Quali elementi abbiamo per giudicare il Bologna

Quali elementi abbiamo per giudicare il Bologna

Ottimisti, realisti, pessimisti, critici, da Roma in poi per alcuni il Bologna è lacunoso mentre per altri da decimo posto: ma su quali elementi vengono basati i giudizi?

Il mondo bolognese è diviso, 4 punti in 7 partite hanno dato fiato alle tesi dei più critici – gli stessi del ‘si parte poi sempre da zero a zero’ – mentre lo zoccolo duro resiste sulle proprie posizioni, ovvero basate sulla convinzione che il Bologna abbia delle potenzialità anche da metà classifica. Ma la vera domanda è: si può avere un giudizio completo sulla rosa messa a disposizione dalla proprietà?

Avere un quadro complessivo e generale della forza del Bologna risulta alquanto complicato. Basti pensare che i due giocatori più forti della squadra – Mattia Destro e Simone Verdi, bomber e vice bomber – hanno giocato assieme pochissimo, e quasi sempre nella parte iniziale della stagione. I due hanno fatto coppia in 6 delle prime 7 (a Napoli Destro non c’era), raccogliendo 10 dei 13 punti fatti fino a qui. Proprio in quel frangente il Bologna si è espresso al meglio, battendo certo Trapani e Crotone, formazioni da B, ma anche Cagliari e Samp, squadre ora davanti ai rossoblù. Non è dunque vero che la compagine di Donadoni ha vinto solo contro squadre di bassa lega. L’inizio della discesa parte con il Genoa, quando un errore di Gastaldello lascia il Bologna in dieci per più di un tempo, da lì in poi è iniziato anche il ciclo duro del calendario, che però i rossoblù avevano iniziato bene pareggiando tre volte in fila, sempre andando avanti e sperperando vittorie ormai in tasca. Nonostante l’assenza di Destro il Bologna si è espresso bene, ma dalla Lazio in poi sono arrivati anche infortuni in sequenza a complicare le cose. In sintesi, la platea non ha mai visto il Bologna al completo nell’ultimo mese e mezzo, sia per errori propri e degli arbitri (espulsioni, autoreti, rigori dati e non dati) sia per sfortuna (infortuni).

La domanda sorge spontanea, di fronte ad un Bologna perennemente monco, come si possono evidenziare lacune o pregi? Sulla base di come si vede il bicchiere. La differenza sta nel fatto che quando si è visto un Bologna a pieno regime sono arrivati anche tanti punti, quando invece l’infermeria si è riempita le difficoltà si sono palesate. Ma un conto è perdere uno o due titolari, un altro andare a Roma con mezza squadra fuori. Ecco perché parlare di errori di mercato o di eventuali correzioni a gennaio è anacronistico, ci si basa su un Bologna privo dei suoi punti di riferimento, una squadra zoppa che cammina su una stampella, una entità indefinita che come tale sbiadisce anche il possibile potenziale delle sue riserve. Certo, si può mettere in discussione la leadership di Destro premendo per l’acquisto di un altro attaccante di peso, ma se Sadiq non fosse stato un mese e mezzo fuori quale rendimento avrebbe avuto? Non è un dato che a Roma sia stato il migliore? Sì, una squadra che segna poco, e con Verdi fuori, probabilmente avrà bisogno di un rinforzo offensivo, ma da qui a mettere in discussione tutto l’impianto perché due baldi giovani sono andati in difficoltà nell’uno contro uno su Salah è eccessivo. Perché tutto il Bologna a Roma non ha funzionato, la difesa si è ritrovata esposta alle intemperie e l’egiziano in coast to coast non lo ferma nessuno, nemmeno Bonucci. Ecco allora che il Bologna non sarà da quarto posto, era più o meno lì dopo l’ultima vittoria, ma neanche da sedicesimo se in mezzo non ci fossero infortuni, arbitri ed errori. Stiamo giudicando un Bologna diverso da quello progettato, incompleto, a mezzo servizio. Non siamo nel campo delle opinioni ma dei dati di fatto, la lista dell’infermeria è nota tutti; mentre quello visto all’inizio, che ha affrontato squadre anche di metà classifica, era più giudicabile. Non tornerà Verdi, ma per parlare di mercato bisognerà aspettare qualche altra partita, attendere i ritorni a pieno regime di Destro, Gastaldello, Maietta, Torosidis, Donsah e Krejci. Ah, il ceco ha avuto un calo, ma contemporaneo ad un problema al piede, perché passare da fenomeno a brocco per un’ala che crossa ma non trova Destro in area è facile. Il povero Ladislav ad inizio stagione colpiva il pallone per Mattia e Simone, ma ora non ci sono e spesso trova il nulla…

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