Realtà distorta, ma le statistiche non mentono

Realtà distorta, ma le statistiche non mentono

Criticare Donadoni non significa salvare la società, ma purtroppo è il messaggio che inopinatamente passa da diverse settimane. Sul resto parlano i numeri…

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

E’ abbastanza incredibile che a Bologna non si possa più muovere una critica verso l’allenatore senza il rischio di passare per estremi difensori della società. E’ un messaggio sostanzialmente sbagliato a meno che non si considerino gli acquisti di Bigon eccellenti, ma non è questo il caso…

Passiamo allora ai dati statistici. Le sconfitte di Donadoni sono 46 su 98 partite, un dato che continua a consolidarsi con più passa il tempo (soprattutto se si considerano i primi tre mesi del tecnico, quelli da media europea). In campionato sono 15 sconfitte su 28, di queste 7 in casa. Dall’altro lato, gli acquisti di Bigon, ovvero spese senza costrutto per i De Maio, Falletti e Aventatti: insomma, è il comparto tecnico ad essere in palese difficoltà. Ma andiamo oltre. Spesso viene ripetuto da tanti che il Bologna vale la sua posizione di classifica, né più né meno. Ammesso e non concesso che si possa essere d’accordo, i rossoblù in stagione si sono comportati da 12esimo posto? Spieghiamoci con una domanda: il Bologna in stagione come ha vinto le partite che lo hanno tolto dalla lotta salvezza? Ricordate Benevento all’andata, il Sassuolo a Reggio, le due vittorie di Verona, il Benevento e il Sassuolo al ritorno: tutte partite vinte giocando sostanzialmente male, decise più o meno da colpi estemporanei, giocate del singolo, episodi anche fortunati come la scivolata di Cacciatore. Bene, se il Bologna vale il 12esimo posto perché ha fatto così fatica a battere squadre nettamente inferiori? A livello di qualità più che il 12esimo la squadra sembra valere uno striminzito 16esimo, vista la costante crisi di gioco e la costante fatica a battere squadre allora in crisi profonda. E allora non è che forse il Bologna sta esprimendo un gioco al di sotto delle proprie possibilità (pur basse che siano)? L’altra conferma arriva dalle statistiche di squadra (tra queste cross, conclusioni a rete, ecc.) che vedono il Bologna malinconicamente agli ultimi posti, segno che forse l’espressione calcistica rossoblù non è nemmeno nei parametri del 12esimo posto. Ecco allora che muovere critiche a Donadoni non significa salvare gli altri, piuttosto valutare un Bologna dato da tanti con un valore attestabile attorno alle metà classifica ma che in realtà si esprime da bassifondi.

Adesso tocca a Saputo. Paradossalmente, è stato un bene che il presidente abbia visto con i suoi occhi le ultime due partite: avrà percepito il malumore del pubblico e la devastante debolezza di ciò che mette in mostra il comparto tecnico. Potrà fare le valutazioni del caso in ottica futura, cioè l’impellente necessità di cambiare radicalmente rotta nelle prossime stagioni. E, per sgombrare il campo da equivoci, vale per l’allenatore e per la società. Serve una scossa, stavolta per davvero, perché chiaramente questo Bologna non vale il settimo posto, ma per come gioca non vale nemmeno il 12esimo pur avendo una rosa superiore ad altre squadre. E’ la dura realtà illustrata in maniera aderente dalle statistiche.

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