Tenente Colombo

Tenente Colombo

Solito copione per il Bologna, discreta partita, vantaggio, poi espulsione e gol nel finale. La trama è sempre la stessa, come quella del Tenente Colombo

Quest’anno si può evitare la visione di ottanta minuti di gioco e concentrarsi sugli ultimi dieci. Tanto le emozioni sono concentrate, il colpevole Bologna viene scovato e incastrato dal Tenente Colombo di turno, il copione e la sceneggiatura non cambiano mai.

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C’è l’assassino, il cadavere, poi arriva il tenente che inizia a tartassare di domande il malcapitato di turno, e anche se uno non ha visto la parte iniziale della puntata sa già chi è colpevole: ovvero colui che a ogni scena deve beccarsi il solito ‘A scusi, una sola domanda prima di andare via’. Insomma, anche oggi a Genova il Bologna se ne torna a casa con la rabbia per gli ennesimi punti gettati nell’ultimo quarto d’ora. Almeno non è arrivata la sconfitta, ma è chiaro che questo andazzo scoraggia anche il tifoso più puro e innamorato, tutto troppo uguale, tutto troppo sfortunato per non pensare una sola cosa: non vedo l’ora che finisca. Al di là delle solite sbandate rossoblù nei finali, è proprio la stagione ad essere sfortunata. Masina che sbaglia un gol già fatto per mettere in cassaforte i tre punti, Torosidis che si fa cacciare per uno sgambetto anche se la chiara occasione da gol non c’è e infine Ntcham, che prima scaglia alle stelle un destraccio al volo e poi sassa la sfera nel sette allo scadere. E pensare sarebbe dovuto entrare Pandev, ma avendo mandato a spendere Mandorlini si è dovuto riaccomodare in panchina…

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Ora non resta che destarsi sul serio, perché 12 partite di questo tenore possono essere lunghissime, noiose, peccati mortali per il futuro del Bologna. Una storia che passa da un presente da reinventare per riconquistare affetto, fiducia, un minimo di entusiasmo in vista delle prossime stagioni che dovranno fornire ben altri palcoscenici e risultati. Ma per prima cosa serve cambiare copione, abbandonare Colombo per passare a un film più avvincente, meno scontato, allo scopo di dare emozioni positive ad un ambiente depresso e abituato alla solita storia dal finale triste e sfigato. Quando le cose vanno male si parla di grandine dopo la pioggia, ma ormai abbiamo la nuvola di Fantozzi sopra la testa.

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