Salvezza mai a rischio, ora si testino i giovani senza guardare ai punti

Salvezza mai a rischio, ora si testino i giovani senza guardare ai punti

Buon Bologna nel primo tempo, poi il calo della ripresa: vittoria meritata contro una squadra nettamente più debole. Ora lavorare con lungimiranza senza attaccarsi al punteggio

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Destro, Palacio e Verdi possono giocare assieme. Ce lo ha detto la partita di oggi in cui nessuno ha fatto mancare il proprio apporto in fase difensiva e il Bologna ha vinto con merito. Insomma, Donadoni ha schierato tutto il suo potenziale offensivo nel match che ha chiuso a doppia mandata la salvezza (sempre che fosse a rischio). Ottimo primo tempo, con quattro palle gol create e un Nicolas tra i migiori, ma anche solo aver rischiato di pareggiarla nel secondo fa capire che la continuità di gioco è un’altra cosa. Lee su cui Mirante ha messo la manona, Fares che sibila il palo e Romulo che spreca dopo pochi minuti: aver concesso tre nitide palle gol alla peggior squadra della Serie A conferma il fatto che i rossoblù giocano all’incirca, quando va bene, 30 minuti di buon calcio. L’autonomia è quella lì.

Sicuramente ha inciso la sostituzione di Pulgar, giusta per evitare l’espulsione, per far posto a Crisetig che ha evidentemente patito la mancanza del ritmo partita, un cambio che ha privato i rossoblù di un perno imprescindibile per una squadra molto fragile sotto il profilo della tenuta alla lunga distanza. Restano dunque i tre punti che chiudono la salvezza, come se la nave non rischiasse di andare in porto con questo livello, confermato sia dal Crotone settimana scorsa e soprattutto dall’Hellas oggi, ma resta anche un secondo tempo bruttino che di fatto ha sporcato un match che si era messo bene. Ma più che sulla partita, in cui la squadra più forte ha vinto, occorre guardare al futuro. Con la salvezza in ghiaccio sarebbe importante da qui in avanti sperimentare nuove soluzioni, produrre qualcosa di diverso rispetto a quanto visto fino a qui, magari dando fiducia ai giocatori giovani della squadra come gli Orsolini e i Di Francesco anche a costo di privarsi del 36enne Palacio che probabilmente non rimarrà il prossimo anno. Con due esterni di corsa come questi non sarebbe impossibile schierarli con Verdi e Destro di punta, cercando maggiore produzione offensiva, maggiori idee, maggior divertimento inteso come maggior espressione calcistica della squadra. Dentro tutti i futuribili, Mbaye, Pulgar, Di Francesco, Orsolini, Verdi e Destro per iniziare concretamente a dare struttura a chi rimarrà il prossimo anno e al tempo stesso produrre una effettiva crescita ed eventuali plusvalenze. Mancano 7 partite e siccome il match point è stato chiuso si può giocare un po’ di più per lo spettacolo: a meno che la permanenza di Donadoni non dipenda dal solito punto in più o punto in meno…

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy