Taider, il samaritano

Taider, il samaritano

Il mediano algerino del Bologna si è reso protagonista di un gesto di assoluta umanità: ha aiutato un ragazzo senza auto e telefono a tornare a casa

Si dice spesso che i calciatori siano persone viziate, non curanti delle difficoltà e solo presi da un pallone che rotola e dai soldi che guadagnano. In realtà non è così, o almeno ci sono le eccezioni che confermano la regola.

Una di queste è Saphir Taider, che qualche giorno fa ha aiutato un ragazzo rimasto senza cellulare, e sprovvisto di auto, a tornare a casa. L’episodio si è svolto nei pressi dell’Unipol Arena, Claudio, un normale cittadino, dopo aver assistito ad un concerto, sarebbe dovuto tornare a casa di un suo amico per passare la notte. Ma il tragitto tra l’Unipol e Porta San Felice, dove è situata la casa dell’amico, può essere molto lungo se non si ha l’auto. Secondo la ricostruzione fornitaci dal protagonista della storia, la prima fermata utile per gli autobus dista 45 minuti a piedi dal palazzetto, l’alternativa è un taxi ma quella sera non ne ha trovati di disponibili. Claudio si è dunque incamminato verso la fermata sfruttando la mappa digitale presente nel suo cellulare, che dopo le foto al concerto si stava per scaricare. Il tragitto prevedeva un passaggio davanti al centro tecnico del Bologna, Claudio scatta qualche altra foto contribuendo alla perdita di energia della batteria: il telefono poco dopo era out. Proseguendo nel percorso finalmente incontra una persona, l’ora era tarda e a volte è difficile incrociare qualcuno, e da lontano scorge che l’incontro può essergli di aiuto visto che il passante è munito di auto. Dopo il classico approccio cordiale, Claudio si accorge che l’involontario soccorritore è Saphir Taider. Quella persona era il mediano algerino del Bologna.

Il nostro protagonista spiega a Taider la sua esigenza di raggiungere una fermata dell’autobus ancora distante, in modo tale da prendere un mezzo fino a Porta San Felice, con la speranza che l’algerino potesse accompagnarlo in auto per qualche centinaio di metri. Ma per un calciatore che macina chilometri sul campo, cosa volete che siano pochi metri in auto. Ecco allora che con tutta la gentilezza e l’umiltà di questo mondo, Taider non solo ha accolto Claudio sulla sua vettura consentendogli di ricaricare anche il cellulare, ma lo ha accompagnato fino a destinazione: non alla fermata del bus bensì direttamente a Porta San Felice. Per Claudio, dunque, la serata stava per prendere una piega sbagliata, invece nel giro di poche ore ha assistito a un concerto all’Unipol Arena, ottenuto un passaggio da Taider, fatto amicizia con un famoso calciatore e strappato il classico selfie a suggello del tragitto in un taxi speciale. Perché i calciatori non sono solo bambini viziati senza cuore.

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