Spallati

Spallati

Era un derby, non un’amichevole scapoli ammogliati

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Fa discretamente freddo, piove e certe zone del campo sono più adatte ad una gara di canottaggio che ad una partita di pallone. Nell’undici iniziale ci finiscono Poli e Verdi, manca Palacio e siamo a Villa Arzilla. Andrea dura cinque minuti e Simone è palesemente fuori giri. Bene ma non benissimo. «Mister, siete stati sorpresi dalla gara veemente dei ferraresi?». «Mah, non direi…». WHAT?! Quindi non strusciare un pallone, essere arati in ogni zona del campo, non azzeccare un appoggio, passeggiare mentre gli altri corrono e una espulsione nei primi dieci minuti era un perfetto piano tattico. Ah, buono!

Loro menano, simulano e arrivano sempre prima sulla palla, sono brutti, sporchi e cattivi. Verdi prova un doppio passo, arriva Antenucci e lo stende con una badilata da dietro. Ragazzi, è così che si gioca un derby, è questo che vogliono vedere i tifosi! Invece noi siamo i soliti, spallati e con la grinta del gattino assonnato. Loro hanno fame, vogliono dare «La gioia» alla loro città, il Bologna no, che ci siano 1.800 tifosi stipati in una tribuna da mille posti, che si stia giocando una partita sentitissima, è indifferente. La grinta, la cattiveria, la determinazione sono rimaste a casa, come capita ormai da tempo. Ma il problema è che noi tifosi, quando siamo al freddo e sotto l’acqua, ci dimentichiamo le sante parole di Fenucci: «dovete aver pazienza, cresceremo piano piano, senza fretta, un punticino in più alla volta». Eh, certo…

È tutto sbagliato, brutto, freddo, bagnato e fitto a dismisura. Dopo l’espulsione il Bologna trova un minimo di assetto in campo, soffre meno, ma a centrocampo c’e “La barriera” di  Game of Thrones. Non si passa. I ferraresi, nella loro infinita pochezza, ci provano, spingono, mettono dei palloni in mezzo all’area, tirano, giocano a calcio. Poi non ci prendono, ma se hanno quella classifica lì ci sarà un motivo. Pochi giri di lancetta del secondo tempo e l’incubo diventa realtà. Adesso bisognerebbe avere una reazione, tirare fuori gli attributi e andare a manetta come fanno loro: si, ciao bello! Negli ultimi quindici minuti i padroni di casa esauriscono quelle pile che fin lì hanno funzionato al doppio della potenza, abbassano il baricentro e probabilmente gli viene pure un po’ di braccino. Sono terzultimi, do you remember? E così il Bologna riesce a superare due o tre volte la metà campo – wow! – costruendo la bellezza del nulla cosmico. Poi al minuto 94 potrebbe essere apoteosi. Il brutto, freddo, bagnato, fitto a dismisura e sbagliato, potrebbe trasformarsi in orgasmo a cielo aperto. Orsolini mette in mezzo un pallone, loro fanno quello che sanno fare in difesa e la palla finisce sui piedi del numero 10 a zero metri dalla linea di porta. Quindi anche a noi può capitare una cosa del genere, esplodere a tempo scaduto, ammutolire uno stadio festante? #maiunagioia.

 «Mister, quindi per lei il risultato è bugiardo?». «Si». WHAT? Il Bologna ha avuto l’occasione di pareggiare, ma il concetto è molto diverso dal “meritava di pareggiare”. Da quello che si è visto in campo loro hanno indiscutibilmente meritato la vittoria. Noi non abbiamo fatto un tiro in porta, «Eh, ma abbiamo giocato per ottanta minuti in inferiorità!». Vero, ma non è stata sfiga e se contro la terzultima non riesci a essere pericoloso una sola volta in novanta minuti, anche se in inferiorità, è un demerito tuo e non una scusante. Male male.

Forza Bologna, sempre! Però era un derby, non un’amichevole scapoli ammogliati.

 

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