Trasferta Salahta, ma per il tribunale dell’inquisizione è troppo presto

Trasferta Salahta, ma per il tribunale dell’inquisizione è troppo presto

Il Bologna capitola all’Olimpico, travolto dalla furia dell’egiziano autore di una tripletta shocking che inchioda i rossoblù alla biga dei gladiatori e porta la Roma a meno 3 dalla Juve.

Conto Sala(h)to per i ragazzi di Donadoni, soggiogati nell’Arena dell’Olimpico dagli 11 gladiatori di Spalletti in grande forma fisica che sfruttano il momento di difficoltà del BFC a corto di risorse in difesa, infortunato in attacco e privo di un regista a centrocampo. Il risultato sono 90 minuti di agonia totale in cui si sentono pesantemente le assenze di Maietta, Gastaldello e Verdi. Nessun gol dell’ex per Sadiq e nessuna opportunità di riscatto per Destro, che rientra nel secondo tempo provando a metterci del suo a giochi praticamente fatti.

Inutile, dunque, soffermarsi su una partita sostanzialmente decisa ancora prima di giocare, nonostante il primo tempo del Bologna avesse tutto sommato incoraggiato. Si guardi oltre, col classico ‘non sono queste le partite in cui fare punti’. Ma per gettare lo sguardo oltre le difficoltà, occorre aspettare, analizzare cosa faranno i rossoblù quando il calendario sarà più magnanimo e l’infermeria meno affollata. Importante non portare tutti davanti al tribunale dell’inquisizione, evitare dunque di fare somme con addendi sbagliati o inficiati da un mese di emergenza assoluta. Basare il giudizio sulla rosa del Bologna al termine di una partita giocata ad armi impari e contro una delle migliori squadre del campionato è scorretto, perché non ci sono elementi sufficientemente neutri per analizzare una squadra in palese difficoltà di uomini. In questi casi prevale sempre la delusione per una partita persa, per un ciclo di ferro che ha portato pochi punti e rimesso in discussione tutto il lavoro estivo, come sempre accade nei momenti difficili. Un’idea completa su quello che sarà il resto della stagione e su quello che servirà a gennaio lo avremo tra un mese, quando i rossoblù avranno affrontato le cinque partite che dovranno, sulla carta, certificare una risalita. Se il Bologna riprenderà la marcia tutti risaliranno sul carro, se invece si rimarrà nei bassifondi evidentemente l’ottimismo estivo si sarà rivelato eccessivo e i critici avranno elementi su cui fondare le proprie lamentele. L’unico aspetto su cui, si spera, tutti potranno trovare un punto di incontro è la speranza di recuperare più infortunati possibile, perché Palermo, Udinese, Empoli, Pescara e Atalanta sono avversarie che il Bologna può battere, a patto che possa giocare ad armi pari e non con mezza squadra titolare ai box. Facciamo i conti? Mirante, Maietta, Gastaldello, Verdi e Destro a mezzo servizio. In queste condizioni fare risultato a Roma è difficile, giudicare il Bologna impossibile.

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