Salvata almeno la faccia

Salvata almeno la faccia

Orsolini salva un Bologna timoroso, salvata solo la faccia. Rivedibile il 3-5-2 e la direzione di Orsato

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Piuttosto che perdere, meglio pareggiare…Il 2-2 può essere visto come un punto non da sottovalutare considerando come si era messa e i risultati delle rivali. Sembra incredibile ma il Bologna è ancora fuori dalla zona retrocessione e forse Inzaghi ha salvato la sua panchina.

Resta però una bruttissima partita, devastati da un Kyine in versione Messi e salvati non solo da Orsolini ma anche dalla evidente debolezza del Chievo privo di 6-7 titolari. Appare quasi inutile analizzare un match che il Bologna aveva per le mani alla vigilia,  dopo un minuto col gol di Santander, ma che incredibilmente stava perdendo e ha rischiato di perdere al novantesimo. Meglio tenersi il puntaccio che tiene la squadra di Inzaghi fuori dalle ultime tre con un punto di vantaggio sulle pericolanti. Poco da salvare, di fatto Orsolini, Santander e il cambio modulo. Il 3-5-2 continua a mostrare il fianco, la squadra patisce dietro e non trova pericolosità davanti, fermo restando che la media di 2 gol a partita è maturata un po’ con tutti gli schemi provati. Ma appare evidente come la linea a quattro sia ora preferibile, ha portato alla rimonta con Toro e Chievo e al momentaneo vantaggio col Sassuolo. Inzaghi ha due settimane di tempo per pensarci bene. A proposito di Pippo, l’impressione è che all’intervallo fosse sul filo del rasoio con la squadra sotto, mentre al novantesimo col pari si è salvato. Ora, però, dovrà in qualche modo produrre una svolta positiva e definitiva.

Chiudo con un pensiero su Orsato, forse il miglior arbitro italiano. Prestazione, per me, insufficiente. Detto che il rigore è dubbio, il mani di De Roon domenica scorsa non è stato sanzionato, mentre in questa giornata sono stati puniti sia Mancini che Calabresi. Rigori a corrente alternata. Poi gli altri episodi. Helander ammonito per fallo in contrasto aereo su Meggiorini, la stessa situazione dello scontro Bani-Santander con il clivense già ammonito che se la cava agilmente con un semplice fallo. Altra ammonizione mancata, Kyine, già con un giallo a carico, trattiene Poli sulla fascia su una situazione potenzialmente pericolosa. Anche qui niente rosso. Poi la lotta a centrocampo, in cui Orsato giustamente prova un metro all’inglese ma quando ci sono dei falli vanno fischiati. Chiedere a Svanberg. Sottolineato ciò, eviterei di trovare giustificazioni alla prestazione del Bologna. La squadra ha giocato male e ha dato l’impressione di salvarsi per il rotto della cuffia contro una squadra già retrocessa. Due settimane per riflettere e ripartire. Serve arrivare a gennaio il prima possibile ancora in corsa, poi cercare le giuste contromisure sul mercato.

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  1. adelmoparis - 4 settimane fa

    Di salvare la faccia m’interessa poco, al contrario sono molto favorevole a salvarci tout court, una retrocessione la digerisco a fatica, lascia l’amaro in bocca e un alito d’aglio.
    Buono l’inizio, col pressing che non lasciava respirare i clivensi e l’opportunità di raddoppiare, poi le amnesie della difesa, sempre a destra, dove Kiyine sembrava Bale davanti ad un M’baye da interregionale, tunnelizzato due volte e spesso fuori posizione, costringendo Calabresi ad annaspare. Ho acceso un cero a Sant’Espedito affinché Mattiello si ristabilisca velocemente.
    Per quanto riguarda il modulo è lecito domandarsi come mai il 352 venisse prima tacciato di essere efficace in difesa ma per nulla incisivo in attacco, mentre ora si va sostenendo l’esatto contrario. E’ un mistero gaudioso, come mi è misterioso come si parli di un 433, quando in campo la squadra si è schierata con un 442 adattato, con entrambi gli esterni (Svanberg e Orsolini) col piede invertito, cosa che, col 442, non mi piace molto, ed il fatto che non mi piaccia non interessa granché, l’importante sarebbe che producesse risultato, ma quello che mi è piaciuto di meno è la distanza (sempre nel 442) tra le linee, proprio nel momento in cui Birsa poteva giocarci in mezzo.
    Alla fine dei conti un punto portato a casa è meglio che niente, ci lascia un po’ di tempo per pensare e risistemare tutto, per poi bastonare quei barbari che stanno di là dall’appennino, sacrificarli come martiri sull’altare del Dall’Ara

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