Rischio retrocessione

Rischio retrocessione

Dalle stelle alle stalle, dall’Europa alla retrocessione: è un Bologna già spacciato con la risalita delle ultime della classe.

La doppietta di Cuadrado e il gol di Ilicic hanno sostanzialmente condannato il Bologna alla retrocessione. Mancano tre giornate alla fine e solo un miracolo potrebbe consentire ai rossoblù di mantenere la massima serie, la Fiorentina oggi è stata troppo forte. Il Bologna ha retto un tempo, poi una volta passato in svantaggio si è liquefatto come neve al sole. Antonsson e Natali non hanno retto la velocità degli avanti viola, Krhin in mediana non è riuscito a fornire una adeguata regia, Lazaros ci ha provato ma ha predicato nel deserto e l’inserimento di Cristaldo non è servito a ristabilire la parità. Il Bologna di Guaraldi rischia la B e il fallimento.

No, non mi sono sbagliato e non mi sono infilato in una macchina del tempo per tornare a quell’orribile periodo, ma di certo leggendo e sondando l’umore generale della città sembra di essere ripiombati indietro di tre anni. Il progetto di Saputo è lacunoso, il Bologna vivacchia malamente nei bassifondi della classifica, da dietro risalgono, il mercato è stato largamente insufficiente: insomma, si rischia di retrocedere. Non ci sono novità, parliamoci chiaro, la città è in preda agli umori calcistici, se si vince si è fenomeni se si perde brocchi. E’ bastato qualche pareggio, qualche scialba prestazione, per rimettere di nuovo tutto in discussione. Il Bologna piaceva e ora non piace più. Ma era prevedibile, un ciclo duro del calendario si è palesato davanti ad una squadra in emergenza e sperare di mantenere le medie di avvio stagione era impensabile. O meglio, a livello di qualità del gioco è così, mentre è bene ricordare come i rossoblù potrebbero essere a quota 18 se determinati arbitraggi non lo avessero privato di qualche vittoria qua e là. I titoloni ora dedicati all’Atalanta sarebbero spartiti con il Bologna.

Meglio invece prendersela con un Bologna incerottato perché incapace di produrre gioco e gol, meglio prendersela con il presidente che non ‘caccia’ fuori i soldi per la squadra, meglio prendersela con il mercato insufficiente e meglio prendersela con l’allenatore perché troppo fossilizzato su un modulo. Aveva ragione Porelli quando diceva che anche lo champagne a Bologna sa di tappo, perché il Bfc di Saputo non sarà scintillante ma non è nemmeno quello impresentabile di alcune gestioni precedenti. Tenetevi gli Ibson, i Friberg, i Ballardini e i Guaraldi che io mi tengo Saputo, e quando avremo uno stadio nuovo e saremo protagonisti in Europa anche voi vi divertirete. Almeno si spera…

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