Rivoluzione o puntelli? Comunque fai sbagli

Rivoluzione o puntelli? Comunque fai sbagli

Bigon verso l’ennesima rivoluzione o il mercato si chiuderà con qualche puntello titolare? In ogni modo come farà sbaglierà

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Può essere una rivoluzione, oppure solo mezza. Ovvero 4 puntelli titolari, togliendo di mezzo gli esuberi e provando a rinforzare le riserve, ma in ogni caso Bigon sarà sotto osservazione.

Messo dentro il portiere Skorupski e l’attaccante Santander, Bigon lavora ad altri rinforzi in attacco valutando cosa ha in casa e cosa chiede Inzaghi per il suo 3-5-2. E allora sale agli onori della cronaca il possibile scambio, con conguaglio, tra Federico Di Francesco e Diego Falcinelli. Guardandoci con occhio molto generale, l’operazione può non essere molto allettante: via un 1994, dentro un 1991 che fino a qui non ha di certo segnato valanghe di gol. Ma andando a scavare si capisce che probabilmente Federico Di Francesco a Bologna non ha tanto futuro. Nel 3-5-2, francamente, non avrebbe il suo spazio tattico preferito, un collocamento a lui ideale e che possa valorizzarlo rendendolo di fatto una corposissima plusvalenza. Lo è già, pagato 1.5 valutato tra 8 e 10, ma dopo due anni onestamente ci si aspettava di più.

Nell’estate 2016 Federico Di Francesco veniva considerato il vero fiore all’occhiello della campagna acquisti, mentre Simone Verdi veniva di fatto calcolato, come si dice a Bologna, di ‘striscio’. Se due anni fa aveste chiesto chi sarebbe stato valutato 20 e passa milioni nel 2018 in tanti avrebbero risposto Di Francesco. E allora cosa non è andato? Cosa porta il Bologna a sacrificarlo? Dopo una prima discreta stagione, Federico ha patito la ‘terzininazzione’ di Roberto Donadoni, portandolo di fatto ad occuparsi della fase difensiva e poco o nulla di quella offensiva, con relativo crollo del numero di gol segnati. Svalutato, senza particolari dubbi. O mai realmente sbocciato, per intenderci. Ancora oggi Federico è a mezza via tra il giocatore affermato e quello ancora in rampa di lancio. E’ una via di mezzo, inoltre, che necessita di una svolta per la sua carriera, e nel 3-5-2 di Inzaghi obiettivamente il rischio sarebbe stato quello di continuare su questo andazzo. E allora, se il Bologna trova in Falcinelli un attaccante che soddisfa i requisiti di Inzaghi per il 3-5-2 e lo stesso Di Francesco pensa che a Sassuolo con De Zerbi possa rinascere, diventa difficile bloccare una operazione non affascinante ma funzionale.

Già questo, carpendo l’umore dei social, ormai sempre più valvola di sfogo, ha incrinato nuovamente la posizione di Bigon. Male con Santander (chi è? costa troppo!), benissimo con Skorupski (gran presa!) di nuovo male ora con questo scambio col Sassuolo perché Di Francesco non si tocca. Sì, vero, non si tocca, ma in un 4-3-3 magari in coppia con Orsolini, una soluzione che avrebbe però prodotto sonore critiche perché il Bologna, in quel caso, non avrebbe sostituito Verdi. E allora spazio a nuove idee, forse una nuova rivoluzione, perché Donadoni ha lasciato un parco giocatori del Bologna per larghi tratti svalutato e di certo sacrificato alla faticosa conduzione della nave in porto. Ma in ogni caso, siccome servono i ‘zugadùr’, una mezza rivoluzione dovrebbe anche essere accettata dalla critica (anche se io non la farei). Invece no, come al solito no. Come fai sbagli, a prescindere. E comunque ci sono le indicazioni di Inzaghi, che stanno producendo queste scelte di mercato. Non era esattamente quello che si chiedeva? Ovvero un allenatore che non subisse le scelte altrui?

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