Spese eccessive e standard di ingaggi troppo alti: Saputo plumone o spendaccione?

Spese eccessive e standard di ingaggi troppo alti: Saputo plumone o spendaccione?

34 milioni di euro di monte ingaggi: le spese eccessive di Bigon

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Tra gli 11 giocatori più pagati dal Bfc (in termini di ingaggi) 9 sono acquisti di Bigon. Gli unici due fuori da questa lista sono Destro (1.8 milioni di ingaggio, preso da Corvino) e Donsah (850 mila) preso anche lui tre anni fa ma adeguato contrattualmente di recente da Bigon. Gli altri nove hanno uno stipendio medio di circa 900 mila euro a stagione, e sono tutti frutto delle idee dell’attuale direttore sportivo.

Parametrando il Bologna con altre realtà di media classifica, si evince come il club rossoblù elargisca ingaggi da top player a quasi una formazione titolare, mentre società come Cagliari, Chievo e Parma – solo per citarne alcune – hanno due o tre giocatori fuori dai parametri e poi a cascata ingaggi medi dei titolari attorno ai 500/600mila euro. Il Bologna è due spanne sopra, paga i titolari o pseudo tali quasi 200/300 mila euro in più, portando il suo monte ingaggi costantemente tra il nono e il decimo posto a fronte di piazzamenti in classifica dal dodicesimo in giù. Giusto per intenderci, Barella a Cagliari percepisce 700mila euro a stagione, da noi De Maio 800mila. Alla Samp il neo acquisto Jantko si attesta a 800mila euro, lo stesso ingaggio di Gonzalez. In sintesi, a Bologna ci sono 11 giocatori che percepiscono dagli 800mila euro in su, mentre al Parma sono 3, al Cagliari 4, al Chievo 0 (4 giocatori a 700mila). E all’Atalanta? Sono in 6 sopra gli 800mila: Gomez 1.6 milioni, Zapata 1.5 milioni, Ilicic 1 milione, Pasalic 1 milione, Rigoni 800 mila e Toloi 800 mila euro, poi gli altri che si attestano a cifre inferiori. Il totale fa 27 milioni di euro, che contro i 34 del Bologna e la differenza di risultati illustra bene come qui in Emilia si spenda piuttosto male. Se vogliamo fare una semplificazione banale, qui a Bologna si registra un ingaggio medio molto più alto rispetto alla reale posizione in classifica e che porta una asticella troppo elevata per gli attuali obiettivi del club. Per spiegarci meglio, se un giorno Bigon andasse alla ricerca di un difensore per rinforzarsi, questi andrebbe a chiedere un ingaggio alto, attorno al milione. Immaginando un possibile dialogo ‘Ciao Tizio, vorremmo prenderti a Bologna a 6/700 mila euro di ingaggio’, risposta ‘Beh, però De Maio prende 800mila, io vorrei un milioncino’. Stiamo parametrando gli ingaggi ad un livello esagerato se confrontato con le nostre competitors e che di fatto sfasa tutto verso l’alto.

E qui arriva la solita solfa sul presidente: plumone o spendaccione? Per anni ci sono state lamentele sul monte ingaggi alto del club ed effettivamente il trend è ormai consolidato e non accenna a diminuire. E allora come si fa a sostenere ciò e al tempo stesso l’esatto contrario? Cioè, se si spende troppo sugli ingaggi non si può poi mica dire che Saputo non spende…Ma si sa, Bologna è la maestra delle contraddizioni calcistiche, basti pensare a Federico Di Francesco. Bigon lo prese da un Lanciano in fase pre fallimentare a circa 1.5 milioni: subito critiche per un acquisto che si poteva fare senza spendere un euro aspettando il fallimento del club abruzzese e che comunque era riferito a un giocatore retrocesso in C. Ora, con Falcinelli non esaltante, Di Francesco è diventato un fenomeno non da cedere, o ceduto comunque sotto prezzo. In realtà, se Federico non è esploso in rossoblù un motivo ci sarà stato e non credo sia riferibile alle poche o alle troppe spese del presidente o alle decisioni del Ds. Insomma, da giocatore sopravvalutato a fenomeno solo perché l’operazione l’ha fatta un dirigente che qui piace poco (me compreso) e avvallata da un presidente accusato di braccino corto. E allora mi chiedo, perché non ridefinire Saputo un presidente ‘plumaccione’?

 

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