. Mai Saputo si era trovato dopo 15 partite in questa realtà, ben peggiore rispetto al primo anno di A con Delio Rossi e soprattutto un dirigente di polso come Corvino, e i suoi amministratori a Casteldebole continuano a lavorare nel solco di quella collegialità che non sta pagando. Il rischio, tra l’altro, è che Pippo Inzaghi possa essere in difficoltà nel tenere il polso di una squadra da allenatore prima esonerato e poi confermato. E’ un colpo all’autorevolezza del tecnico in una fase che il calendario indurisce con Milan, Parma, Lazio e Napoli. Speriamo bene…

 

 

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