Quell’analisi che non c’è

Quell’analisi che non c’è

Quasi il 50% di sconfitte da due anni a questa parte, ma per l’allenatore non è necessario analizzare il problema…

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Mi duole tornare sull’argomento Donadoni, quando invece sarebbe necessario pensare all’Inter e all’ennesima squadra che il Bologna rischia di rivitalizzare, ma proprio perché non c’è riflessione sull’allarmante dato di sconfitte credo sia corretto rimanere sul punto.

43 sconfitte in 93 partite non trovano una analisi da parte del tecnico sui problemi della squadra, indipendentemente da chi sia composta. Sono passati tanti giocatori in questo ciclo ma statisticamente parlando il dato prosegue sul solco creato. ‘Non sto ad analizzare il problema’, ha affermato Donadoni. Se non lo fa il responsabile tecnico della squadra chi dovrebbe farlo? Populismo calcistico spiccio, mi perdonerete, ma a volte può servire per far comprendere la gravità della situazione. Sì, perché a volte in conferenza stampa si possono pronunciare frasi che diano una scossa, che risveglino sentimenti e riscatto, sia nei giocatori che nel tifo. Insomma, il Donadoni pensiero spesso è basato sulla non risposta alle domande, anzi induce i giornalisti ad auto-rispondersi per poi criticare lui stesso la risposta. Esempi? ‘Mister, mi spiega i motivi della sostituzione di Destro?’, ‘Chi dovevo togliere?’, ‘Ma forse Palacio‘, ‘No anche se ci fosse stato Destro…’ ecc.

Inoltre, resta la solita propensione a valutare un match evidenziando ciò che i suoi giocatori non avrebbero fatto in campo. Manca sempre incisività, cattiveria. Mi pare troppo riduttivo. Poli è sempre ammonito, gli esterni corrono avanti e indietro a perdi fiato, Donsah contro la viola effettua un tackle in scivolata su Biraghi che se lo prende gli spezza una caviglia. E non ci sarebbe cattiveria…’Sui cross di Orsolini serviva più determinazione’, altro ritornello spesso ripetuto. E se magari il problema fosse il tempismo dell’inserimento? Un aspetto che Destro possiede mentre Palacio e Donsah no? Ma non è questo il punto, bensì il fatto che mai Donadoni manda un messaggio distensivo alla squadra, assumendosi le responsabilità di qualche sconfitta come allenatori più quotati fanno. Esempi? Conte ieri sera. Si può pensare che un giocatore possa essere più stimolato se vede un allenatore che gli toglie pressione invece di evidenziarne costantemente gli errori? Per non parlare di alcune sostituzioni dai contorni punitivi…Poi i tifosi, che già vedono uno spettacolo a tratti censurabile, assorbono decine di sconfitte e si sentono anche ripetere da due anni le stesse parole senza che nessuno provi a chiedere almeno scusa per le statistiche interne. Pubblicamente nessuno analizza, sia sugli aspetti di campo e di rendimento della squadra, sia sul resto. Ci avviamo verso a Milano consapevoli che sabato Donadoni dirà che tipo di atteggiamento servirà a San Siro, mentre domenica continuerà a sottolineare ciò che è mancato: ovvero esattamente quello che aveva chiesto 24 ore prima.

 

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