Una stagione negativa non comprometta il futuro. Al posto di Dzemaili…

Una stagione negativa non comprometta il futuro. Al posto di Dzemaili…

Campionato non esaltante, progetto tecnico in discussione e solite polemiche sul centro tecnico che non fa gol: un’annata deludente non deve lasciare strascichi negativi

Facile, facilissimo buttare tutto nel famoso rusco. La stagione non è raddrizzabile nemmeno se arrivassero scalpi contro Juve e Milan e se si facesse un punto in più rispetto all’anno scorso: si può tranquillamente parlare di stagione sotto le attese, non tanto per posizioni di classifica – si può ancora fare meglio del 2015/2016 – ma quanto per divertimento, crescita e preparazione del Bologna del domani. Onestamente, da agosto a oggi, la squadra non ha prodotto un miglioramento tangibile: i difetti sono rimasti gli stessi, le qualità si sono nascoste a Casteldebole. Ma questo non significa che non ci possa essere qualcosa su cui lavorare, perché altrimenti il Bfc non si sarebbe issato al decimo posto a fine gennaio e non avrebbe certo ottenuto 35 punti. Una squadra scarsa rimane scarsa anche quando affronta le pari livello.

Come guardare al futuro dunque? Per quanto riguarda gli obiettivi della prossima stagione occorre essere realistici e rifarsi a quanto trapela da Casteldebole, si parlerà ancora di salvezza tranquilla e miglioramento progressivo. Significa che allora vivremo un’altra stagione simile? No, perché il club può tramutare questo campionato in una opportunità, guardare il lato positivo delle cose senza fossilizzarsi su quello negativo. In primo luogo, esattamente come sono stati trovati bomber inaspettati nei nomi di Giaccherini e Dzemaili lo stesso può accadere il prossimo anno, in secondo luogo perché da una stagione come questa c’è solo da imparare. Se in estate la dirigenza valuterà con attenzione dove si è sbagliato trovando i giusti correttivi ci sarà modo di coinvolgere nuovamente il pubblico, in questa stagione ormai rassegnato alla pessima qualità di gioco e, di conseguenza, alla scarsa prolificità dell’attacco. In sostanza, il Bologna dovrà agire molto bene sul mercato, 4 giocatori di discreto livello potrebbero raddrizzare le cose, partendo da un ragionamento indipendente sull’attacco e sulla conferma di Mattia Destro. Tutta ruoto attorno a questo: o si metterà Destro nelle migliori condizioni di esprimersi oppure tanto vale lasciarlo partire. Da lì a cascata tutto il resto, perché stavolta il Bologna deve partire dall’attacco, trovando il modo di valorizzare le caratteristiche che già possiede e colmando le lacune con un acquisto azzeccato sul mercato. Ma se si cederà Destro dovranno essere investite importanti risorse per un attaccante pronto, se invece si troverà il modo di valorizzarlo con uno stile di gioco funzionale allora si potrà puntare su qualcosa di meno costoso ma che completi il reparto offensivo. La chiave di volta di una scatola offensiva in perenne difficoltà.

Poi la mediana, ovviamente. Dzemaili andrà sostituito ma esattamente come è stato l’anno scorso nessuno vieta al Bologna di trovare un sostituto adeguato, magari ancora una volta in prestito o a costo zero. Il nome ce l’avrei: Kevin Prince Boateng. Il ghanese si è offerto un anno fa ma il Bologna ha risposto picche, sia per le condizioni fisiche del calciatore sia per il fatto che il vero obiettivo fosse Dzemaili. Ma dopo una stagione da 25 partite e 9 gol in Liga perché non provarci? In conclusione, piuttosto che continuare a tirare in ballo Saputo, che da due anni e mezzo ribadisce il concetto di budget pianificati, perché non pensare alle opportunità che ci sono davanti per far ripartire il motore Bologna? Sportivamente parlando Saputo non ha mai cannato nessun obiettivo, è stato promosso, si è salvato comodamente due volte, ma non è riuscito a convincere il pubblico sulla bontà delle sue azioni a lungo termine. Per vedere rosa nel futuro occorre probabilmente fare meglio nel presente, ma su questo tema sono dirigenti e allenatore a dover incidere. O davvero si pensa che il proprietario sia l’unico colpevole della stagione? Una volta il primo capro espiatorio era l’allenatore di turno (nonostante proprietà più deboli) adesso invece si arriva immediatamente in cima alla piramide perché la cosa più facile da fare al cospetto di un paperone è chiedere soldi, soldi e ancora soldi. Infine, l’opportunità per il Bologna è proprio rappresentata da questo campionato. Una parte del tifo è rassegnata alla mediocrità, pensa che a Saputo non freghi nulla della squadra e che rimarremo per dieci anni questi, ma è proprio dalle annate negative che può nascere qualcosa di buono, perché sarà più facile sorprendere chi era deluso e chi non ci credeva più. Sul resto non c’è tanto da fare, dovremmo ritrovarci su questi schermi tra 3-4 anni per vedere dove sarà il Bologna. Io ho una idea ben precisa e una fiducia basata sulle idee a lungo termine della proprietà. Vedremo se sarà miopia oppure lungimiranza. La mia idea ce l’ho…

 

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