Riflessi incondizionati

Riflessi incondizionati

Saputo parla dei Montreal Impact e critica l’amministrazione comunale canadese, ma perché questo dovrebbe avere un riflesso sul Bologna?

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Un cataclisma. Saputo critica la propria gestione degli Impact (in perdita e sostanzialmente non in crescita nonostante una esperienza di vent’anni) e di riflesso Bologna cade nel panico. Non solo, il chairman si scaglia contro le istituzioni canadesi e di riflesso si ipotizza un principio di rottura anche con l’amministrazione comunale bolognese. In realtà, per prima cosa, bisognerebbe comprendere che Montreal Impact e Bologna Fc sono due società diverse, con due ricavi diversi e con due bilanci diversi.

Da sempre, il presidente aveva in mente per il Bologna un aspetto principale e fondamentale: farlo camminare sulle proprie gambe. Questo, per definizione, prevede una certa oculatezza negli investimenti. In sintesi: Saputo non vuole svenarsi. Detto fatto, dopo il primo innesto di risorse per andare in A e costruire una base tecnica per la massima serie, si è andati avanti con le plusvalenze cercando di rendere il Bologna il più autonomo possibile rispetto alle risorse della famiglia canadese. E allora, se Saputo ipotizza un passo indietro sui Montreal Impact, perché mai questo dovrebbe ripercuotersi su una società che già da tempo naviga verso l’autosostentamento?

Il passo indietro di Saputo sugli Impact, inoltre, non si riferisce ad una cessione del club o di una parte di quote di esso, si tratta semplicemente di autocritica. In sostanza, il chairman vuole portare a Montreal le stesse modalità di gestione che ci sono a Bologna: passare dietro le quinte e affidare tutto a un manager. Come Fenucci nel Bfc 1909. Per quale motivo? Perché probabilmente Saputo ha capito i propri errori e cerca di cambiare rotta, vedendo semmai Bologna come un modello e non una realtà da ridimensionare. Questa teoria è stata ribadita oggi da Anthony Lizzi, uno dei referenti della curva del Saputo Stadium, a Radio1909.it. La ‘fonte’ canadese ha avuto modo di parlare direttamente con Saputo nelle ultime ore, ricavando la seguente informazione: il presidente cerca partner commerciali, non acquirenti del club, tanto da aver già stanziato un budget per il prossimo mercato degli Impact. Non solo, Lizzi ha parlato proprio con il chairman delle sue esternazioni canadesi in relazione al futuro del Bologna, e la risposta è stata chiara: “Io ho menzionato il Bologna una volta sola – avrebbe affermato Saputo, secondo la ricostruzione di Lizzi – Non capisco perché in Italia siano state accolte così le mie parole sugli Impact, le due società sono entità autonome e differenti, non sono collegate. Ciò che succede qui è completamente diverso da ciò che succede là”.

Ora, se si prende coscienza di questo, si comprende come una notizia giornalistica importante (le dichiarazioni di Saputo) sia stata però interpretata in maniera forse eccessiva nei contenuti. Ciò non significa che un giorno Saputo non possa cedere effettivamente il Bologna a un acquirente, ma semplicemente che le sue dichiarazioni canadesi non hanno oggi una diretta correlazione con i programmi a medio termine del Bologna. Ovvio, tutto questo non impedisce alla stampa e alla critica di mettere l’accento sui non esaltanti risultati sportivi dell’ultimo periodo – ed è corretto farlo – però resta il piano strategico di base che sul Bologna non cambia. Autosostentamento ci era stato promesso e autosostentamento sarà. Ma con una differenza: se la squadra rischierà a gennaio si farà tutto il necessario per salvarsi. Questo è il dato che emerge dalle indiscrezioni giornalistiche degli ultimi giorni e dall’intervista dell’amministratore delegato Fenucci. Ciò che invece, ad oggi, non sussiste è il riflesso incondizionato che dal Canada dovrebbe portare a un terremoto a Bologna. Forza e coraggio, c’è una partita contro il Toro da affrontare e quello che succede agli Impact è un problema degli Impact: abbiamo già abbastanza difetti a Bologna senza che ci si debba accollare pure quelli di Montreal…

 

 

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