Ricomincio da zero o ricomincio da tre?

Ricomincio da zero o ricomincio da tre?

di Gionni Forlenza

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Siamo arrivati alla resa dei conti! Il Bologna chiuderà il terzo campionato di serie A più o meno con lo stesso punteggio degli altri due campionati, e cioè tra 41 e 43 punti. Tre campionati consecutivi con lo stampino il Bologna, nella sua ultra centenaria storia, non li aveva mai fatti. Mai poi e poi mai si sarebbe ipotizzato un triennio del genere con una gestione come quella ricca o se preferite straricca di Saputo.

Tre lunghissimi campionati dove si ha l’impressione di aver perso tre anni. Si, perché i giovani sono stati valorizzati poco e quei pochi che sono stati valorizzati rischiano di partire per fare cassa e per non perderli, magari a parametro zero, qualora non dovessero rinnovare. Si era parlato dopo la promozione dalla B di tre anni per mettere in sicurezza il club e questo e’ stato fatto. Il Bologna in questi tre anni, a parte all’inizio quando la squadra non era ancora stata completata, non ha mai rischiato la retrocessione. Però e’ mancato nel corso di queste tre stagioni una crescita che sarebbe stata fisiologica, già per il fatto di avere una società alle spalle solida. Invece questa crescita non si e’ vista. A gironi di andata confortanti, hanno fatto seguito gironi di ritorno da retrocessione. Come se la mancanza di obiettivi abbiano sempre fatto pendere la bilancia verso un’apatia collettiva.

Ora i tifosi continuano ad applaudire Saputo. Sono consapevoli che ha messo nelle casse rossoblu più di 100 milioni di euro e questo per la tifoseria lo fa vivere di rendita e si continua quindi a ringraziarlo ad oltranza. Scaduti i tre anni di messa in sicurezza della società, si era però anche detto che ci sarebbe stato un ulteriore salto in avanti per migliorare il club. Aldilà dello stadio nuovo o da ristrutturare, ad oggi non e’ ancora dato di sapere quando inizieranno i lavori, il charman canadese deve mai come ora dimostrare di aver la forza economica che dispone. Ha senso cedere i migliori per ricominciare da zero? Con giocatori che non saranno mai rimpiazzati al meglio e che poi dovranno creare un nuovo ciclo? Una presidenza danarosa blinda Verdi, gli rinnova il contratto fino al 2023 dando un segnale forte e chiaro alla piazza e gli adegua l’ingaggio da seicentomila a un milione e duecentomila per la gioia del giocatore di Broni, che a Bologna sta da Dio, dei tifosi e di Donadoni, che qualora dovesse restare, lo farà a determinate garanzie. Di ricevere mugugni non ne ha più voglia. Saputo e’ ad un bivio. O cede Simone per realizzare la più alta cifra nella storia del Bologna, quei 25-30 milioni per poi reinvestirli in 3-4 giocatori che, come detto, non cambierebbero la vita a questa squadra, oppure si trattiene Verdi per farlo diventare giocatore simbolo per almeno un lustro. A Saputo e a Bigon questa emblematica scelta, partendo da due considerazioni: Simone Verdi per tanti svariati motivi sta benissimo a Bologna e con un progetto serio resterebbe e Fenucci poco tempo fa, ad una nota trasmissione sportiva locale, ha affermato che il Bologna a bilancio e’ messo bene e che non ha bisogno di rientrare.

Donadoni ricomincerebbe da tre come nel film di Troisi e cioè con Pulgar, Palacio e Verdi. A questi si aggiungerebbero il confermatissimo Poli, un paio di difensori a scelta di Donadoni e un portiere tra Da Costa e Mirante. Sul resto Mbaye andrebbe tenuto con Orsolini (ha ancora un anno di prestito) e Keita, molto veloce ed educato tatticamente e dotato di discreta tecnica. Avanti. Crisetig ha dimostrato di poterci stare in questo gruppo e se la giocherebbe in mediana con Pulgar, l’altra soluzione sarebbe il cileno centrale di difesa e Crisetig in regia. Trattenendo Verdi, si farebbe cassa con le cessioni di Donsah, Masina – al momento non rinnova – Destro, Di Francesco Krejci. Petkovic lo si lascia partire al migliore offerente mentre e’ da trattenere Okwonkwo, giocatore che a mio avviso ha ancora tanti margini di miglioramento. A questo punto, da queste cessioni non si prenderebbero i 30 di Verdi (6 poi andrebbero al Milan) ma sufficienti per acquistare un bel difensore centrale e un centrocampista di peso, un giocatore discretamente tecnico ma soprattutto fisico. Poi farei un’operazione giovani. 4-5 giocatori presi a pochissimo con la speranza che un paio diventino buoni. Operazione simile al 2008 con Coelho, Rodriguez e Britos tanto per fare un esempio. Come diceva il povero Marino Perani, Dall’Ara ogni anno cedeva il giocatore che gli era piaciuto meno e lo sostituiva con uno più forte. Dopo qualche anno, si ritrovo’ con una squadra da scudetto e coppe europee. Cedendo sempre i migliori, si fa cassa ma si ricomincia da zero. Concludo facendo le mie più sentite condoglianze ai familiari, parenti e amici di Oddone Nordio, scomparso all’età di 79 anni. Quelle volte che ci ho parlato, non l’ho mai visto triste. Sempre ironico e sorridente. Continuerai da lassù da giornalista a scrivere per il tuo amato Bologna.

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