Serve una scossa, una scintilla

Serve una scossa, una scintilla

di Gionni Forlenza

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

A sette giornate dalla fine si può certo fare un bilancio del terzo campionato in A del Bologna dal ritorno dalla Serie B. Si e’ parlato di crescita lenta e graduale nei primi tre anni per portare in sicurezza squadra e società, per ancorarla saldamente alla massima serie. Il primo anno il Bologna si e’ piazzato quattordicesimo con 42 punti e il secondo anno quindicesimo con 41 punti ergo, un punto in meno ed una posizione in meno rispetto al primo anno. In questo terzo campionato il Bologna e’ attualmente undicesimo con 35 punti. Potenzialmente si può sperare di migliorare le due stagioni precedenti ma a mio avviso, servirebbe una scossa, una scintilla. Anche qualcosa non necessariamente inerente al calcio.

Con Donadoni al timone da due anni e mezzo, a parte i primi mesi quando e’ subentrato a Delio Rossi, la squadra e’ quasi sempre apparsa apatica, piatta. A qualche buona partita, ha sempre alternato lunghi periodi poco entusiasmanti. Per chi come i tifosi vivono la propria squadra del cuore fuori dagli spogliatoi, si ha l’impressione di vedere un Bologna che vivacchia, che si accontenta del minimo garantito. Vero, tre squadre peggiori si trovano sempre a fine corsa ma la forbice tra raggiungere 42 punti e 58 punti senza necessariamente andare in Europa League (a Bologna in questi primi tre anni in A della gestione Saputo non là si può neanche nominare) è veramente ampia. Non si spiega quindi come questi tre campionati, siano stati fatti con lo stampino. 21 punti ancora disponibili non sono pochi ma calendario alla mano, io personalmente ne firmerei 7-10 non di più. Gli avversari (Juve a parte) non sono proibitivi ma a Verona, Chievo e forse Cagliari, servono punti salvezza quindi non saranno certo partite facili. Col Chievo poi, dopo tanti pareggi più o meno alla volemose bene, non vogliamo fare un altro pari?! A meno che non si verifichi casualmente una scossa, una scintilla, qualcosa che possa accendere gli entusiasmi dei giocatori e della piazza per un finale multicolor e non in bianco e nero. Prendiamo il Torino. Il sabato di Pasqua, era decimo a 36 punti e il Bologna a fine primo tempo battendo la Roma 1-0, si trovava momentaneamente decimo a 37 punti. Il Toro probabilmente, ha trovato in questo momentaneo pericolo la scossa per prendere il largo e fare 9 punti nelle ultime 3 partite realizzando 9 gol e subendone 1 solo. Prima di allora, i granata sembravano come il Bologna, prigionieri delle proprie paure. Vogliamo poi parlare della Fiorentina che prima del lutto per la prematura scomparsa di Davide Astori viaggiava tra l’anonimato? Dopo il 4 marzo, la squadra viola ha vinto tutte le partite. Insomma, senza andare a scomodare particolari estremi, servirebbe anche da queste parti  qualcosa che possa rendere meno insipido il finale di campionato dei rossoblu. Non è certo un ritiro prolungato la scintilla giusta. Già 45 punti sarebbero meglio di 41 e il prossimo anno, migliorare ulteriormente, significherebbe avvicinarsi ai 50 punti. Entro i tre prossimi campionati, c’è stato promesso di lottare per un posto in Europa League. Si, l’ho scritto!

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