Save Pippo

Save Pippo

E’ il momento della massima unità attorno al mister: a Verona una delle partite più delicate del recente periodo

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Cominciano ad agitarsi le voci attorno alla panchina di Pippo Inzaghi, non ultimo l’avvistamento di Cesare Prandelli nei pressi di Casteldebole. Ma si sa, al Bologna lavora il figlio e il due più due può avere una semplice spiegazione. Rimesso a posto l’ex c.t. (fuori dal giro da un po’, forse non l’allenatore ideale a cui affidarsi per salvare una squadra) in vista di Verona servirebbe l’assoluta unità attorno al mister: domenica è la partita più delicata degli ultimi anni.

Bene ha fatto Fenucci ha spendere parole chiare su Inzaghi – ‘massima fiducia in lui’, il commento dell’amministratore delegato – di fatto blindandolo nel giorno in cui cominciavano a rimbalzare le voci. Certo, a volte le prese di posizione dei dirigenti vengono smentite dai fatti pochi giorni dopo, ma qui siamo di fronte all’allenatore che proprio l’amministratore delegato ha scelto. Sul finire dell’inverno c’era in ballo De Zerbi, incontrato dal Bologna e da Fenucci (nominativo di sponda bigoniana) poi alla fine c’è stata la virata su Inzaghi, nome ‘fenucciano’. Insomma, il comandante in capo di Casteldebole ha messo l’ultima parola. Ecco allora che la sua difesa verso il tecnico assume una rilevanza ancora maggiore. Soprattutto, nella settimana più delicata possibile a livello mentale, è necessario mantenere la barra dritta: arrivare a Verona divisi, spaccati anche sulla figura del mister scelto per portare quel ‘fire and desire’ che non aveva Donadoni, sarebbe la catastrofe. Il Bologna è più forte del Chievo e questa superiorità dovrà portarla in campo, ma senza unità si rischia di diventare una armata Brancaleone nel vero senso della parola. Reagire alla scoppola contro l’Atalanta non è facile di suo, farlo con i dubbi sull’allenatore, il vortice di rumors e presunte frizioni rende tutto più complicato. E se a Casteldebole qualcuno ha dubbi su Pippo se li faccia passare, attendendo semplicemente che alle prestazioni in netta crescita vengano affiancati anche i risultati. A partire proprio da Verona, partita facile solo sulla carta.

Non solo, stride in queste ore l’attacco verso Inzaghi, reo di raccontare favole nei vari post partita, di aver prodotto un Bologna poco meritevole contro l’Atalanta – come se li avessero presi a pallate senza un domani – e di appellarsi un po’ troppo alla sfortuna. In sintesi, dalle critiche al proprietario che non spende, passando per quelle alla dirigenza incapace, si è finiti sull’allenatore. Ormai non si capisce nemmeno più se Inzaghi sia bravo ma limitato da un materiale tecnico povero, oppure scarso in mezzo agli scarsi. Non si ricordano, però, certe attenzioni verso alcune conferenza stampa di allenatori precedenti…Ma il discorso non è questo. Inzaghi è l’allenatore del Bologna, l’uomo preso per riportare entusiasmo in una città ormai impegnata a fare la guerra di opinione, e ora non sarebbe il momento di metterlo in discussione. C’è il Chievo, la madre di tutte le partite da vincere, e il resto di una stagione che è meglio proseguire con l’attuale tecnico. Siamo al ‘save Pippo’.

ps: molto sottotraccia sono passate le parole del Pipu Gonzalez nel post partita. Il costaricano più di una volta ha sostenuto come quest’anno il Bologna sia più squadra rispetto al passato, sottolineando tra le righe il fatto che Inzaghi stia riuscendo a tenere tutti sulla corda senza dimenticare nessuno. ‘L’anno scorso, per come si è svolto il campionato, non tutti hanno avuto la possibilità di giocare‘, il commento del Pipu…

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