Santi subito, senza VARietà

Santi subito, senza VARietà

Dignitoso Bologna a Torino, fermato da un autogol, una uscita a farfalle e da un Var che non fa il Var: nessuna novità all’orizzonte, il tifoso del Bologna è un santo

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Non ci sarebbe bisogno di commentare Juve-Bologna, bastano le immagini. Donadoni parte con una formazione rivoluzionaria, una di quelle che a fine partita ti possono rendere un genio o un pazzo. Per 45 minuti prevale la prima, su tutto il resto prevale il Var.

La prima frazione sembra indirizzarsi verso il 5 maggio juventino. Juve imbambolata, Bologna attivo, volitivo, ben presente in campo. Quando poi Irrati fischia un penalty agli ospiti nello stadio meno battuto della storia, qualche sospetto che possa essere la nostra serata ti viene. Verdi tra l’altro segna e porta avanti il Bologna, ma non arriva comunque una espulsione che pure i solerti opinionisti di Sky certificano. D’altronde non si può chiedere troppo. Tra l’altro, il primo tempo fila abbastanza liscio, con un Bologna con mezza squadra fuori che regge fantasticamente: sembra la nostra giornata.

Nella ripresa, però, Allegri mette Douglas Costa e comincia a salire la paura, ma quando Cuadrado crolla in area e reclama e Irrati non sta a sentire, la sensazione che stavolta possa finire bene c’è. Dura poco. Tempo una stincata di De Maio nella propria porta: qua crolla tutto, si capisce che alla fine perderemo. Lo si capisce ancora meglio poco dopo quando Mirante esce a farfalle e Khedira segna con un fallo su Keita, il Var chiaramente mica interviene…Manca un rosso alla Juve, il 2-1 è irregolare: cosa è cambiato? Non è cambiato nemmeno il Bologna, spesso dignitoso ma talmente sadico da farsi tre gol da solo. Pure l’ultimo, in cui Torosidis in netto vantaggio su Douglas Costa si fa superare saltando un foglio di carta velina. Game over. Resta, dunque, la santità dei tifosi rossoblù, sempre pronti a trepidare e tifare ogni maledetta domenica, ma sempre cornuti e mazziati, perché anche quando sembra andare bene alla fine arriva la stangata. Che sia un arbitro, un autogol, una uscita sciagurata, un rimpallo, un asteroide. I tifosi del Bologna non possono godere, pare un editto bulgaro di qualche santità extraterrestre. Rimane ancora una volta rammarico, forse nemmeno più incazzatura, perché ormai l’abitudine alla sconfitta pare evidente: 19 in campionato, 50 di Donadoni in 106 partite in rossoblù. Niente di nuovo sotto il sole, anzi sotto i riflettori: il campionato sta per finire, meno male…

 

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