Sicuri serva un attaccante?

Sicuri serva un attaccante?

Bologna su Sansone, Gabbiadini e Kean, ma forse il reparto da rinforzare è un altro

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Sogni proibiti di una notte di mezzo inverno. Il Bologna segue con interesse le vicissitudini di Gabbiadini e Sansone all’estero, con Kean pronto a riprendersi la Serie A lontano da Torino (e un giorno magari tornare con chance importanti): ma in tutto ciò, è davvero l’attacco il ruolo scoperto della squadra?

Per prima cosa, facciamo il punto della situazione sui tre profili. Gabbiadini è il nome che ciclicamente ritorna, il profilo più facilmente accostabile al Bologna. E proprio come un anno fa, il club rossoblù ha allacciato i contatti con l’entourage dell’ex attaccante del Napoli: questo non significa che di certo arriverà. Manolo si trova bene in Premier e vorrebbe restare, ma è ovvio che il minutaggio del prossimo mese gli indicherà il futuro: se avrà poco spazio quasi certamente tornerà in Italia, se invece giocherà con continuità resterà al Southampton. Cifre? L’ingaggio è di circa 2.5 milioni, di conseguenza alto per i parametri rossoblù, mentre per il cartellino si arriva circa a 13 ma è possibile un prestito con diritto di riscatto. Il discorso è simile per Sansone, che in questa stagione sta trovando poco spazio al ‘sottomarino giallo’. Ingaggio più o meno simile, cifra di cartellino inferiore ma comunque sostanziosa per le casse rossoblù. Su tutti e due, tra l’altro, c’è una folta concorrenza: a partire dalla Fiorentina dell’ex Pantaleo Corvino. Kean appare invece quello più accessibile, ma in questo caso sarebbe una operazione in cooperazione con la Juve che difficilmente lascerà partire il millenials a titolo definitivo.

Ora torniamo a noi, sicuri serva un attaccante? Detto che dopo le prime quattro partite, con la squadra a secco di gol, l’uscita di scena di Verdi sembrava irrecuperabile, dalla Roma in avanti il Bologna ha racchiuso tutte le reti segnate fino a qui: sono 11 in 8 partite. Si potrebbe dunque pensare che i rossoblù non abbiano poi un grave problema offensivo, al massimo sarebbe lecito supporre un nodo attorno all’utilizzo di Palacio. Spieghiamoci, a 37 anni è difficile vederlo al top per 38 partite da titolare e forse è per trovare una alternativa a lui che il Bologna sta cercando un attaccante che possa fare l’esterno o la seconda punta. Per il resto, Santander, Palacio, Orsolini, Falcinelli, Destro e Okwonkwo potrebbero disegnare un reparto migliorabile ma al completo. Dove invece la squadra continua a mostrare segnali di cedimento è nel reparto arretrato. Sono 10 gol subiti in 5 partite, media standard di 2 a gara. 2 reti sono state prese anche sabato contro la Primavera, un’amichevole certo, ma che conferma la regola. Insomma, quando si prendono due gol a gara per fare punti serve farne altrettanti o di più, roba complicata. E allora appare al momento sbagliata la teoria estiva, cioè quella di considerare i difensori rimasti del Bologna capaci di aumentare il proprio rendimento solo grazie al passaggio alla difesa a tre e con l’aggiunta di un leader di esperienza (Danilo). Forse il livello globale della difesa, salvo qualche rara eccezione, è stata ancora una volta sovrastimato, portando di fatto il Bologna a non sistemare un punto debole evidente. In sintesi, siamo proprio sicuri che la prima cosa da fare sia pensare a rinforzi offensivi? Chissà, magari anche un Ranocchia verso la scadenza di contratto là di dietro potrebbe far comodo…

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